Chirurgia da record al Cardarelli: asportata una massa renale di oltre 15 chili

Uno straordinario intervento multidisciplinare salva una paziente di 70 anni. La massa, dalle dimensioni di un cocomero, occupava l’intero addome.

Un caso clinico ai limiti dell’incredibile quello risolto nei giorni scorsi presso il P.O. Cardarelli di Campobasso. Un’équipe chirurgica d’eccellenza ha rimosso una gigantesca massa tumorale dal peso record di oltre 15 chilogrammi a una donna di 70 anni. Un intervento di altissima complessità che conferma il presidio molisano come punto di riferimento per la chirurgia oncologica d’urgenza e specialistica.

Tutto è iniziato da un disturbo apparentemente comune: la stipsi. La paziente si era infatti rivolta per la risoluzione del problema al Prof. Guido Sciaudone, Direttore della SC di Chirurgia Generale, che la aveva visitata presso l’ambulatorio di Chirurgia Colo-Rettale ed Oncologica della ASREM da lui diretto. Tuttavia, alla visita clinica era da subito apparso evidente che il sintomo stipsi era secondario alla presenza di una voluminosa massa addominale di dimensioni spropositate che i successivi accertamenti diagnostici rivelavano essere a partenza dal rene sinistro. Tale massa – paragonabile a un grosso cocomero – occupava ormai l’intera cavità addominale, comprimendo oltre all’intestino tenue ed al colon, organi importanti quali il fegato, la milza, lo stomaco, il pancreas ed il duodeno e compromettendo la circolazione sanguigna di tali strutture.

Data la gravità del quadro clinico, è stata necessaria una sinergia tra reparti. In sala operatoria hanno lavorato fianco a fianco il Prof. Guido Sciaudone e il Dott. Pasquale Santoro, Direttore della SC di Urologia, contribuendo così a cementare una proficua collaborazione nata negli ultimi anni tra i due Direttori. Il buon esito dell’intervento, condotto a quattro mani, è stato possibile, inoltre, grazie all’ausilio delle rispettive équipe mediche e infermieristiche, degli anestesisti e del personale di sala operatoria.

L’operazione, delicatissima, che ha richiesto estrema precisione, ha previsto diverse procedure integrate: la nefrectomia totale con l’asportazione del rene inglobato nella massa di verosimile natura eteroplastica (si è in attesa dell’esame istologico definitivo), la colectomia subtotale (cioè la rimozione di gran parte del colon in quanto ischemico in seguito all’occlusione cronica ed alla sofferenza vascolare dovuta alla compressione dei vasi da parte della massa) ed il confezionamento di una derivazione intestinale esterna per permettere la canalizzazione.

La paziente dopo aver passato le prime 48 ore post-operatorie presso la Rianimazione diretto dal Dott. Vincenzo Cuzzone, è rientrata nel reparto di Chirurgia Generale in condizioni cliniche definite soddisfacenti nella loro complessità.

L’intervento rappresenta un successo non solo per la riuscita tecnica, ma per la capacità di risposta del sistema sanitario regionale di fronte a patologie rare e ad alta complessità. La paziente è stata affidata alle cure post-operatorie del personale ospedaliero, segnando un passo fondamentale verso la guarigione dopo aver convissuto con un “peso” che metteva a rischio la sua stessa vita.

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