La casuale visione di una decisione adottata dal Capitolo cattedrale di Larino il 6
ottobre del 1911, mi ha particolarmente colpito. In essa emergono particolari
incarichi, quelli di Vicario Generale (sacerdote nominato dal vescovo per aiutarlo nel
governo della diocesi) ed anche Capitolare (figura che, fino all’entrata in vigore del
nuovo Codice di Diritto Canonico del 1983, fungeva da vescovo in caso di sede
vacante) di diverse diocesi meridionali, attribuiti ad un benemerito Presbitero di
Ripabottoni.
Si tratta di mons. Alfonso Maria de Julio che ricoprì, “riscuotendo ovunque
meritati encomi ed ammirazioni”, quei delicati ruoli nelle diocesi di Cassano
all’Jonio, San Marco Argentano e Bisignano (unite dal 1818 al 1979), Crotone,
Cosenza, Oria e Ostuni.
Con la citata Conclusione capitolare “considerando i preclari meriti e le virtù,
di cui è stato sempre adorno […], nonché lo zelo, la dottrina e l’operosità da lui
dimostrata nelle varie onorifiche cariche affidategli”, ottenuta l’approvazione del
Vescovo di Larino mons. Emidio Trenta, “a maggior decoro della Chiesa larinese e
per rendere al sullodato mons. de Julio un degno attestato di stima e di venerazione
[…], ad unanimità di voti” fu eletto “Canonico Onorario” della cattedrale frentana.
Questa speciale nomina mi ha spinto a rintracciare nell’Archivio Storico
Diocesano di Termoli-Larino, la cui unica sede è posta presso l’antico episcopio di
Larino, altre informazioni al fine conoscere meglio il Personaggio in questione.
Ebbe i natali nella ridente località basso-molisana (Ripabottoni) il 3 ottobre
1845 a mezzo di Cipriano Maria (dottore in medicina) e Clementina Miozzi. Aveva
un fratello Giantommaso (notaio) e due sorelle, Caterina Maria Teresa e Filomena,
nati prima di lui.
Studiò presso il glorioso Seminario di Larino, allora comprensivo anche del
corso filosofico e teologico e ricevette l’Ordine presbiterale, dal Vescovo frentano
mons. Francesco Giampaolo, il 6 giugno 1868. Iniziò subito l’attività pastorale a
Ripabottoni dove, il 3 ottobre 1875, assunse la carica di Arciprete.
In un documento dell’8 settembre 1878 risulta “Dottore in Sacra Teologia” ed in
un altro di due anni dopo, appare per lui anche il titolo di “Monsignore”.
Il 20 giugno 1889 lasciò l’arcipretura di Ripabottoni per ricoprire importanti
ruoli nelle diocesi predette. L’amore per la sua Terra d’origine, però, lo costrinse a
rientrare. Al ritorno, si adoperò attivamente, tra l’altro, nell’opera di restauro delle
due chiese presenti a Ripabottoni. A tal proposito, in una nota del 24 ottobre 1914,
sottoscritta dai cinque preti operanti in quel tempo nel suo centro natale, si rileva che
mons. de Julio, “mostratosi in più occasioni molto largo”, rinunziava alla
restituzione di una considerevole somma messa a disposizione per i lavori predetti. In
quell’occasione ottenne la seguente speciale menzione: “di questa generosità non
comune se ne fa oggetto di una regolare conclusione, perché venga a conoscenza dei
posteri e il nome dell’insigne benefattore sia in benedizione”.
Il primo novembre 1913 gli fu conferito il titolo di Cavaliere Cappellano
Onorario di I classe del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Si tratta
di un Ordine religioso cavalleresco legato alla dinastia dei Borbone delle due Sicilie,
ancora oggi riconosciuto dallo Stato italiano come “Ordine dinastico non nazionale”.
Il 2 ottobre del 1921 fu nominato Arcidiacono del Capitolo cattedrale di Larino,
massima dignità dell’importante organo collegiale, incarico questo che lasciò
nell’ottobre del 1928 per motivi di salute. Qualche mese prima, infatti, fu costretto a
seguire la famiglia a Napoli dove dimorò fino all’estate di tre anni dopo.
Con una missiva del 21 giugno 1931 inviata da Ripabottoni al Vescovo mons.
Bernacchia così si esprime: “Eccellenza Rev.ma, ieri mattina sono tornato da Napoli
e penso di non tornarvi più e morire qui in queste stanze dove sono nato…”, poste al
civico 39 di Corso Garibaldi. Il contenuto di una lettera indirizzata al Presule il 24
marzo 1932 è del seguente tenore: “Per la S. Pasqua presento a V. E. le mie più
rispettose e cordiali felicitazioni con auguri di lunga e prospera vita, ricca di grazie
spirituali e di salute floridissima pel bene delle due Diocesi (Larino e Termoli unite
per la prima volta “in persona episcopi” nell’ottobre del 1924, n. d. a.) affidate ad un
Pastore pio, zelante e prudente […]. Questi sono i voti del mio povero cuore. Ancora
il Signore mi permette, a questa età, di celebrare la S. Messa nella mia Cappella.
Non esco mai di casa perché non ho la forza fisica. Ho bisogno delle preghiere di V.
E. per fare una buona morte […]”.
Mons. de Julio tornò alla Casa del Padre, all’età di 87 anni, il 13 maggio 1933.
Giuseppe Mammarella
Direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Termoli-Larino







