Gestione Rifiuti, Movimento 5 Stelle: 2015, altro anno gettato nella monnezza

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Campobasso continua inesorabilmente a stagnare nei bassifondi della classifica nazionale dei risultati della raccolta differenziata dei rifiuti, un primato davvero vergognoso che avrebbe dovuto spingere questa amministrazione ad affrontare il problema con la massima priorità, sin dai primi giorni dall’insediamento, nell’ormai lontano luglio 2014. Trascorso oltre un anno e mezzo non possiamo invece che constatare che la giunta Battista ha completamente ignorato la gestione dei rifiuti, passata in subordine rispetto a cose ben meno importanti. L’avvio della raccolta differenziata resta ostaggio di un assurdo braccio di ferro politico per l’occupazione di un “posto al sole” nell’ambito del succulento settore dei rifiuti; non è certo un caso se la SEA, che costa ai cittadini campobassani quasi 7 milioni di euro l’anno per la sola gestione dei rifiuti e si appresta a gestirne almeno altri 4 messi a disposizione per l’avvio della raccolta differenziata, risulta paralizzata in attesa del rinnovo del Consiglio di Amministrazione che dovrebbe essere nominato tra qualche ora, o al massimo qualche giorno, a seguito di complicatissimi intrighi ed estenuanti macchinazioni tra tante, troppe, segreterie di partito.

E poco importa se a spuntarla sarà il favorito Stefano Sabatini piuttosto che qualche altro competitor lanciato in campo all’ultimo minuto; quello che è certo che la scelta non guarderà né alle capacità, né all’esperienza, né tantomeno alle competenze, bensì esclusivamente alle logiche spartitorie certamente manovrate da Palazzo Moffa.

E così, mentre qui si annaspa nell’incapacità e nella poltroneria, tantissime altre città e paesi, da nord a sud dell’Italia, sotto la guida di amministrazioni virtuose e lungimiranti, stanno invece raggiungendo risultati sempre più performanti rispetto al pigro lassismo campobassano, dove l’unica preoccupazione resta quella di ripartire incarichi, occupare poltrone ed accaparrarsi prebende.

I precari equilibri della sgangherata maggioranza hanno quindi prevalso, per tutto il 2015, come per il 2014, rispetto alla necessità di predisporre, o quantomeno avviare, un piano operativo per dare una svolta ad un sistema costoso per la collettività e soprattutto insostenibile per l’ambiente. Occorre infatti ricordare che l’attuale sistema, che vede ancora intere zone della città non raggiunte da alcun tipo di servizio di raccolta differenziata, è limitato alle sole frazioni secche carta/vetro/plastica che consentono a malapena di raggiungere il miserabile risultato del 14 % (ben lontano dal 65% previsto dalla legge) attraverso l’inefficiente ed obsoleto sistema dei cassonetti stradali, mentre risulta impossibile in tutta la città differenziare la frazione organica dei rifiuti (che costituisce oltre il 30 % del totale) che finisce assurdamente mescolata all’indifferenziato. Tutto questo mentre la discarica di Montagano, per gran parte alimentata dall’incredibile quantità di rifiuti misti provenienti dal capoluogo, è oramai colma ed a breve necessiterà di ulteriori ampliamenti, se non della sostituzione con altro sito dell’hinterland campobassano da relegare a tale triste destino, che ne dica il nuovo piano regionale dei rifiuti.

Alla luce dei disastrosi risultati finora raggiunti da questa amministrazione (per gran parte responsabile anche delle cattive gestioni degli ultimi decenni….), la recente nomina dell’assessore Ramundo, finora “consigliere incaricato” alla raccolta differenziata e quindi non certo avulso da responsabilità, lascia quindi a dir poco perplessi, suonando come un vero e proprio “regolamento di poltrone”, anche a seguito del rinnovo della presidenza del Consiglio Comunale, piuttosto che una reale volontà di puntare all’obiettivo dell’avvio di una raccolta differenziata moderna ed efficiente; del resto, se così fosse stato, il sindaco avrebbe potuto e dovuto individuare l’ assessore delegato all’ambiente ed ai rifiuti sin dalla prima costituzione della giunta, senza trattenere per se l’importante delega per oltre un anno e mezzo, in maniera del tutto infruttuosa e fallimentare, solo per lanciare slogan, proclami e falsi annunci, puntualmente sbugiardati dai fatti.

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