martedì, maggio 23, 2017
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L’ipotesi di reato è evasione fiscale e false fatturazioni, sequestrati beni per 12 milioni di euro. Fiamme Gialle anche nella sede del Milan. Indagati anche Lavezzi e Crespo. Il procuratore: «Radicato sistema per evadere le tasse»
di Fulvio Bufi e Redazione Sport www.corriere.it

È di 12 milioni di euro l’ammontare complessivo dei sequestri operati in queste ore dalla guardia di finanza su delega della procura di Napoli nei confronti di dirigenti e calciatori di serie A e B e di alcuni procuratori calcistici.
Gli indagati
I sequestri operati sinora sono 58 ma gli indagati sono 64 e nell’elenco figurano, tra gli altri, l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, il presidenti di Napoli e Lazio, Aurelio De Laurentiis e Claudio Lotito, l’ex dirigente della Juventus Jean Claude Blanc, il procuratore Alessandro Moggi (figlio di Luciano Moggi), i calciatori ed ex calciatori Lavezzi, Milito, Mutu, Denis, Crespo.

4 operatori economici totalmente sconosciuti al Fisco, sono stati individuati e sottoposti ad ispezione dai finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Campobasso. Due di essi esercitavano nel settore relativo all’allevamento del pollame ed altrettanti si occupavano invece di rivendita al dettaglio di autoveicoli usati. Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle, hanno consentito una minuziosa ricostruzione dei singoli volumi d’affari riconducibili alle imprese coinvolte, quantificando in oltre 20 milioni di Euro la base imponibile sottratta a tassazione.

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Circa 3,8 miliardi di euro nelle casse dello Stato dalla voluntary disclosure, la procedura di collaborazione volontaria per l’emersione dei capitali detenuti all’estero: è il gettito stimato, al netto degli interessi, applicando aliquote medie prudenziali agli oltre 59 miliardi e 500 milioni di euro di attività per le quali è stata chiesta la regolarizzazione. Il gettito effettivo sarà determinato dall’attività di accertamento, ad opera dell’Agenzia delle Entrate, sulle istanze presentate. L’operazione, avviata un anno fa con la legge n. 186/2014, si è chiusa alla mezzanotte del 30 novembre scorso con oltre 129mila domande inviate. I dati sono stati presentati al Ministero dell’Economia e delle Finanze in un incontro a cui hanno partecipato il Vice Ministro, Luigi Casero, il Consigliere del Ministro per le politiche fiscali, Vieri Ceriani, il Direttore generale del Dipartimento Finanze del Mef, Fabrizia Lapecorella, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi.

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Tra le numerose slide illustrate da Matteo Renzi per la legge di stabilità 2016 c'è anche una citazione per le partite Iva, quei professionisti autonomi che al momento hanno un regime fiscale e previdenziale molto penalizzante. Spesso parliamo di lavoratori precari, in molti casi di veri e propri dipendenti mascherati persone sul quale viene traslato il carico fiscale e previdenziale che di solito l'azienda deve assorbire con un contratto di lavoro dipendente. Ebbene per questi soggetti la mannaia fiscale è molto dura. Con il regime ordinario devono assolevere a tutte le imposte sul reddito (sull'Irap va fatto un discorso a parte, perché se non c'è un'organizzazione aziendale questi soggetti sono esclusi dall'imposta) e devono mantenere un'attenta contabilità Iva. Non solo. Sono soggetti agli studi di settore, quel software infernale che decide lui quando devi guadagnare o incassare. Se sono iscritti a casse professionali spesso devono pagare un minimale, cioè contributi pensionistici obbligatori che prescindono dal reddito e dal fatturato.

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Con l’entrata in vigore della legge europea 2014 (legge 115/2015) anche in Italia le prestazioni di servizi connesse alle importazioni di beni di modico valore e alle importazioni di carattere non commerciale diventano non imponibili ancorché l’importazione non sia stata assoggettata a Iva in dogana. La non imponibilità era circoscritta ai soli servizi che, in quanto ricompresi nel valore delle merci dichiarato all’importazione, avevano scontato l’Iva in dogana. Di conseguenza, siccome le tipologie di importazioni in oggetto sono in franchigia da Iva, i servizi internazionali ad esse afferenti (quali, per esempio, il trasporto) finivano per essere sistematicamente tassate, questo secondo la  Commissione europea, era in contrasto con la normativa Iva.

