“37mila mamme lasciano il lavoro”: necessario individuare forme positive di flessibilità del lavoro

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L’Ispettorato del lavoro, in uno studio lancia l’allarme, sul boom di dimissioni volontarie di neo mamme nel 2019 (oltre 37mila pari al 73% del totale) è l’ennesimo allarme a conferma della difficoltà di essere mamme e lavoratrici e di quanto sia necessarie individuare forme positive di flessibilità del lavoro.

Il nostro non è un Paese per donne. Quella che sembra una frase fatta diventa in un attimo una fotografia crudele, drammaticamente 37.611 le giovani mamme che hanno dovuto rinunciare al proprio lavoro ,nel 2018 erano state 35.963, sempre il 73% del totale i numeri cambiano quando si tratta dei papà: 13.947, 27% del totale, quelli che hanno rassegnato le proprie dimissioni.

Sono le fasce d’età più giovani quelle maggiormente interessate: il 75% del totale dei rapporti di lavoro interrotti riguarda le madri da 29 fino a 34 anni e da 34 fino a 44 anni.

Il Rapporto fa notare che si tratta di dimissioni volontarie (49 mila) ma alla base c’è sempre il solito problema: la conciliazione dei tempi di vita con quelli del lavoro.

Le motivazioni addotte sono le più svariate ma vicine alle difficoltà quotidiane;” assenza di parenti di supporto” (quando i nonni non possono) in 15.505 casi, pari a circa il 27% del totale, “elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato” (le rette dell’asilo nido o i soldi per la baby sitter) in 4.260 casi pari a circa il 7% del totale, mancato accoglimento al nido in 965 casi (“a voi vi hanno preso?”), pari a circa il 2% del totale, cambiamento della sede di lavoro (294 casi); distanza dal luogo di lavoro (1.821 casi); ragioni concernenti l’orario di lavoro (1.920 casi), tra mancata modifica dei turni, mancata concessione del part time e modifica delle mansioni svolte.

I dati confermano la necessità e l’urgenza di misure reali e concrete, senza troppi voli pindarici, come troppo spesso accade, ci rivolgeremo alla Ministra del lavoro del Lavoro, Nunzia Catalfo – perchè si renda esigibile in caso di maternità il part-time volontario, che si agevoli l’iscrizione dei bambini nelle strutture, che si possano finanziare le aziende che al loro interno prevedono servizio di nido “.

La pochezza dell’attenzione riservata al mondo femminile da parte della politica e del sindacato sarà al centro dell’agenda di Confintesa Smart per la ripartenza del Paese.

Confintesa Smart è seriamente  preoccupata che tra gli effetti della crisi covid 19 vi sia un pesante arretramento delle possibilità di ingresso, ma soprattutto, di permanenza delle donne nel mercato del lavoro.

Occorre rimuovere gli intoppi che impediscono la possibilità di bilanciare occupazione e maternità, non solo in termini di giornate di congedo, ma la difficoltà principale, in modo evidente,è il cronico disinvestimento nella scuola per l’infanzia (0-6), un servizio non sufficiente, con costi spesso troppo alti, e addirittura assente in alcune parti del Paese.

La politica dei bonus non riduce il divario: occorrono forti investimenti strutturali.

Proprio perché qualche effetto è già constatabile si ritiene indispensabile che il lavoro femminile sia assunto come prioritario, da parte del governo, con la definizione dell’agenda per la ripartenza, se così non fosse a rimetterci non sarebbero soltanto le donne, ma l’intero Paese, che già deve recuperare un divario negativo rispetto agli altri stati europei.

I dati resi noti dall’Ispettorato del lavoro sulle dimissioni volontarie delle donne madri del 2019 sono inaccettabili: è assurdo, nel 2020, constatare come la maternità, pur tutelata dalla legge, rimane una delle cause principali di allontanamento delle donne dal mondo del lavoro.

Come Confintesa vogliamo pungolare il Governo ad avere più coraggio nell’approntare strategie di rilancio del lavoro femminile, della maternità.

Vogliamo tutelare e proteggere il lavoro delle mamme lavoratrici e sostenere il desiderio di maternità delle coppie, per cui occorre investire in servizi più adeguati alle esigenze delle famiglie e promuovere forme di organizzazione del lavoro più flessibili, soprattutto attraverso incentivi, per i quali inizieremo una stagione di rivendicazione,li dove ci sarà permesso, nelle contrattazioni nazionali e di secondo livello.

Non serve sottolineare che nel 2019 non c’è stata nessuna pandemia e le scuole sono state aperte, la fotografia dell’Italia 2020 francamente mi fa paura.

Alfredo Magnifico

Segretario Generale Nazionale

Confintesa Smart

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