Frattura il gambero e il diritto alla salute: è stata scritta l’ennesima pagina nera

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“La questione riguardante il paventato blocco dei trattamenti di chemioterapia presso la Fondazione Giovanni Paolo II rappresenta l’ennesima pagina nera maturata dalle decisioni politiche e programmatiche di questo Governo regionale, in tema di sanità e non solo.
Ancora una volta, come già successo per la salute mentale, per i malati di Alzheimer, per le persone trapiantate e affette da malattie rare, abbiamo dovuto assistere alle denunce lanciate da associazioni di volontariato, di liberi cittadini, di familiari, richiamanti il Governo regionale a rispettare quanto sancito dall’art. 32 della nostra Carta Costituzionale, il diritto alla salute.
La pronta smentita del Commissario ad Acta, di fatto ritornato sui suoi passi, che ha assicurato che con il decreto n. 51/2015 saranno garantite le cure oncologiche con farmaci innovativi, a cui è seguita la dura reprimenda nei confronti di quanto affermato dalla Fondazione, non possono che lasciarci basiti e farci porre nuovi interrogativi sulle decisioni poste in essere e assunte da questo Governo regionale, soprattutto quando invece di pensare alla salute, al benessere e al rispetto della dignità dei cittadini e dei diritti del nostro territorio si ragiona unicamente in termini ragionieristici riguardo un tema importante come quello della Sanità.
Resta il fatto che non è possibile mettere a rischio i servizi erogati da una struttura come la Fondazione, che fa dell’eccellenza e della ricerca la sua principale caratteristica; una struttura che, integrandosi con le altre già presenti sul territorio, è diventata un punto di riferimento non solo per la nostra realtà, ponendo fine ai tanti viaggi della speranza del recente passato a cui erano costretti i cittadini molisani per avere cure specialistiche, ma anche per le realtà extraregionali, tanto che il 45% dei pazienti della Fondazione proviene da altre regioni, con indubbi vantaggi economici anche per la casse regionali.
Infine la struttura commissariale ha rassicurato sul fatto che la riduzione dei posti letto non riguarderà né l’area oncologica né l’area cardiochirurgia, ossia quelle che sono le specializzazioni della Fondazione, noi non possiamo che prendere atto di queste affermazioni, ma non possiamo verificarle poiché il Governatore non ha ritenuto opportuno portate i programmi operativi all’attenzione del Consiglio regionale, depauperandolo ancora una volta del suo ruolo istituzionale e rappresentativo, privando la minoranza consiliare di poter instaurare un dibattito costruttivo su alcuni aspetti critici della riforma della sanità”.

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