Campobasso, Elezioni/ Alessandro Pascale: “la politica per me è passione”

Nella tornata elettorale del mese di giugno prossimo per le amministrative in Molise si delineano confronti politicamente interessanti in più di un’amministrazione comunale; a Campobasso adesso il quadro è definito e l’elezione per il sindaco proporrà tre candidati accreditati e ben inseriti nel tessuto sociale e civile della città. Nel centro destra, tra i candidati di lungo corso nella politica locale, figura anche l’imprenditore Alessandro Pascale, che correrà con la lista “Popolari per l’Italia”, al fianco di Aldo De Benedittis. A lui abbiano chiesto un primo giudizio sulla scelta fatta dalla coalizione.

Aldo De Benedittis, per il suo attaccamento appassionato alla nostra città, per il suo carattere gentile e comprensivo, per i valori di legalità e trasparenza che porta con sé, per le sue competenze professionali e per la sua esperienza politica- dice in premessa – è sicuramente il candidato sindaco che meglio può rappresentare la nostra comunità e più di tutti può concorrere a individuare le soluzioni per le necessità e i problemi che ci attendono lungo il cammino”.

Pascale, è consigliere comunale in carica e vice presidente alla Provincia di Campobasso; due sistemi elettorali diversi (le provinciali sono elezioni ‘di secondo livello’, che vedono coinvolti al voto solo gli amministratori dei vari comuni del territorio provinciale), eppure qualcuno potrebbe chiedersi perché favorire un accumulo di incarichi politici sulla stessa persona. E’ lo stesso Pascale a fare delle opportune precisazioni.

Per me è significativo e doveroso sottolineare che questo prestigioso incarico di vicepresidente è del tutto gratuito, come previsto dalla legge di riforma degli enti provinciali”.

Il fatto stesso di partecipare dopo poco tempo ad una nuova, seppur diversa, campagna elettorale ha una sua motivazione anche razionale.

Questo incarico alla Provincia– continua l’interlocutore – è funzionalmente collegato alla mia elezione al Comune di Campobasso. Le due elezioni si tengono insieme, l’una con l’altra. In caso di mancata elezione al Comune di Campobasso, verrebbe meno anche la vicepresidenza a Palazzo Magno e la stessa elezione provinciale (i consiglieri provinciali devono essere anche consiglieri comunali in carica, ndr). Ciò dopo poche settimane dall’elezione; quindi la mia ricandidatura al Comune va vista anche come normale prosecuzione di un discorso politico da poco avviato con la nuova amministrazione provinciale di Campobasso. Che senso avrebbe candidarsi in un ente, assumere un incarico di responsabilità, sapendo che tutto durerebbe solo poche settimane? Quale programma si può attuare in così poco tempo?”

Una spiegazione chiara che spazza via ogni dubbio sulla logica che muove questa ‘abbinata’ politica: un lavoro volontario e sul territorio e nessuna bramosia di apparire o di assommare indennità, visto che il lavoro alla Provincia, come ha detto lo stesso interessato. non è remunerato in alcun modo. Pascale, quindi, mette a disposizione la sua esperienza sia manageriale che politica e accetta questa ennesima sfida, affrontando una carampana elettorale che non sarà facile per nessuno; e precisa ancora il discorso.

Ascolto e parlo con tanta gente, ogni giorno e offro il mio contributo di esperienza, cercando di intervenire, per quanto di mia competenza, sulle continue problematiche ricadenti sul territorio. Sono motivato nella continua ricerca di buone pratiche a favore di comunità lontane dai principali prosceni urbani. La periferia, quindi, che diventa centralità nelle attenzioni”.

Poi la conclusione del discorso. “Quindi perché mi candido? Perché per me la politica è passione”.

Più chiaro di così!

(S.M.)

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