Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Campobasso ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per oltre un milione di euro, disposto dal G.I.P. del Tribunale di Campobasso, nei confronti di una persona fisica e di una società locale operante nel settore del trasporto pubblico extraurbano. Il provvedimento rappresenta l’esito di una complessa indagine economico-finanziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria (PEF) delle Fiamme Gialle. Le investigazioni hanno portato alla denuncia del legale rappresentante della società per il reato di omesso versamento di ritenute certificate. Secondo quanto accertato dagli investigatori, l’azienda tratteneva regolarmente dalle buste paga dei dipendenti le quote contributive previdenziali, come previsto per i sostituti d’imposta, senza però versarle all’INPS.
Le dichiarazioni fiscali risultavano formalmente presentate, ma alle comunicazioni non seguiva il reale trasferimento delle somme dovute all’ente previdenziale. Una condotta particolarmente grave che ha coinvolto circa 200 lavoratori, rimasti ignari della mancata contribuzione e quindi esposti al rischio di pregiudizi futuri sul piano pensionistico. L’omesso versamento ha inoltre prodotto un danno diretto al bilancio dell’INPS, sottraendo risorse fondamentali a un sistema già fortemente sotto pressione. Alla luce dell’entità delle somme illecitamente trattenute, della natura fungibile del denaro e del fatto che la società risulta ancora operativa, il Giudice ha ritenuto concreto il rischio di dispersione del profitto del reato nel corso del procedimento. Da qui la decisione di procedere con un sequestro preventivo diretto e per equivalente.
Nel corso delle operazioni, connesse all’esecuzione del provvedimento, sono stati sottoposti a sequestro:
denaro contante per un importo di 157.626 euro;
56 immobili, tra cui terreni, ubicati nella provincia di Campobasso, per un valore complessivo di 490.290 euro;
3.835 azioni, per un valore stimato di 383.500 euro.
L’ attività conferma l’efficacia della sinergia investigativa tra Guardia di Finanza e Autorità Giudiziaria nel contrasto all’economia illegale e ai reati più dannosi per lo Stato e per i lavoratori. L’azione di sequestro, finalizzata alla successiva confisca dei beni, rientra nelle linee strategiche della Procura volte non solo a perseguire i presunti responsabili, ma anche ad aggredire i patrimoni illecitamente accumulati, in un’ottica di deterrenza e di restituzione delle risorse alla collettività, a tutela delle regole del mercato e degli imprenditori onesti.
Il sequestro preventivo disposto in via diretta e per equivalente in via sussidiaria, volto a conservare il profitto del reato ai fini della successiva confisca, si inserisce nel contesto delle linee di intervento di questa Procura volte alla repressione dei reati da realizzarsi, non soltanto intervenendo sui presunti autori, ma anche aggredendo i beni che ne costituiscono il profitto; questo in un’ottica di deterrenza e di recupero alla collettività di quanto illecitamente acquisito, avvalendosi del contributo specialistico della Guardia di Finanza”.







