Papa Leone XIV, in discorsi e messaggi del 2025, ha esortato a considerare il lavoro come fonte di speranza, dignità e vita, chiedendo impegno per lavoro dignitoso e stabile per i giovani, la creazione di aziende come comunità umane fraterne, e un approccio solidale che metta al centro la persona, richiamando i valori di verità, giustizia, pace e fraternità.
Papa LeoneXIV°ha sottolineato l’importanza di garantire opportunità ai giovani, affrontare le esigenze delle famiglie e sostenere i lavoratori, affinché il lavoro non sia luogo di morte.
Punti chiave del suo magistero sul lavoro con alcuni concetti espressi in vari incontre:
· Il lavoro dignitoso è un diritto, non un privilegio, e permette all’individuo di esprimere creatività e realizzare i propri sogni, contribuendo al bene comune.
· C’è bisogno di impegno collettivo per creare opportunità di lavoro stabile e dignitoso per i giovani, affinché possano costruire il futuro.
· Le aziende dovrebbero essere comunità umane e fraterne, attente ai bisogni delle famiglie, dei genitori e di chi cura i familiari anziani o malati.
· Richiesta di un approccio solidale, che eviti eccessiva burocratizzazione e distacco, valorizzando il ruolo dei consulenti del lavoro come mediatori attenti alle persone in difficoltà.
Verità, giustizia, pace e fraternità devono guidare il mondo del lavoro.
Ha invitato la Chiesa ad essere vicina e incarnata nel mondo del lavoro, portando consolazione e speranza e richiamando il valore profetico del lavoro.
Questi messaggi sono stati pronunciati in occasione di eventi come il Giubileo del Lavoro (novembre 2025) e udienze generali, in cui ha affrontato temi come le “morti bianche”, la sicurezza e il ruolo dei professionisti del lavoro.
Sembra voglia ripercorrere la dottrina sociale del suo predecessore Papa Leone XIII° che nell’enciclica di 135 anni nella Rerum novarum, con rinnovata urgenza, richiamava alla dignità della persona, alla giustizia nei rapporti di lavoro e alla responsabilità sociale della proprietà
Negli ultimi anni, le tecnologie dell’Intelligenza Artificiale ha suscitato un acceso dibattito, motivato dalle crescenti preoccupazioni riguardo all’impatto di tali tecnologie sul mercato del lavoro.
Diverse forme di IA superano le capacità umane in varie mansioni col potenziale di modificare profondamente il mercato del lavoro: questo rende il futuro più difficile da prevedere, un futuro che dipende dalle decisioni che si prenderanno per disegnarlo oltre che per prevederlo. Intelligenza artificiale, automazione ed economia digitale stanno trasformando il mondo del lavoro, fenomeno impossibile da non tenere in considerazione.
Il fenomeno richiede criteri di orientamento e una rinnovata tutela della dignità umana.
Le domande poste da Leone XIII 135 anni fa, sono più che mai attuali e risuonano nella società odierna con rinnovata urgenza.
La Rerum Novarum, anche oggi, offre un orientamento profondo richiamando alla dignità della persona, alla giustizia nei rapporti di lavoro e alla responsabilità sociale della proprietà.
I principi del 1891 restano validi: «I lavoratori non devono essere trattati come schiavi», ammoniva Leone XIII, ma «la loro dignità personale, nobilitata dalla fede cristiana, deve sempre essere rispettata» (R.N. 16), di attualità anche ora specie quando sistemi automatizzati prendono decisioni sulle persone senza controllo umano diretto.
Le piattaforme digitali sono le nuove forme di proprietà e l’equa redistribuzione di tali risorse diventa sempre più urgente; l’IA comporta, ripercussioni economiche, sociali, demografiche, ambientali, queste sono le “rerum novarum”, le cose nuove, di oggi.
Oggi come allora la trasformazione viene vista come una minaccia, la forza lavoro “umana” sostituita dalla macchina, con nuove forme di dipendenza, precarietà e disuguaglianza.
Le infrastrutture tecnologiche concentrate nelle mani di pochi colossi, il cui potere influenza società, lavoro e politica in modo spesso incontrollato.
Lo sviluppo tecnologico corre veloce, la politica e la legge arrancano.
La Rerum novarum chiedeva che i processi economici fossero in funzione dell’uomo, non il mero profitto, ma giustizia, solidarietà e bene comune devono guidare l’azione, allora come ora nel mondo automatizzato di oggi l’essere umano non può diventare oggetto dell’economia, ma ne rimane il soggetto. In un momento storico così complesso, attraversato dalle tre transizioni digitale, ambientale e demografica e da un contesto geopolitico delicatissimo, è essenziale adottare un modello di regolamentazione che tenga conto dei valori della Rerum novarum e che possa assicurare una distribuzione equa e sostenibile dei guadagni di produttività derivanti dall’innovazione tecnologica. Solo così potremo mantenere e rafforzare la coesione sociale.
Di fronte alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e alle sue ripercussioni sulla giustizia, sul lavoro e sulla dignità umana, «Leone XIV° propone un patrimonio di dottrina sociale, non finirò mai di ringraziarlo per la sua sensibilità.
Alfredo Magnifico







