Berlinguer, il senso dello Stato e il rispetto delle Istituzioni. Incontro del PD

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Enrico Berlinguer decise di cambiare la sua vita, non completare gli studi universitari in giurisprudenza e non ereditare lo studio legale del padre a Sassari, nei cento giorni che trascorse in carcere dal 12 febbraio 1944 al 23 aprile 1944, quando ne uscì smagrito e pieno di pidocchi. Lo avevano arrestato i fascisti in una retata che colpì tutti i fiancheggiatori di una protesta sociale nata per il pane. Per i fomentatori di piazza in quei mesi convulsi di transizione si rischiava anche la pena di morte, ma Berlinguer in carcere lesse Marx, si allontanò dalle ispirazioni giovanili a Bakunin e quando uscì, dopo qualche mese raggiunse Palmiro Togliatti a giugno del 1944 a Salerno, sede provvisoria del Governo. Grazie al suo lavoro, all’ingegno e alla dedizione alla causa, dopo una visita a Mosca nel 1946 in cui con una delegazione incontrò anche Stalin, nel 1947 assunse la direzione politica della ricostituita Federazione Giovanile Comunista.
Questi tratti meno noti della biografia di Enrico Berlinguer ci aiutano a inquadrare una figura politica amatissima della sinistra italiana e rispettata da tutti gli avversari politici che non per nulla si misero in fila, nessuno escluso e si recarono a Botteghe Oscure a rendergli omaggio in quel giugno del 1984, emulando quel milione di lavoratori compagni e simpatizzanti comunisti che raggiunsero Roma da ogni dove per partecipare al suo funerale.
Bene ha fatto la Federazione del PD del Medio Molise a promuovere una riflessione sul ruolo avuto da Enrico Berlinguer nella costruzione della democrazia italiana e sull’alto senso dello Stato ed il forte rispetto delle Istituzioni che hanno caratterizzato tutto il suo percorso politico.
Il patrimonio ideale, culturale, sociale e umano lasciato da Berlinguer alla sinistra italiana è stato dilapidato in modo dissennato da una classe dirigente del partito che a furia di essere accettata dagli avversari ha fatto una lunga rincorsa per andare al potere con l’illusione di cambiare l’Italia dai Palazzi di Roma.
Ma il contributo offerto in decenni di lotta politica fatta di esempio, probità, serietà, austerità mite, serenità sobria e sorrisi che gli salivano dal profondo del cuore, ha permesso a Enrico Berlinguer di giungere fino ai nostri giorni con un’attualità straordinaria. Ed è nostro dovere riflettere sul suo testamento ideale.

Incontro 11 giugno 2014 ore 17.30 a Campobasso- Sede del PD in via Ferrari

 

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