Petraroia: il futuro si costruisce con il lavoro e non contro il lavoro

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Insieme ad altri iscritti del PD ho aderito all’appello di Gianni Cuperlo per testimoniare la condivisione della sinistra del partito alla Manifestazione della CGIL del 25 ottobre, perché il futuro dell’Italia si costruisce con il lavoro e non contro il lavoro, ponendo al centro, in termini strategici, i principi dell’uguaglianza e della dignità di ogni persona. La politica ha il dovere di unire il Nord e il Sud, le generazioni, i migranti, le donne, i giovani e i disoccupati per una società coesa e solidale. Una sinistra è tale se non smarrisce l’orizzonte della giustizia sociale e se si fonda sul lavoro. Non esiste una politica di sinistra che non affermi il lavoro come valore, e per me non è concepibile un impegno politico contrapposto ai valori costituzionali del lavoro.


Apello:
Ci saremo
Ci saremo perché quando donne, uomini e ragazzi riempiono le vie di Roma per il lavoro e contro la precarietà il PD e la sinistra sanno ascoltare. E scegliere dove stare.
Ci saremo perché quella piazza può dare forza al cambiamento dalla parte giusta.
Ci saremo per unire. Nord e Sud, generazioni diverse, stabilizzati e precari.
Ci saremo per l’autonomia delle donne a cui restituire opportunità e riconoscere ciò che meritano.
Ci saremo per costruire un ponte tra quella piazza e altri luoghi e milioni di persone che condividono ansie e speranze di sicurezza, giustizia, benessere.
Ci saremo per spingere Governo e Parlamento a correggere e migliorare Jobs Act e legge di stabilità.
Combattere la precarietà, semplificare le forme contrattuali, sono provvedimenti che vanno nella buona direzione. Ma per rimuovere diseguaglianze immorali e un’austerità senza sbocco è necessaria una manovra più espansiva, un mercato del lavoro più aperto, una rete di diritti più moderna. Bisogna riorganizzare la spesa per le politiche attive, grave ritardo del nostro sistema.
Quanto all’articolo 18 è stato ampiamente riformato nel 2012. Il ricorso al giudice si è ridotto. Il diritto alla reintegra nei casi di discriminazione è garantito dalla Costituzione. La possibilità di reintegro in caso di licenziamenti disciplinari privi di motivazione o economici ‘manifestamente infondati’ è oggi prevista in gran parte d’Europa. Perché mai dovremmo spingere l’Italia verso il basso anziché lavorare tutti per rendere i diritti più ampi e universali?
Ci saremo con la concretezza di chi, giorno dopo giorno, vuole trasformare l’Italia e l’Europa. Ma per questo non smarrisce la bussola dei diritti umani globali come immensa utopia del nostro tempo.
Ci saremo con la modestia e la passione di chi riconosce nella partecipazione dalla parte giusta il sale della democrazia e la via per costruire soluzioni migliori. Se vogliamo rappresentare una società mutata, tutti siamo chiamati a rinnovarci. I partiti come le associazioni e i sindacati, senza accontentarci però di ricette antiche e alzando l’ambizione di una nuova eguaglianza e libertà.
Per tutto questo Noi Ci Saremo.
E’ possibile sottoscrivere questo appello inviando una mail a [email protected]
Al momento hanno aderito:
Tea Albini
Ileana Argentin
Paolo Beni
Marco Carra
Susanna Cenni
Gianni Cuperlo
Andrea De Maria
Gianni Farina
Paolo Fontanelli
Filippo Fossati
Carlo Galli
Francesco Laforgia
Barbara Pollastrini
Chiara Scuvera
Alessandra Terrosi

Michele Petraroia

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