In Molise le primarie sono multicolor!

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recucipdSi svolgeranno domenica in tutta Italia le primarie per eleggere il nuovo Segretario del Pd.

Il culmine di un percorso politico, tutto interno a quel partito, che ha visto una sfida a tre tra Renzi, Cuperlo e Civati. Le modalità scelte per il voto, questa volta, sono state diverse, infatti  sarà possibile anche ai non iscritti al Partito Democratico esprimere una preferenza in tale circostanza. Il primo tra i tre, Renzi, sembra essere favorito, proprio alla luce di questa possibilità che potrebbe far recare alle urne, in via straordinaria, i suoi simpatizzanti ma non del Partito. Una gran dote  personale, quella del primo cittadino di Firenze, che mediaticamente ha innegabilmente un appeal diverso dai suoi sfidanti, con la probabile conseguenza di attirare alle urne molti non iscritti.

Premesso questo, la nostra breve riflessione è sul Molise che, come sempre, si dimostra terra di condivisone di tutto e di più. Stiamo parlando di Segreteria del Pd, nazionale per giunta.  In regione, come giusto che sia, si sono creati i tre fronti a sostegno degli altrettanti candidati. Quello di Civati, il più a sinistra di tutti, quello di Cuperlo in cui troviamo la vecchia guardia del Pd, così come a livello nazionale e quello renziano dove si sono posizionati perlopiù giovani amministratori del territorio, come nel resto Italia. Fin qui, ancora nulla di anomalo, considerato che, come detto, trattasi di una elezione interna ad un Partito, ampiamente condivisa e partecipata dal suo popolo, oltre che particolarmente attesa considerati i risvolti politici che potrà generare anche sulla tenuta del Governo Letta. La simpatica nota di colore molisana, però, sta nel fatto che a partecipare attivamente alle primarie saranno anche illustri esponenti di altri partiti a livello locale che con il Pd c’azzeccano poco. Dopo la candidatura di Paolo Frattura pro-Renzi è intervenuto con un endorsement (parola troppo bella da non usare) il buon vecchio Tonino di Pietro che ha espresso vicinanza politica sua e della sua IDV, al Presidente della Giunta del Molise, con il quale è stretto alleato al governo. Qualche giorno dopo il comunista molisano più potente, istituzionalmente parlando, Salvatore Ciocca, parimenti ha dichiarato di essere politicamente (ed elettoralmente) accanto al suo Governatore in questa occasione. Insomma, non una prassi questa se andiamo a vedere come si conducono tali partite su scala nazionale.  Premettiamo una cosa, in una simile elezione, in cui ci si giocano il futuro di un governo e forse la proclamazione in pectore del nuovo candidato a governare è ovvio che  intervengano poteri occulti, quali banche, associazioni e gruppi di potere, oltre che altri partiti politici. Ma così sfrontatamente, è un po’ troppo. Che esista un dibattito interno, anche vivace, all’interno del Pd, dove troviamo uno scambio quotidiano di vedute tra Frattura e Danilo Leva, per esempio, risulta in qualche modo normale. Che invece  a sostenere materialmente un candidato in una lista siano rappresentanti di altri partiti lo è  un po’ meno. Un conto infatti è ragionare di primarie di coalizione, dove si deve individuare il leader da presentare al governo, in cui è legittimo schierarsi, un conto è patteggiare e schierarsi al fianco di candidati, che a loro volta sostengono il Segretario del loro partito, che forse diverrà candidato premier. Un po’ troppo distante. Un’anomalia che trova giustificazione solo in un contesto, quello dell’opportunità politica  a livello locale. Se Frattura chiama, allora, IdV e Comunisti rispondono, nonostante la cosa risulti essere sconveniente per entrambe le parti. Mentre gli elettori dei due partiti, Comunisti ed IdV, potrebbero sentirsi offesi dalla partecipazione così diretta ad una competizione che non è la loro, gli elettori dell’altro potrebbero non accogliere favorevolmente l’ingerenza dell’uno o dell’altro gruppo. Anche perché in campagna elettorale vengono fuori delle contraddizioni pregresse, proprio come quella di Renzi che definiva Di Pietro uno da rottamare al pari degli altri. Come ci si pone, invece, ad oggi dinanzi a tale accostamento? A chiederne conto potrebbero essere proprio gli elettori dell’uno o dell’altro. Comunque, a prescindere da quello che sarà l’esito delle primarie, in Molise assisteremo a qualche leggera ripercussione considerato che, da un lato troviamo Frattura, Facciolla ed alcuni alleati extra-Pd, dall’altro la coppia Ruta-Leva, assieme agli Assessori Petraroia, Scarabeo e gran parte del Pd old-style.Una cosa è certa, il risultato finale avrà conseguenze certe nell’intero centro sinistra locale, non soltanto nel Partito Democratico e le prime concrete si vedranno alle prossime amministrative, Comune di Campobasso in testa, dove per la scelta del candidato si aprirà una vera e propria battaglia.
L.T.

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