Dall’esame dei conti 2008 dello Zuccherificio si scopre che su ogni pacchetto venduto la società perde circa il 30% del prezzo - In magazzino prodotti invenduti per oltre 10 milioni di euro - 20.000 tonnellate lavorate per conto di un partner tedesco
Lo Zuccherificio del Molise è una società per azioni a prevalente presenza pubblica. Come tale i suoi bilanci sono pubblici e disponibili presso la Camera di Commercio. Ha fatto molto notizia a tal proposito la perdita che la società ha registrato nel 2008, anno dell’ultimo bilancio disponibile, per oltre 33 milioni di euro, che però è frutto per molti milioni di euro di partite contabili non ricorrenti.
La parola a Ivo Spocatti, candidato nella lista PdL a supporto di Antonio Di Brino - Un giovane imprenditore erede di una importante tradizione politica termolese - "Il commercio e il turismo al centro del mio impegno"
La lista del PdL, una delle dieci formazioni politiche in supporto del candidato a Sindaco Antonio Bassso Di Brino, vede come candidato Ivo Sprocatti, giovane imprenditore, figlio di Ennio, figura storica della politica e del sindacato termolese (tutt’ora é dirigente di primo piano della Confcommercio). Chiediamo al diretto interessato i motivi della sua candidatura.
Parla Luigi Turdò, coordinatore della lista Udeur supporto di Antonio Di Brino
Chiuse le operazioni di presentazione delle liste, per le imminenti elezioni amministrative del Comune di Termoli, è iniziata la campagna elettorale vera e propria, caratterizzata da incontri pubblici e comunicati stampa dei cinque candidati a sindaco.
Inevitabilmente, grazie anche al condono dello scudo fiscale, l’attenzione si è incentrata sui cosiddetti paradisi fiscali. Stati in cui è possibile, al riparo da occhi indiscreti, costituire ingenti riserve patrimoniali senza nulla far sapere all’erario italiano. Un fenomeno vecchio come il mondo, che prima si basava sugli spalloni che attraverso le valli svizzere portavano i soldi nelle protette banche elvetiche ed oggi, invece, utilizza la telematica. Recenti fatti di cronaca, come l’inchiesta che ha coinvolto Fastweb e Telcom Italia, hanno ulteriormente rafforzato questa sensazione di proibito che i paradisi fiscali emanano.
Le ragioni fiscali, di protezione e di riservatezza che inducono ad aprire una società nella bella isola mediterranea, come è accaduto con il nuovo socio privato dello Zuccherificio - Un’analisi delle dinamiche fiscali e societarie di una tale scelta
La questione dello Zuccherificio del Molise sta arroventando il dibattito politico e amministrativo molisano delle ultime settimane. E non potrebbe, d’altronde, essere diversamente. Lo Zuccherificio del Molise da sempre è stato uno dei (pochi) colossi produttivi regionali, per anni ha rappresentato una tranquilla oasi di lavoro e di reddito, grazie ai copiosi contributi al settore bieticolo rilasciati dall’Unione europea, per tutti era un impianto efficiente e che dava sostegno a migliaia di famiglie molisane.
Mar 08, 2010
Di lato, nella migliore tradizione di questa testata, cerchiamo di spiegare a tutti i nostri lettori (che non necessariamente devono essere esperti di finanza) cosa significa se una società ha la sua sede in uno dei cosiddetti paradisi fiscali. Lo facciamo perché il nuovo socio dello Zuccherificio, con una quota del 37,7%, è una società per azioni con sede a Roma, che ha a sua volta come unico proprietario una società con sede nella capitale della Repubblica di Cipro (quella greca per intenderci), Nicosia. Una società in cui dai registri tenuti presso il sistema delle camere di commercio italiane l’attuale patron dello Zuccherificio, Remo Perna, formalmente non risulta. Evidentemente, ne deduciamo noi, Remo Perna deve essere socio, direttamente o indirettamente, della società cipriota, altrimenti il cerchio non si chiude. Abbiamo anche voluto spiegare per correttezza che tale attività è permessa e consentita dall’attuale sistema normativo tributario e legislativo italiano. Qualche ulteriore nota di riflessione però va spesa, al di là della fornitura di notizie utili per la comprensione di f...
Mar 10, 2010
“ Il ritmo della musica folk, e della taranta in particolare, ha la capacità di sospendere l’attesa di chi ascolta. La sua ripetitività spinge ad abbandonarsi, a fidarsi della musica cosicché le persone possano finalmente lasciarsi andare, abbandonarsi fino a scendere in uno stato di trans profondo ”.Ma per Teresa De Sio, la taranta, oggi, “sarebbe poco più che una pernacchia”. “ La mano vigorosa che batte incessantemente su una pelle di pecora ben tesa avrebbe ben poco effetto in un mondo completamente risucchiato da una sonorità assordante”.
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Sia la vittima che il suo carnefice sono immigrati indiani. Il fatto avvenuto in una baracca di Tor San Lorenzo, i due erano completamente ubriachi Cadavere senza testa vicino a Roma preso l'assassino, è stata una lite Ha decapitato a colpi di accetta il connazionale che abitava con lui