Presentata a Termoli SEA TRACE:la prima piattaforma blockchain per tracciare i rifiuti marini

Nei giorni scorsi è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Comune di Termoli, Autorità
di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPAM), Innovation SEA, The Nest
Company e RES – Recupero Etico Sostenibile.

La sfida: recuperare e gestire i rifiuti sommersi
Ogni anno migliaia di tonnellate di plastica e materiali inquinanti si depositano sui fondali
marini, invisibili agli occhi ma devastanti per gli ecosistemi. Pur essendo spesso raccolti
dai pescatori durante le attività ordinarie, la loro gestione presenta importanti criticità
operative e documentali, soprattutto in mancanza di appositi sistemi di raccolta nelle aree
portuali.


La Legge SalvaMare (L. 60/2022) – nata grazie all’impegno di istituzioni e realtà
ambientaliste, in particolare Fondazione Marevivo che da oltre 40 anni si impegna nella
tutela dell’ecosistema marino – regolamenta la raccolta dei rifiuti accidentalmente pescati
in mare (Art. 2). La normativa consente ai pescatori di conferire a terra i rifiuti, attribuendo
alle Autorità di Sistema Portuale un ruolo centrale nella gestione dei RAP (Rifiuti
Accidentalmente Pescati).
Dal 2024, attraverso una quota della TARI (0,10 €/anno per utenza) anche i cittadini italiani
contribuiscono alla gestione dei RAP. Si tratta di importanti risorse che, pur non essendo
ancora state impiegate, saranno destinate a sostenere le attività operative inerenti rifiuti
accidentalmente pescati e a incentivare la filiera della pesca a svolgere un ruolo attivo
nella bonifica dei mari.


SEA TRACE: come funziona la piattaforma
SEA TRACE è la prima soluzione digitale completa per monitorare e gestire i rifiuti marini,
basata su una tecnologia blockchain brevettata da The Nest Company, società partecipata
da Omnisyst, Algebris Investments.
La piattaforma traccia l’intero ciclo di vita dei rifiuti, dalla raccolta in mare al trattamento
finale e crea un passaporto digitale per ogni lotto di rifiuto
Grazie alla blockchain, tutte le operazioni vengono registrate in modo immutabile,
consentendo di controllare in modo oggettivo le attività svolte, garantire la sicurezza del

sistema e dei dati, prevenire accessi distorti ai contributi e possibili truffe e certificare
l’effettivo recupero dei materiali pescati.

I vantaggi secondo Marevivo
Raffaella Giugni, Segretario Nazionale di Marevivo, afferma:
«SEA TRACE rappresenta un passo concreto nell’applicazione della Legge SalvaMare:
per la prima volta disponiamo, infatti, di uno strumento capace di coniugare tecnologia,
trasparenza e partecipazione attiva dei pescatori. La tracciabilità digitale consente di
sapere cosa viene recuperato e dove, in che quantità, e a quale destinazione è indirizzato,
rendendo finalmente misurabile l’impatto della bonifica effettuata in mare.
Il sistema offre un triplice vantaggio: ambientale, in quanto contrasta la dispersione di
plastica e microplastiche in mare; sociale, poiché valorizza il ruolo delle comunità costiere;
e gestionale nel creare un modello certificabile e replicabile in grado di diventare
riferimento per altri porti italiani».

Le dichiarazioni dei promotori
Domenico Guidotti, CEO di Innovation SEA:
«Con SEA TRACE offriamo una risposta concreta alle sfide ambientali dei nostri mari. La
piattaforma supporta non solo i pescatori nella gestione quotidiana dei rifiuti marini, ma
anche tutte le istituzioni coinvolte a terra, assicurando efficienza, tracciabilità e sostenibilità
dell’intero processo».


Riccardo Parrini, CEO di The Nest Company:
«SEA TRACE è la blockchain al servizio dell’economia circolare. Possiamo mappare le
aree più inquinate, intervenire in modo mirato e rendere i pescatori protagonisti della
bonifica dei fondali. Ogni materiale raccolto è digitalmente certificato».

Prof. Avv. Francesco Mastro, Presidente AdSPAM:
«Con la sperimentazione “Sea Trace – Porto di Termoli” compiamo un passo concreto
verso un modello evoluto di gestione dei RAP (Rifiuti Accidentalmente Pescati),
pienamente allineato alla Legge Salvamare e ai principi europei di economia circolare-
commenta il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale,
Francesco Mastro-. La catena di custodia digitale, infatti, consentirà di trasformare un
problema ambientale in un processo governabile, trasparente e certificabile, capace di
produrre valore ambientale, gestionale e di sistema. È un passo, quindi- conclude il
Presidente- che rafforza il ruolo dei porti come snodi di legalità e di sostenibilità, che si
fonda su una solida collaborazione istituzionale e pubblico-privata e che pone le basi per
un modello che potremmo replicare, non solo in tutto il nostro Sistema, ma anche,
auspicabilmente, a livello nazionale, gettando le basi per un futuro sempre più green”.

Un progetto ad alto impatto: ambientale, sociale e di governance
La sperimentazione parte da Termoli e dal Molise, con l’obiettivo di estendersi
progressivamente lungo tutto l’Adriatico meridionale.
Grazie agli accordi siglati con Federpesca e FederOP, SEA TRACE potrà essere su scala
nazionale, coinvolgendo oltre 10.000 operatori del settore della pesca.


Basso Cannarsa, Presidente nazionale FederOP:
«Riteniamo che questa tecnologia innovativa possa rappresentare un punto di svolta per il
nostro comparto. Non solo permette di gestire in modo conforme e trasparente la delicata
questione dei RAP, ma consente anche di raccogliere dati fondamentali per monitorare lo
stato di salute dei nostri mari. È un ulteriore passo avanti verso una pesca sempre più
sostenibile e consapevole».


Francesca Biondo, Direttrice nazionale Federpesca:
«Federpesca ha accettato con entusiasmo l’invito a collaborare per la sperimentazione
della piattaforma SEA TRACE. Siamo convinti che rappresenterà uno strumento utile per
la tutela dell’ambiente marino, favorendo un conferimento strutturato dei rifiuti raccolti in
mare ed un loro monitoraggio lungo la filiera del recupero circolare organizzata da
Innovation Sea. È un progetto che valorizza il ruolo attivo della pesca nella sostenibilità».

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