Minneapolis, Pretti ucciso da agenti: i video e la pistola, l’inchiesta. Trump: “Consegnateci immigrati illegali”

(Adnkronos) –
“Il Minnesota è una criminale copertura della colossale frode finanziaria in atto”. Donald Trump dribbla la vicenda di Minneapolis, dove sabato gli agenti della Border Patrol hanno ucciso il 37enne Alex Pretti, e con un laconico post punta il dito contro le frodi finanziarie che, secondo la Casa Bianca, sarebbero tollerate dal governatore democratico Tim Walz. Il presidente, poi, prende l’iniziativa con un altro messaggio che si articola in 4 punti principali. 

 

 

Dopo le accuse di frode, Trump si rivolge a Walz e al sindaco di Minneapolis, Jakob Frey. “Invito il governatore Walz, il sindaco Frey e tutti i Governatori e sindaci democratici degli Stati Uniti d’America a collaborare formalmente con l’Amministrazione Trump per far rispettare le leggi della nostra Nazione, anziché opporre resistenza e alimentare le fiamme della Divisione, del Caos e della Violenza”, dice il presidente che detta il suo vademecum. 

“1. Il governatore Walz e il sindaco Frey dovrebbero consegnare alle autorità federali tutti gli immigrati clandestini criminali attualmente incarcerati nelle loro prigioni e carceri statali, insieme a tutti i criminali clandestini con un mandato di cattura attivo o precedenti penali noti, per l’immediata espulsione. 

2. Le forze dell’ordine statali e locali devono accettare di consegnare tutti gli immigrati clandestini arrestati dalla Polizia locale. 

3. La Polizia locale deve assistere le forze dell’ordine federali nell’arresto e nella detenzione degli immigrati clandestini ricercati per reati. 

4. I politici democratici devono collaborare con il governo federale per proteggere i cittadini americani e rimuovere rapidamente tutti gli immigrati clandestini criminali nel nostro Paese. Alcuni democratici, in luoghi come Memphis, Tennessee, o Washington, D.C., lo hanno fatto, con il risultato di strade più sicure per tutti”. 

Inoltre, prosegue Trump, “chiedo al Congresso degli Stati Uniti di approvare immediatamente una legge per porre fine alle città santuario – che accolgono immigrati illegali – che sono la causa principale di tutti questi problemi. Le città americane dovrebbero essere santuari sicuri solo per i cittadini americani rispettosi della legge, non per gli immigrati clandestini criminali che hanno violato le leggi della nostra nazione”. 

“Tutte queste richieste sono basate sul buon senso e forniranno le migliori condizioni possibili per rendere l’America di nuovo grande. L’amministrazione Trump è pronta a intervenire e ad attendere che qualsiasi democratico faccia la cosa giusta e collabori con noi su queste importanti questioni per rendere l’America sicura, come lo è in tutte le aree del nostro Paese in cui, insieme alle leadership locali, partecipiamo e siamo coinvolti”, conclude Trump. 

 

La tensione nel paese rimane altissima, con uno scontro durissimo a livello politico e istituzionale. I video che documentano l’intervento degli agenti vengono vivisezionati, frame per frame. Pretti, in possesso di un’arma legalmente posseduta, inizialmente ha ripreso gli agenti con il suo cellulare. Quindi, è intervenuto per frapporsi tra gli agenti e una donna. Un agente ha spruzzato spray al peperoncino al volto dell’infermiere, prima dell’intervento di altri membri della Border Patrol e dell’inizio della colluttazine. Come emerge da alcune clip, quando Pretti è stato ucciso la sua pistola era già nelle mani di un agente federale. 

L’uomo, come hanno affermato almeno 2 testimoni in dichiarazioni fornite alle autorità, era disarmato quando è stato colpito. Tra le ipotesi, anche quella di un’errata gestione dell’arma da parte dell’agente: non è chiaro se dalla pistola sequestrata a Pretti e trattata con superficialità sia stato esploso un proiettile, il primo, a cui avrebbero fatto seguito i numerosi colpi a bruciapelo contro il 37enne. 

 

Kristi Noem, segretaria alla Sicurezza interna, ha sostenuto che Pretti ha commesso “un reato grave” quando ha interagito con gli agenti della Border Patrol. “E’ diventato aggressivo e ha opposto resistenza”, ha dichiarato Noem a Fox News. “Gli agenti hanno sfruttato il loro addestramento, hanno seguito i protocolli e hanno temuto per la loro vita e per quella delle persone intorno a loro. È così che si è creata questa tragedia, e speriamo di non vederla mai più”, ha aggiunto. 

 

“In questo Paese non si possono attaccare le forze dell’ordine senza subire conseguenze”, ha dichiarato Kash Patel, direttore dell’Fbi, a Fox News. “Abbiamo arrestato altre persone che hanno minacciato le forze dell’ordine online. Quindi non stiamo scherzando”. Pretti ha minacciato gli agenti? “È una questione su cui voglio che il Dipartimento per la Sicurezza Interna e i procuratori” indaghino. 

L’inchiesta è partita con modalità particolari, vista la scarsa collaborazione fornita a livello federale. Gli investigatori del Minnesota Bureau of Criminal Apprehension sono stati bloccati per due volte da funzionari federali presenti sul posto: “Sono dovuti andare in tribunale per ottenere un mandato. E’ una cosa bizzarra se si considera che si tratta di suolo pubblico nel territorio cittadino”, ha detto il capo della polizia di Minneapolis, Brian O’Hara. 

Secondo lui, più di un agente avrebbe aperto il fuoco. I primi poliziotti intervenuti sulla scena “ritengono che più di un agente abbia sparato. Non so se i video confermano, la mia impressione è che lo facciano”. La polizia locale non ha potuto identificare gli agenti federali coinvolti nella sparatoria. 

Davanti ai media si è presentato Greg Bovino, comandante della Border Patrol. “Le vittime sono gli agenti della Border Patrol, il sospettato si è messo da solo in questa situazione”, ha affermato. L’agente che ha sparato e ucciso Pretti, ha detto, ha dovuto “prendere una decisione in una frazione di secondo”. Interpellato sulle circostanze dell’accaduto, Bovino non ha confermato se Pretti fosse stato visto impugnare un’arma. “E’ per questo che esiste un’indagine”, e ci sono “molti video e molte versioni diverse” della vicenda. “L’inchiesta porterà alla luce tutti i fatti”. 

Gli agenti intervenuti stavano conducendo un'”operazione mirata” a Minneapolis contro Jose Huerta-Chuma, ritenuto un immigrato illegale responsabile di una serie di reati. “Durante questa operazione, un individuo si è avvicinato agli agenti della polizia di frontiera statunitense con una pistola semiautomatica calibro 9 mm. Gli agenti hanno tentato di disarmarlo, ma lui ha opposto una violenta resistenza”, ha proseguito, aggiungendo che un agente ha sparato quelli ha definito “colpi difensivi”. 

Bovino ha affermato che l’agente più coinvolto nella sparatoria era “altamente addestrato e prestava servizio come agente di pattuglia di frontiera da otto anni. Questo è solo l’ultimo attacco alle forze dell’ordine. In tutto il Paese, uomini e donne del Dipartimento della Sicurezza Interna”. Alla stessa conferenza stampa ha parlato anche Marcos Charles, alto funzionario dell’Ice a Minneapolis, che ha sostenuto che negli scontri “agitatori violenti hanno affrontato un agente” e che “a uno degli agenti è stata letteralmente strappata una parte del dito”.  

 

 

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