D’Alessandro (Cisl Poste): Situazione critica, gravi disagi sia per la clientela sia per i lavoratori

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Il Segretario Interregionale della CISL Poste Antonio D’Alessandro, con una nota inviata ai vertici di Poste Italiane della SUD 1 da dove dipende il Molise, dichiara una forte carenza di risorse applicate presso gli Uffici Postali, nelle Filiali di Campobasso e di Isernia. La problematica – afferma Antonio D’Alessandro – è fonte di gravi disagi sia per la clientela sia per i lavoratori, ed è destinata ad acuirsi. A ciò si aggiunge l’introduzione di nuove figure, come quella di “Addetto all’accoglienza” negli Uffici Top, che di fatto, vanno a sguarnire ulteriormente le sportellerie. Le lunghe assenze dovute a malattie, infortuni, maternità ed effetti di legge (L.104) oltre alla erogazione dei congedi, spesso imposti senza regole, al solo fine del raggiungimento di obbiettivi, in definitiva portano gli Uffici al collasso. Le “stanze della gestione” si nascondono, e fanno capolino solo per dare la solita risposta – non c’è personale – alle legittime recriminazioni della scrivente e degli stessi Direttori degli Uffici Postali. In tali condizioni sono saltate tutte le regole, con improvvisi e repentini distacchi (molti attuati nella stessa giornata) che, spesso, implicano lo spostamento dei lavoratori da un comune all’altro con innumerevoli disagi.
In tale caotico contesto – precisa Antonio D’Alessandro – dove non si è più sicuri della sede di lavoro, a risentirne è anche il clima dove si innestano facilmente le paure, le minacce, le ritorsioni. A tutti i livelli. Per non parlare, inoltre, degli uffici dove il Direttore rimanga l’unica risorsa in ufficio e debba sostituire anche lo sportellista. Taluni Uffici sono sotto organico ormai da mesi e, ciò malgrado, pur dovendone improvvisare l’organizzazione, tutti i giorni e tra mille difficoltà, i lavoratori sono anche costretti a sopportare le pressioni aziendali su una serie di obiettivi commerciali, ferie, gestione code. Francamente risulta anche provocatorio l’atteggiamento aziendale che, volutamente, ignora le primarie necessità degli Uffici e sarebbe più opportuno, prima ancora di pretendere risultati, creare le giuste condizioni operative e organizzative, visto che alla fine il conto lo pagano sempre i lavoratori. Di contro – conclude Antonio D’Alessandro – qualche centinaio di risorse part-time attendono invano la trasformazione del proprio rapporto di lavoro (in full-time) e la qual cosa produce un senso di maggiore svilimento e incredulità in categoria alla quale vengono richiesti grandi sacrifici malgrado la soluzione potrebbe essere dietro l’angolo.

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