mercoledì, aprile 26, 2017
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La notizia è arrivata sui tavoli delle redazioni con l’effetto prorompente di un ordigno, anche perché le avvisaglie erano palesi da giorni. Una specie di bomba carta che si usa sparare per intimidire qualcuno senza però causare danni, anche perché siamo sicuri che alla fine tutto resterà uguale. Nei prossimi giorni arriveranno in due date differenti: il tredici e il sedici due big della politica nazionale.

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Il prof Di Giglio, pur rimanendo tesserato del PD , lascia il direttivo del partito e ne spiega pubblicamente le ragioni. È' il medesimo che entrato in virtù della 'buona scuola' nell'organico scolastico pare rampognasse su fb contro i colleghi, che non erano grati, al suo pari, alla riforma Renzi; è il medesimo che con dedizione e spirito di servizio si è speso nel PD e sul territorio per il sì al referendum costituzionale; è il medesimo che da civatiano rimase illo tempore non solo nel PD ma si munì di spirito collaborativo al fianco della segretaria Fanelli quando Civati uscì dal PD e fondo' un movimento diverso; è oggi colui che esce dal direttivo PD motivando la scelta con un'espressione lapidaria: il fratturismo. La spiegazione del fratturismo data da Di Giglio in buona parte corrisponde, di fatto, a quella dello iorismo, che nei tempi che furono fu ampiamente chiarita da diversi commentatori, tra i quali quelli che, appunto, in occasione delle elezioni del 2013 individuarono in Frattura specularmente la vena tipica dello iorismo. È evidente che l'espressione 'fratturismo' è in linea con l'incapacità creativa, sul piano linguistico e della comunicazione, dei 'compagni', basti pensare ai fuoriusciti che hanno fondato al posto del PD, il DP. Ne è altrettanto evidente la miopia politica che forse deriva proprio dai confini del registro linguistico o dall'assenza di interiorizzazione delle buone letture, che non aprono facilmente e tempestivamente i piddini all'esercizio del pensiero critico. Del resto, chi è Paolo Frattura? Il governatore targato PD che proviene da Forza Italia e che deve tanto sul piano lavorativo e di crescita personale a quest'ultimo movimento. Di Giglio cosa rampogna? Che Frattura ha appiattito il partito sotto la sua persona, nonché sotto le persone di cui si avvale per governare, per lo più provenienti dal cdx, e senza dare spazio alla segretaria Fanelli, la quale, a suo dire, pur provando ad avere un'interlocuzione col governatore, non ci riesce. Rispetto a quest'ultimo aspetto delle due l'una: o la Fanelli è un'incapace come segretaria PD o è semplicemente persona che deve talmente tanto, sul piano personale, al governatore che certo non può avere autorevolezza e soprattutto libertà d'espressione - Di Giglio forse dimentica che la Fanelli ha 'ricompense' in Regione e in Europa, volendo tralasciare la sua estrazione che, del pari, rimanda al cdx di Iorio-Vitagliano. Tra l'altro il PD degli ultimi anni ha puntato sul leaderismo o pseudo tale, caratterizzato però da autismo e autoreferenzialita', tanto che Renzi, emulo lui stesso del Berlusconi nazionale , senza averne però alcune caratteristiche vincenti sul piano della comunicazione, all'indomani del voto referendario ha espresso tutto il suo stupore circa l'esito e ha continuato, nonostante tutto, a voler rimanere in sella al partito sino all'estrema conseguenza, condita di strappi, lacerazioni e scismi, vedremo quanto veri. In Molise addirittura la segretaria PD non è stata sin qui messa neppure in discussione: la renziana doc Fanelli è rimasta al suo posto. Ruta nell'incontro del partito che si è tenuto la settimana scorsa a Cb neppure si è presentato, veicolando successivamente mezzo stampa la sua volontà : stare al fianco di Emiliano. Leva, avvertito l'odore di proporzionale alle prossime elezioni e essendosi schierato all'ultimo, ma apertamente, per il no al referendum costituzionale, è passato al DP. Insomma il partito a livello nazionale paga oggi lo scotto della confusione presente sin dalla sua stessa genesi e a livello locale sta procedendo secondo il canovaccio tracciato sin dall'inizio, con innesti nuovi alla Facciolla e chissà chi altri che di sinistra poco hanno. Un PD che tra l'altro, per necessità storica, ha organizzato una coalizione inevitabilmente confusa, basti per tutti pensare a Rialzati Molise di Cotugno-Patriciello. Eppure, nonostante la narrazione dei fatti, c'è chi nel PD continua a ipotizzare l'esistenza di un cuore pulsante a sinistra e a questo punto non si comprende se, pertanto, questi piddini ci sono o ci fanno. In entrambi i casi, c'è da dire che sono stati funzionali al PD Renzi e a livello locale al PD Frattura ma, soprattutto, in via prospettica, ai 5 stelle. Tanto più che sul cerchio fiorentino, seppure sul piano giudiziario nulla dovesse risultare a livello penale, tutto è già uscito a livello politico, circa cioè il sistema messo in atto dal giglio viola. Cosa che forse basta, appunto, per far voltare definitivamente pagina ai residui elettori PD.