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In caso di somme dovute da un contribuente in base a un accertamento con adesione o a una conciliazione giudiziale, gli eredi dovranno pagare solo imposte e interessi e non le sanzioni. E’ questo uno dei principale chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 29/E di oggi, con cui vengono sciolti i dubbi sull’applicabilità del principio di intrasmissibilità delle sanzioni agli eredi in alcuni casi particolari. Il documento di prassi affronta le ipotesi in cui il decesso del contribuente intervenga mentre è in corso il pagamento del piano di rateazione delle somme dovute in base agli istituti definitori dell’accertamento (ad es. acquiescenza, accertamento con adesione, definizione dell’invito al contraddittorio, definizione del verbale di constatazione) e agli istituti deflativi del contenzioso (reclamo-mediazione e conciliazione giudiziale).

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Il tema della riforma fiscale, che è stato rilanciato nelle scorse settimane dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, va affrontato con l’obiettivo di ridurre il carico fiscale che oggi grava sul mondo del lavoro, sui pensionati e sulla parte produttiva del Paese. Il 2 settembre p.v. la Cisl depositerà presso la Corte di Cassazione le firme raccolte per la presentazione del progetto di legge di iniziativa popolare “Per un fisco più equo e giusto”, nel quale sono contenute alcune proposte che possono offrire un contributo utile alla definizione della strategia di politica fiscale del Governo, fra le quali l’ampliamento dei beneficiari del “Bonus fiscale di 80 euro”, che va esteso a tutti i lavoratori, ai pensionati e agli incapienti che percepiscono redditi fino a 40.000 euro e, in misura ridotta, oltre questo importo e fino a 50.000 euro.

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Sono pronte le istruzioni che gli operatori devono utilizzare per trasmettere alle Entrate le informazioni previste dall’accordo Fatca sullo scambio automatico di dati tra Italia e USA. L’Agenzia rende note le linee guida, approvate dal Garante per la protezione dei dati personali nell’adunanza del 23 luglio, che saranno successivamente formalizzate in un provvedimento del Direttore, da emanare dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale attuativo. L’accordo Fatca, ratificato con la legge n. 95/2015 e operativo a partire dal 1° luglio 2014, è volto a contrastare l’evasione fiscale internazionale realizzata da cittadini e residenti statunitensi attraverso conti intrattenuti presso istituzioni finanziarie italiane e da residenti italiani mediante conti presso istituzioni finanziarie statunitensi.

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La CISL continua  la campagna di informazione rivolta ai cittadini, ai lavoratori ed ai  pensionati,  sulla propria Proposta di legge di iniziativa popolare per una necessaria riforma del Fisco.   Il sindacato sta raccogliendo le firme per introdurre un bonus da mille euro, un nuovo assegno familiare ed  una nuova regolazione del sistema fiscale, che preveda il blocco delle imposte e tasse, sia locali che nazionali, sotto un tetto massimo complessivo da non superare.     Insomma, una vera e propria proposta di redistribuzione del reddito,  condivisa dai cittadini,  da finanziare con  un imposta sulla grande ricchezza, e con una serie di misure per contrastare e ridurre l'evasione fiscale. In particolare, la Cisl propone l'introduzione di un meccanismo di sgravio fiscale, di 1000 euro annui, riservato a tutti i contribuenti (quindi anche a pensionati e lavoratori autonomi, oltre che ai lavoratori dipendenti)  con un reddito individuale inferiore a 40 mila euro.

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Fisco e Scuola varca i confini nazionali ed entra ufficialmente nella “Red de Educación Fiscal” tra America Latina ed Europa, network nato con l’obiettivo di condividere le esperienze realizzate in ambito internazionale per lo sviluppo dell’educazione fiscale. Il primo appuntamento per il lancio della Rete e la condivisione delle linee strategiche sarà il workshop “Taller internacional de Educación Fiscal”, che si terrà in Bolivia, a La Paz, dal 27 al 31 luglio. L’evento rientra tra le attività organizzate nell’ambito di Eurosocial, il programma per la cooperazione tra Europa e Sud America a sostegno delle politiche pubbliche dei paesi latinoamericani che favoriscono la coesione sociale.