“La grande famiglia dei Misteri”, emozioni nel ricordo della tradizione

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Ricordi, emozioni, aneddoti, storia cittadina. E’ stata un successo la serata che ha celebrato i 50 anni della Grande famiglia dei Misteri: i Teberino, Domenica 16 settembre, che coicideva anche con la data di nascita del compianto “maresciallo” Cosmo Teberino. Manifestazione organizzata nel contesto delle celebrazioni per i 300 anni dalla nascita di Paolo Saverio Di Zinno, l’inventore’ dei Misteri.
Alla serata preparata e condotta dal professor Elia Rubino sono intervenuti Giovanni, Antonietta e Liberato, figli di Cosmo Teberino. Inoltre la partecipazione di Tiziana De Santis (voce solista) Vito Battista (voce solista) Pierluigi Armagno (pianoforte) Franco Iacobucci (contrabasso), che hanno allietato l’evento con canti popolari di artisti molisani risalenti agli anni ’30, e la Polifonica Monforte. Su una panchina si sono succeduti gli ospiti, introdotti da Elia Rubino, che hanno portato una personale testimonianza,Carmine Aurisano, Antonia Tucci, Franco Baranello , Paolo Matrella, Rino Savastano, vicepresidente dell’associazione “Misteri e Tradizioni”.  E i “diavoli” che hanno salutato con il loro famoso: ” Tunzella Tunzella vieténne vieténne “.

Dovuti all’inizio dell’evento i saluti istituzionali, di Regione, Provincia e Comune.

Un intero pomeriggio dedicato alla tradizione, al ricordo, alla appartenenza al territorio. La piazzetta del Museo con pubblico delel grandi occasioni. Tante le testimonianze, che hanno emozionato i presenti, e grazie alle quali si sono ripercorsi 50 anni di tradizione. Aneddoti miste a forti emozioni, lacrime e sorrisi, questa è la potenza racchiusa nelle tradizioni popolari, che in questo caso si fonde con la Fede, quella forte, tenace dei nostri bisnonni e dei nostri nonni.
Se oggi la tradizione dei Misteri, non solo è ancora presente, ma è il simbolo della città capoluogo del Molise, e negli ultimi anni viene apprezzata a livello nazionale ed internazionale, è solo grazie alla Famiglia Teberino, ed alle altre, forse meno note, che durante questi 50 anni hanno creduto nella forza della tradizione e dell’appartenenza a questa terra“, il consenso unanime di tutti gli intervenuti alla manifestazione.

Per parlare dei Misteri, dobbiamo parlare del ’68, mentre in Italia si parlava dei movimenti studenteschi a Campobasso Cosmo Teberino ha rilanciato, conservato e hanno salvato un patrimonio importante, che contraddistingue Campobasso“. Poi un aneddoto, tra i tanti,  da pochi conosciuti, fu fatto analizzare un piccolo pezzo dei ferri dei Misteri, e proprio da quella analisi, nel momento in cui bisognava fare delle sostituzioni si potè ordinare un tipo di materiale che ” si piega ma non si spezza”, tutti ricordano come le figure, soprattutto i bambini” durante la processione sembrano ” ballare continuamente”, ma nessun incidente è mai avvenuto per rottura degli ingegni.

Tra gli interventi di custodi, portatori, vestitori, personaggi più amati come i “diavoli”, organizzatori , a sorpresa la testimonianza di Dante Ricchiuti, seduto tra il pubblico che ha portato la voce dei molisani emigrati nel mondo. Presidente dei Carovillesi e Amici del Molise, il professore Dante Ricchiuti ha ricordato i genitori emigrati in Argentina, che hanno mantenuto vivo con i figli e con i nipoti il legame, nostalgico, con la terra madre proprio attraverso le manifestazioni popolari e religiose. “ Tutti noi nati , da genitori emigrati, in Argentina abbiamo dovuto e voluto imparare l’italiano dai nostri genitori, per mantenere un legame vivo. Grazie a Dio, riusciamo ad essere forti come la gente molisana, nonostante la situazione di crisi in Argentina, i Misteri sono presenti a Mar del Plata, si mantiene viva questa tradizione anche se da noi giugno è la stagione invernale. Ringraziamo i campobassani, e di molisani, che questa tradizione la portano nel mondo. I miei genitori, i miei nonni, come tutti i molisani nel mondo, hanno una ferita nell’anima, perchè allontanarsi dalla terra molisana è stato molto difficoltoso anche moralmente“.

Ho accolto con entusiasmo l’invito di Elia Rubino, con cui da anni condivido l’amore “ritrovato” per questa terra, per la sua gente e le sue tradizioni. Al di là delle promesse politiche, dell’avvicendarsi di consiliature, ciò che si apprezza di questa terra è proprio il cuore pulsante della sua gente attraverso le tradizioni. Non sono i politici che chiedono riconoscimenti per avere presenziato, finanziato (?) o appoggiato un determinato evento a valorizzare il Molise, ma è il grande patrimonio artistico, culturale, ricco di tradizioni popolari e religiose che finchè rivive e finchè è vivo porta il Molise ad essere conosciuto. Come rappresentanti istituzionali questo è uno dei loro compiti, non meriti.Tradizioni che potrebbero essere volano per il turismo ….  Ma di strada da fare, pultroppo, in questo campo ce n’è ancora molta. E non sono mancate proposte e idee scaturite proprio da questa giornata di ricordo ma anche di confronto di talenti molisani.

Elia Rubino, studioso e ricercatore dei Misteri,  nel corso dell’evento ha lanciato il suo libro ‘Le mani del cielo’, dedicato a Cosmo,  che sarà presentato prossimamente.

Il sindaco Battista ha consegnato ai Teberino una targa a nome della città “per la devozione e la passione nel custodire gli ingegni, patrimonio di Campobasso”. Targa che Giovanni Teberino ha voluto condividere con i presenti ma anche con quanti non sono più, e grazie ai quali la tradizione è cresciuta negli anni.
La manifestazione si è chiusa con un altro simbolo di tradizione campobassana, la Polifonica Monforte, guidata da Rosa Socci, con melodie popolari.
(Mdl)

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