Adele Fraracci

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L'onorevole Leva, dopo aver sostenuto Rita Formichelli alle Primarie per le comunali di Isernia,uscita vincitrice e quindi candidata alla carica di Sindaco alle prossime elezioni,  lancia una frecciatina a Cosmo Tedeschi, che invece non ha voluto cimentarsi nelle primarie. " Una posizione singolare quella di Tedeschi, chi aderisce al Pd ne condivide i principi ispiratori".

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Ho deciso di presentare in Senato il ddl “Nuove norme in materia di reati agroalimentari” così come elaborato dalla commissione presieduta da Giancarlo Caselli perché i cittadini reclamano una incisiva regolamentazione a tutela dei consumatori e della salute pubblica. Il 21 aprile dello scorso anno, infatti, il Ministero della Giustizia ha istituito presso l'Ufficio legislativo del medesimo Ministero, su proposta del Guardasigilli Andrea Orlando, la Commissione di studio per l'elaborazione di proposte di intervento sulla riforma dei reati in materia agroalimentare, un fenomeno sempre più diffuso che mina l'eccellenza del made in Italy nel settore enogastronomico e favorisce l'infiltrazione di organizzazioni criminali. La proposta conclusiva della commissione di studio è stata consegnata il 14 ottobre 2015 al Ministro Orlando.
Ad oggi il Governo, che ha aperto una opportuna fase di confronto con tutti gli stakeholder insieme al presidente Caselli, tuttavia non ha ancora avanzato la proposta finale.

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Basta scelte di partito. Abbiamo presentato una mozione per chiarire l’incompatibilità dell’assessore agnonese Cacciavillani, ora nominato presidente di Molise Dati. Di più. Presto presenteremo la nostra proposta di legge partecipata per il riordino del sistema delle nomine. A fine 2015 il governo regionale marchiato Pd ha fatto una serie di nomine regolate da un unico metodo: accontentare e distribuire poltrone e incarichi a compagni di partito e amici. Ma già dal giorno del suo insediamento, il presidente delle Regione Molise Paolo di Laura Frattura ha conferito incarichi in piena continuità con il passato. Ultimi, solo per scansione temporale, sono la nomina di Manuel Brasiello, fratello dell’ex sindaco di Isernia, all’Agenzia per la Ricostruzione; la proroga della consulenza d’oro all’avvocato Carmela Lalli da 90.000 euro l’anno, che si occupa di società Partecipate dalla Regione e il rinnovo del Cda di Molise Dati (con Dgr 752/2015 ) in cui spicca la nomina dell’assessore e vicesindaco di Agnone dott. Maurizio Cacciavillani in qualità di presidente.

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Dopo sette anni nel 2015 in Molise è tornata a crescere l’occupazione per 1.533 unità, ma serve un impegno corale per recuperare i 10.748 posti di lavoro persi dal 2007 al 2014. Non sarà la propaganda dell’antipolitica o la faziosità delle opposizioni a creare opportunità per i nostri giovani. I timidi segnali di ripresa potranno consolidarsi se prevarrà la responsabilità, il senso del dovere e la concretezza della Buona Politica, se la ricerca di una sintesi costruttiva sostituirà le contrapposizioni pretestuose e se, si affermerà la capacità di dialogo sul merito delle scelte strategiche. In questo contesto il ruolo più delicato è quello dei partiti nazionali ed in particolare del PD che ha l’obbligo etico di adoperarsi per il riscatto del Mezzogiorno e per il rilancio del Molise.

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La scadenza di metà mandato della legislatura regionale rende opportuno un confronto aperto nell’Assemblea del Partito Democratico per affrontare i temi più impellenti che si pongono sul territorio e condividere politicamente un progetto unitario di rilancio economico, riordino del sistema sanitario e di modernizzazione delle infrastrutture e del sistema dei trasporti.

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Sono state discusse e approvate, in sede di Consiglio comunale, le due mozioni presentate dal gruppo consiliare del Partito Democratico di Montenero di Bisaccia. La prima concerne una questione di primaria importanza nella vita economica dei cittadini: a partire dal 2016 sono previsti infatti tagli all'addizionale Irpef comunale con la modulazione delle aliquote in base alle fasce di reddito, con esenzione totale per le fasce più deboli della cittadinanza. È il principio dell'equità e della giustizia sociale a dover muovere le scelte della Politica, per venire incontro ai bisogni delle fasce meno abbienti, e questa mozione rappresenta un significativo passo verso la realizzazione di una delle principali lotte che da sempre sono care al Partito Democratico.

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«Se si intravedono spiragli di ripresa questi sono dovuti a un lavoro responsabile che parlamentari e governo regionale hanno svolto in questi anni. Il contributo del PD ad una politica fatta di responsabilità e non di sprechi inizia a dare i suoi frutti».  Con queste parole il segretario regionale del Partito Democratico commenta le notizie sulla sanità che arrivano dal tavolo “tecnico” romano.
Il Ministero della salute, infatti, ha approvato il programma operativo straordinario 2015-2018, dopo aver mostrato apprezzamento per gli sforzi che il governo regionale sta mettendo in campo per cercare di raddrizzare una situazione che appariva decisamente compromessa da almeno un decennio di malgoverno.