Uil: Assegnate le risorse per gli ammortizzatori sociali in deroga, ma la Regione deve metterci anche del suo

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In Molise sono in arrivo un po’ di soldi, esattamente 1.375.789 di euro per la concessione o la proroga, in deroga alla vigente normativa, dei trattamenti di cassa integrazione guadagni, ordinaria e/o straordinaria, e di mobilità ai lavoratori subordinati delle imprese ubicate nella Regione. È stato pubblicato, infatti, il Decreto Interministeriale (lavoro/economia) relativo al primo riparto, pari a 200 milioni di euro, delle risorse destinate per l’anno 2016 al finanziamento degli Ammortizzatori Sociali in deroga. Dovrebbe essere disponibile nei prossimi mesi un ulteriore stanziamento la cui entità sarà definita sulla base della quantificazione dei residui dei precedenti stanziamenti.
Il 2016 è l’ultimo anno di vigenza del regime della deroga e la durata massima degli interventi sarà pari a 3 mesi per gli interventi di integrazione salariale e di quattro mesi per la mobilità, a cui vanno aggiunti due mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree svantaggiate, ferma restando la durata massima di fruizione dell’intervento che non potrà superare i 3 anni e quattro mesi.
Quella della dotazione economica delle prestazioni previdenziali destinate ai lavoratori che hanno perso il posto di lavoro è coperta assai corta e che non basta a tutelare adeguatamente e per un periodo congruo i redditi dei lavoratori. In più ci si è messo il job act che, nel ridisegnare disoccupazione, mobilità e cassa integrazione secondo un nuovo modello di politiche passive del lavoro, lascia scoperti, certamente almeno per quest’anno, troppi soggetti. Ora la Regione deve impegnarsi ad utilizzare al meglio queste risorse, in modo intelligente e flessibile, continuando a concordare con le parti sociali le linee guida e le modalità di dotazione delle diverse fattispecie di prestazione. Ma deve anche farsi un po’ di conti in tasca e capire cosa può metterci di suo per aiutare i lavoratori che, in attesa di una nuova occupazione o della ripresa annunciata, sono privi di reddito. Altre regioni, nelle pieghe del bilancio, qualcosa hanno trovato e sono riuscite ad essere, con i propri cittadini, più attente di quanto la norma nazionale avrebbe consentito. Anche in Molise qualcosa si può e si deve fare, magari per sperimentare la coniugazione delle politiche passive con le politiche attive e perché tutta la vicenda non si concluda solo con qualche intervento assistenziale (che talvolta diventa anche clientelare).”

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