Alfredo Magnifico: JOBS ACT, quella strana chimera

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Convegno partecipatissimo organizzato a Roma da ADAPT sul Jobs Act, dalle prime analisi emerge che le categorie svantaggiate purtroppo continueranno ad esserlo, in quanto la caratteristica degli incentivi è quella di essere di carattere generale e di non rivolgersi direttamente alle categorie più svantaggiate del nostro mercato del lavoro”. Il centro studi fondato da Marco Biagi, fotografa le potenzialità del Jobs Act nei confronti dei soggetti deboli, occupazione femminile in testa. Non sembra vengano, incentivati comportamenti virtuosi nei confronti di un nucleo specifico di lavoratori, con il rischio, già sottolineato, di essere poco efficaci nei confronti dello scenario attuale”, inoltre gli incentivi previsti dalla legge di stabilità per il contratto a tutele crescenti copriranno soprattutto assunzioni di coloro che già sarebbero stati assunti dalle imprese.
La non cumulabilità degli incentivi con il piano Garanzia Giovani rischia “di andare a discapito degli under 29, solitamente considerati meno appetibili in quanto ancora da formare”, il rapporto fa notare anche la possibilità che le assunzioni con il contratto a tutele crescenti possa finire con il soffrire la concorrenza del ‘tirocinio’.Considerato il sicuro vantaggio economico dell’assunzione tramite contratto a tutele crescenti, resta il fatto che, la forma del tirocinio mantiene un vantaggio ulteriore, dato dal fatto di non essere una forma contrattuale e in quanto tale di non avere gli oneri propri di questi istituti, oltre ad oneri retributivi minori. Una conversione di un tirocinio di 12 mesi in un contratto a tempo indeterminato dunque, calcola ancora Adapt, “dipenderà dalla presenza o meno degli incentivi nella legge di stabilità del 2016.Ora, migliaia di imprese e di lavoratori sono in attesa di poter ricorrere ai nuovi strumenti, anche se per i nuovi assunti le tutele subiranno una forte restrizione.Secondo le stime, il percorso dovrebbe essere completato in breve tempo, ma non prima di metà febbraio: le imminenti elezioni del nuovo presidente della Repubblica potrebbero, infatti, rallentare la marcia del Jobs Act in Parlamento.
Alfredo Magnifico

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