Regioni, governo accetta ordine del giorno di un senatore Pd per una loro riduzione

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Il documento firmato da Raffaele Ranucci impegna l’esecutivo a «valutare l’opportunità» attraverso «una speciale procedura di revisione costituzionale»
Nelle aule parlamentari si torna a parlare della riduzione del numero delle Regioni. «L’opportunità di proporre attraverso una speciale procedura di revisione costituzionale, la riduzione delle Regioni» è infatti quanto prevede un ordine del giorno, accettato dal governo, del senatore Pd Raffaele Ranucci. L’esecutivo viene impegnato a «prendere in considerazione» prima dell’entrata in vigore del ddl di riforma una riduzione delle Regioni. «Con il sì del governo all’ordine del giorno che ho presentato – dice il senatore – inizia un percorso che condurrà in un futuro non lontanissimo al taglio dell’attuale numero, senz’altro eccessivo, delle regioni in Italia. L’obiettivo è fare delle regioni veri enti di pianificazione territoriale, un processo che comporterà un grande risparmio non solo economico ma anche di snellimento della burocrazia per il cittadino che godrà di una massiccia semplificazione amministrativa. Tutto ciò è coerente con il processo di integrazione europea che pone l’esigenza di ridurre l’articolazione regionale in tutti i paesi membri. Non a caso, nei mesi scorsi la Francia ha provveduto a ridurre i propri enti regionali da 22 a 12. Ringrazio il governo e in particolare il ministro Boschi – conclude il senatore dem – per avere accettato il testo, comprendendo l’importanza della riforma che si propone».

L’incontro Governo e Regioni nel frattempo si vedranno il 13 ottobre, a palazzo Chigi, per discutere della legge di stabilità. Ad annunciarlo, giovedì, è stato il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, dopo la seduta nel corso della quale sono stati esaminati quelli che sono i provvedimenti che riguardano i presidenti. All’incontro parteciperà anche il premier Renzi e Chiamparino si augura che in quella sede «vengano date risposte ai quesiti che abbiamo posto all’inizio di questa settimana». «Il governo – ha aggiunto – sa quali sono le nostre proposte e quindi credo che l’incontro con il premier e con gli altri membri del governo sia un passaggio importante per venire a capo di tutto». Chiamparino ha poi spiegato che i presidenti «si aspettano nel 2016 3 miliardi in più per il fondo sanità, che in particolare andrebbero all’innovazione dei farmaci salvavita, alla revisione dei Lea e a tutta la rivisitazione dei contratti, anche se qualche sindacalista-medico non fa gli interessi dei propri aderenti».
Umbria24.it

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