“L’assessore non si è fatto più vivo semplicemente perché il mio interlocutore non è Turi, ma la società Dalmata e per quest’ultima, Sabrina Palange, la quale ha già un atto di autorizzazione per la vendita, come del resto avviene anche per la società calcistica del Campobasso, autorizzata a giocare partita per partita. Il bar non è il problema dello stadio, casomai è uno dei servizi che esso offre. Se qualcuno si leggesse le carte, il bar è estrapolato come locale commerciale dall’intera struttura sportiva. Qualora il Campobasso abbia qualche contestazione da fare la faccia direttamente il rappresentante legale del club. Ho parlato un giorno con Turi al bar, ma chi deve accertare le situazioni non sono i dirigenti del club, bensì le strutture che hanno avviato l’iter burocratico, come avviene da anni. Si tratta di autorizzazioni provvisorie. Non penso, dunque, che il Campobasso abbia un problema bar. Non esiste una convenzione tra il Comune di Campobasso e la società calcistica rossoblù da più di qualche anno. Nel rispetto delle leggi, la situazione procede secondo le normative e con le carte in regola.
Colagiovanni replica al DG del Campobasso Turi: il Bar non è il problema dello Stadio
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