martedì, febbraio 21, 2017
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Il centrosinistra, senza nessuna remora nei confronti degli obblighi morali assunti in primis con i cittadini molisani, ha abrogato la norma che costituiva l’ultimo ostacolo all’approvazione dei Piani Operativi di cui si sta discutendo al Tavolo Tecnico a Roma. E lo ha fatto di notte tempo.

Tradendo non solo l’impegno assunto, da molti mesi e in varie occasioni, in Consiglio regionale ma innanzi tutto tradendo i comitati che avevano richiesto un più vasto dibattito sulla riforma sanitaria per esprimere una volontà legislativa di ampio respiro che potesse costituire un freno alla deriva autoritaria di questa fase di commissariamento del settore.

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Mentre ci si aspetta dall’intera classe politica, ma soprattutto dirigente del settore sanità: calma, concentrazione, energie e idee per evitare il ripetersi a breve, il prossimo 1° maggio, anche in altri presidi ospedalieri, quanto accaduto ultimamente all’Ospedale S. Timoteo di Termoli, con la sospensione, per alcuni giorni, per carenza di personale medico, dei ricoveri nelle unità operative di Pediatria e Ostetricia-Ginecologia, alle partorienti, si registra invece il crescere delle polemiche e del caos.

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Si è svolto l’incontro tra il direttivo del Comitato San Timoteo e il sindaco Angelo Sbrocca. Il presidente del comitato, l’ingegnere Nicola Felice, ha esposto al primo cittadino tutte le difficoltà e i problemi che coinvolgono l’ospedale della città adriatica e la mancata realizzazione dell’acquedotto Molisano Centrale. Il Comitato ha ripercorso anche i vari incontri sul tema della Sanità che hanno visto la partecipazione dell’Amministrazione comunale compreso quello di gennaio 2016 sul Piano operativo.

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In relazione alle considerazioni contenute nella lettera aperta a firma dell’on. Aldo Patriciello apparsa sui giornali di oggi, il Codacons Molise replica quanto segue.
“Nell’ottica di offrire un contributo al dibattito in corso sulla sanità, ed al fine di chiarire dal punto di vista tecnico - né ideologico, né polemico, né per partito preso – l’incidenza della mobilità attiva sul sistema sanitario regionale del Molise, Codacons Molise evidenzia quanto segue.

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Quanto accaduto negli ultimi giorni, all’Ospedale S. Timoteo di Termoli, non essendo uno scherzo, dimostra come l’impensabile diventa una dura e triste realtà. Da quanto è dato sapere, Giovedì 14 aprile u.s. la Direzione Sanitaria dell’Ospedale S. Timoteo di Termoli ha emesso una disposizione di sospensione, fino a lunedì 18 p.v., dei ricoveri nelle unità operative di Pediatria e Ostetricia-Ginecologia, escludendo di fatto la possibilità alle partorienti di mettere alla luce a Termoli i nascituri. Con tale dispositivo, il direttore di Pediatria e Ostetricia-Ginecologia in accordo con il Pronto Soccorso dovrà “convogliare” le partorienti all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Di questo è stato avvisato preventivamente il direttore sanitario del Cardarelli che per questo fine settimana potrebbe dover accogliere e assistere partorienti che non possono essere ricoverate nell’Ospedale S. Timoteo.

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sanitamedici

Riceviamo e pubblichiamo la nota dei Medici della “Fondazione Giovanni Paolo II” indirizzata ai Presidenti dell’Ordine dei Medici di Campobasso e Isernia.
Gent.mi Presidenti,
apprendiamo con piacere la lettera del presidente dott.ssa Carolina De Vincenzo pubblicata sul sito dell’Ordine dei Medici di Campobasso, esprimendone piena condivisione dei contenuti.

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di giacomo uliss

Per cercare di smentire quanti li hanno accusati e dimostrare il loro “profondo senso delle istituzioni” , il trio Frattura, Ruta e Leva ha pubblicato due mail intercorse con il direttore amministrativo dell’ Università Cattolica dr. Elefanti. Nulla, naturalmente, è dato sapere sul contenuto, ma è interessante notare come le mail partano da un indirizzo privato di una persona che non ha la rappresentanza legale dell’Ateneo (e quindi non può parlare ufficialmente a suo nome ), arrivino sull’ indirizzo privato di Frattura, utilizzino un linguaggio amichevole (dandosi del “tu”) e augurandosi un buon fine settimana. E questo, secondo loro, dimostrerebbe due cose:
1) Che i vertici dell’Università Cattolica e del Centro Giovanni Paolo II, che li hanno sbugiardati pubblicamente, fossero al corrente delle loro corbellerie; 2) Che loro seguono soltanto percorsi istituzionali , tanto che Frattura chiosa: “ noi siamo abituati a lavorare così”.

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Il confronto avviato con le istituzioni, le parti sociali, gli ordini professionali, le associazioni e i comitati sulla proposta di cambio della governance della Fondazione “Giovanni Paolo II” non è un confronto basato su invenzioni e chiacchiere, non è irrituale né poco istituzionale: arriva al termine di uno studio di fattibilità corredato da approfondimenti giuridici e amministrativi. Non è nostro costume agire senza avere contezza della fattibilità delle nostre proposte. Se abbiamo promosso un confronto pubblico sull’ipotesi di mutamento della governance della Fondazione, lo abbiamo fatto soltanto dopo averne preventivamente accertato la praticabilità.

Pubblichiamo un post lasciato su profilo facebook dal dottor Lucio Pastore, delegato del Forum in difesa della sanità pubblica, in merito al nuovo piano della Sanità Molisana.

Come delegato del Forum in difesa della sanità pubblica , insieme ad Anna Maria, Aida e Luca sono stato partecipe di un incontro surreale in regione. Con il commissario ad acta Frattura e la D'Innocenzo, soggetti istituzionali nell'ambito sanitario, era presente anche il senatore Ruta, di cui non si comprende la funzione istituzionale in quel contesto. Ci è stato presentato un documento su cui discutere? No, si voleva un parere sulle quattro chiacchiere che il presidente ed i due parlamentari avevano fatto nell'ambito del loro partito, sulla sanità. Alla richiesta di un documento su cui discutere ci é stato detto che non esisteva.

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Sulla sanità molisana e sulle varie proposte che in questi mesi sono state presentate siamo davvero sconcertati sul metodo e sul merito dei vari piani operativi. Il centrosinistra nel quarto anno del suo governo ha realizzato un profondo decadimento dell’offerta sanitaria in regione. Molti medici vanno via appena trovano l’opportunità, perché manca un quadro di riferimento e la cosa determina una difficoltà sempre più evidente nel dare risposte chiare a chi opera e a chi deve organizzare il servizio più importante per la salute dei cittadini. Respingiamo con forza l’annuncio quotidiano di accordi o di compromessi politici che ci vengono propinati da più parti con lo scopo evidente di confondere i cittadini o peggio ancora illuderli sul fatto che finalmente ci sarà una soluzione.