mercoledì, aprile 26, 2017
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Si è svolta nella mattinata di martedì l’audizione in Prima Commissione Consiliare dei rappresentanti delle parte sociali sul bilancio della Regione Molise. A margine della seduta, Tecla Boccardo ha affermato: “Siamo delusi da questo Bilancio in quanto rappresenta un atto burocratico, un adempimento obbligatorio, piuttosto che un vero strumento di programmazione intorno ad un’idea forte che miri alla crescita economica, sociale e occupazionale della Regione Molise. Tra le righe, solo qualche spiraglio d’idea o d’intervento, senza però che traspaia qual è l’orientamento di fondo dell’azione politica e amministrativa regionale. Più che per quello che contiene, infatti, è deludente per ciò che non è previsto. Innanzitutto, in una fase così importante e delicata per il Molise, manca il raccordo con la programmazione dell’Area di Crisi.

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“Mi spaventa l’idea di un Molise che campa solo d’impiego pubblico (peraltro sempre più risicato), di quel poco che è il turismo non programmato, di terziario e servizi di medio-piccole dimensioni, di edilizia in perenne crisi, di qualche prodotto enogastronomico di qualità e poco altro. La nostra comunità non tira avanti solo con quei redditi, con i quattro soldi degli ammortizzatori sociali, con un po’ di lavoro nero. Anche da noi serve il manifatturiero, serve l’industria.” Ed ecco l’accusa di Tecla Boccardo, leader della UIL Molisana: “E’ necessaria una politica industriale regionale da concepire, condividere, programmare e coniugare con le politiche di occupabilità.

“Un pugno di giorni per fare domanda. Gli insegnanti della Fase O (insegnanti nominati sul turn over - 36 mila circa) e quelli coinvolti nella FASE A (sui posti di diritto che vanno oltre il turnover - 11 mila circa) avranno tempo fino al 23 aprile per presentare la domanda di trasferimento.” Lo sottolinea Nicolino Fratangelo, segretario della UIL Scuola del Molise. “Un atto obbligatorio per trovare la scuola, quella dove insegneranno il prossimo anno, all'interno della provincia di titolarità.

In Molise sono in arrivo un po’ di soldi, esattamente 1.375.789 di euro per la concessione o la proroga, in deroga alla vigente normativa, dei trattamenti di cassa integrazione guadagni, ordinaria e/o straordinaria, e di mobilità ai lavoratori subordinati delle imprese ubicate nella Regione. È stato pubblicato, infatti, il Decreto Interministeriale (lavoro/economia) relativo al primo riparto, pari a 200 milioni di euro, delle risorse destinate per l’anno 2016 al finanziamento degli Ammortizzatori Sociali in deroga. Dovrebbe essere disponibile nei prossimi mesi un ulteriore stanziamento la cui entità sarà definita sulla base della quantificazione dei residui dei precedenti stanziamenti.

Si è tenuto ieri primo febbraio 2016, presso la sede della Regione Molise, l'incontro tra le Organizzazioni nazionali e regionali, unitamente alle RSU di Fai, Flai e Uila, il presidente della Regione Molise, Paolo Di Laura Frattura e l'amministratore unico della GAM, in merito alla vertenza della Gestione Agroalimentare Molisana. La riunione nasce dalla necessità di fare chiarezza sulle strategie e le azioni da mettere in atto al fine di rilanciare la filiera avicola molisana e salvaguardarne i livelli occupazionali.

“Ecco, da questa settimana si avvia il confronto sulla sanità, con il coinvolgimento delle forze sociali, degli amministratori locali, dei cittadini organizzati o meno in comitati e movimenti, degli attori delle politiche sanitarie. Certo, fa notare con una certa amarezza Tecla Boccardo, leader della UIL molisana, che se ne avvertiva la necessità, dopo che da tempo il sindacato aveva messo questo tema al centro delle attenzioni e delle dinamiche sociali del nostro territorio. I politici, finalmente, hanno capito che è necessario un confronto con tutte le parti social .attraverso un percorso ponendo il metodo della partecipazione quale strumento per affrontare un tema complesso e articolato, che coinvolge gli interessi di tanti e i diritti di ognuno.

A Cura dei Servizi “Politiche Territoriali” e “Pubblico Impiego” della UIL, con elaborazione dei dati dei rapporti della Corte dei Conti, del Ministero dell’Economia, confrontandoli e integrandoli con i dati tratti dai siti internet delle Regioni e Province (tutte), con i Comuni capoluogo di provincia.
Nel 2014, le Società, Consorzi, Enti e Fondazioni partecipati dalla Pubblica Amministrazione (Centrale e Locale) sono 8.113, di cui: 423 sono partecipate dalle amministrazioni Centrali dello Stato (il 5% del totale); 7.472 (il 92,4% del totale) sono partecipate dal sistema degli Enti Territoriali (Regioni, Province, Comuni, Unioni dei Comuni ecc.); 218 (il 2,6% del totale) sono partecipate da altri Enti pubblici (Enti previdenziali, ACI ecc.).

Garantiscono il trasporto pubblico, distribuiscono acqua, gas e luce, smaltiscono rifiuti, elaborano dati, gestiscono teatri e farmacie e fanno molto altro ancora. In tutta Italia sono più di 8.000, 6.400 fanno capo agli enti locali e sono in attività. Queste muovono più di 40 miliardi di euro all’anno e danno lavoro a più di mezzo milione di persone. Quasi 50.000 poltrone negli organi di amministrazione e controllo che costano più di 3 miliardi. Per la UIL, ad ogni livello, è ormai indispensabile e improcrastinabile mettere mano alla moltitudine di Enti e Società pubbliche, spesso improduttive e fonte di produzione di deficit, ad iniziare dalle troppe società che non hanno dipendenti, e quindi difficilmente catalogabili come di pubblica utilità. Tuttavia, è oltremodo indispensabile assicurare il mantenimento dell’attuale base occupazionale in generale e, in molte realtà, garantire la salvaguardia della funzione e dell’erogazione di servizi utili ai cittadini.

“Come sempre in Molise, eravamo impegnati a inseguire le nostre emergenze (e questa volta ci si sono messi anche il terremoto e le abbondanti nevicate). Ma nei giorni scorsi è avvenuto qualcosa di importante per tutto il settore dell’edilizia: il voto definitivo del Senato sulla delega al Governo per la riforma del Codice degli appalti. Da tempo la Feneal chiedeva tante delle misure in esso presenti che andranno a semplificare le procedure nel segno della legalità e della qualità”. Così Roberto D’Aloia, Segretario generale della Feneal UIL Molise che organizza e rappresenta i lavoratori del settore delle costruzioni.

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“Prima che da sindacalista, da cittadina di questa Regione ho voluto ascoltare direttamente dalla voce del Commissario ad-acta quello che sarà il futuro della sanità molisana nella seduta del Consiglio Regionale di martedì.” Così Tecla Boccardo, leader della UIL Molise Alla luce degli eventi e consapevole perfettamente della realtà, una decisa sforbiciata era prevedibile (e per certi aspetti anche necessaria) per quanto si mostrerà infelice nelle risultanze. Tanto detto, secondo la UIL, in Consiglio è stato esposto un piano sanitario relativamente al servizio pubblico, ma nulla si è detto sulla sanità privata e sul rapporto con essa, dunque a quanto se ne può dedurre poco sarebbe cambiato per ciò che riguarda accordi tra pubblico e privato nella sanità molisana.