II Open Città di Campobasso/ Torneo al giro di boa con altra presenza di rilievo, dalla Bosnia Bojanovic 937 ATP

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L’Open di Villa De Capoa è a “metà percorso”. Completato senza intoppi il tabellone di quarta categoria, il dottor Lombardi ha potuto da ieri programmare i primi incontri con gli atleti di serie C in campo. Ben tre dei quattro atleti dilettanti che hanno staccato il pass per il penultimo raggruppamento, sono tesserati con il circolo ospitante (Massimo Tondi, Alessandro Coloccia e Pavel Paolone); il quarto giocatore che ha conquistato l’accesso al tabellone di serie C è Giuseppe Scarlatelli, pur sempre campobassano d.o.c. ma appartenente all’Associazione Sportiva Baita di Paolo Dall’Acqua. In virtù di questi accessi, ecco pronto il qualifying draw: racchiude venticinque giocatori che insieme ai quattro innesti, provenienti dal purgatorio di serie D, cercheranno di conquistare l’ingresso nel tabellone principale. Solo quattro posti, il giudice arbitro Lombardi, assegnerà ai migliori di questo ultimo comparto. Chi riuscirà ad occuparli avrà la possibilità di sfidare uno dei quindici semi-professionisti in gara tra cui Enrico Fioravante (classifica 2-2 ed ex 689 del mondo), Matteo Fago (classifica 2-1 ed ex 667 ATP) ed anche il bosniaco Darko Bojanovic (937 del mondo) che ha dato conferma ieri pomeriggio a Gianluca De Lucrezia direttore del torneo. Proprio quest’ultimo giocatore che ha ottenuto in tempi record il transfert dalla Federtennis e la classifica italiana (2-4) è il top-player da battere, la mina vagante che al di là dei dati in possesso (vanta anche apparizioni in Coppa Davis) sembrerebbe davvero il candidato alla vittoria finale dell’Open di Campobasso.

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