Scritti di cuore: viaggio tra le parole nella settimana dedicata all’amore: iniziativa ideata e promossa dall’ULI e dal Comune di Campobasso

La lettura e la scrittura sono elementi chiave per accedere alla conoscenza e producono importanti effetti sulla società. Il progetto Scritti di Cuore nasce proprio dalla convinzione che leggere e scrivere siano attività sociali ancora prima che filosofiche o scientifiche perché producono esperienze condivise, incontri che suscitano altri incontri, generando un circolo virtuoso che ci pone gli uni davanti agli altri.

Promossa e organizzata dall’Unione Lettori Italiani, con la direzione artistica di Brunella Santoli, e dal Comune di Campobasso – Assessorato alle politiche per il sociale e giovanili con l’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso, in collaborazione con la Provincia, la Casa Circondariale di Campobasso, BeFree Molise, e attraverso la sinergia con il tessuto scolastico del capoluogo, la rassegna Scritti di cuore intende realizzare un’esperienza progettuale che proprio a partire dalla giornata dedicata al tema dell’amore romantico e della relazione sentimentale affronti invece il tema dell’Amore, inteso nel significato più ampio e profondo di dedizione appassionata.

La manifestazione si svolgerà a Campobasso dal 14 al 18 febbraio, nei locali del Circolo Sannitico, e oltre a una serie di incontri con scrittori e giornalisti, prevede anche la prima edizione del Concorso nazionale di scrittura “Scritto di cuore” destinato agli istituti carcerari e una mostra fotografica organizzata dall’Associazione In Vista di Campobasso.

A dare il via agli appuntamenti sarà il poeta e paesologo Franco Arminio che martedì 14 febbraio alle ore 18.30 presenterà “Cedi la strada agli alberi” poesie d’amore e di terra, un volume che raccoglie una parte della sua sterminata produzione in versi. Il libro ci presenta il suo acuto senso del corpo femminile e del paesaggio. Un’opera raffinata e popolare, in cui ecologia e desiderio, passioni intime e passioni civili si intrecciano con la precisione dei suoi libri in prosa. Dopo una sezione dedicata agli affetti familiari, le conclusioni sono affidate a una serie di folgoranti riflessioni sulla poesia al tempo della Rete.

Giovedì 16 febbraio, alle ore 18.30, sarà la volta del giornalista Oliviero Beha con il suo Mio nipote nella giungla, tutto ciò che lo attende (nel caso fosse onesto). Tra racconto, confessione e pamphlet, in uno stile accattivante, Beha firma il libro più crudo e più chiaro di un critico feroce dei nostri giorni alle prese con il futuro.
Un manuale appassionato di sopravvivenza pratica e intellettuale, ma anche un monito affettuoso verso le nuove generazioni, che non nasconde i pericoli senza rassegnarsi alla rassegnazione.
Soprattutto per un giovane, o per un neonato, il futuro è una muraglia altissima, apparentemente insuperabile e la giungla in cui siamo precipitati sembra inestricabile: difficile trovare una direzione.
A proteggere il novello Mowgli dalle insidie e dai pericoli non ci sarà nessuna pantera Bagheera, dovrà cavarsela da solo. Ma qualcosa per lui possiamo fare da qui, ora, senza aspettare: chiarirgli le idee, avviarlo o riavviarlo al coraggio e alla libertà di pensiero.
Venerdì 17 e sabato 18 febbraio, la scrittrice Michela Monferrini sarà ospite in alcune scuole e incontrerà gli studenti a cui presenterà L’altra notte ha tremato Google Maps, un viaggio nella cronaca italiana più recente raccontata da un ragazzo che grazie alla tecnologia riesce a esaudire il desiderio della nonna di poter visitare nuovamente un paese che nella realtà non c’è più.

Da sempre convinta che la lettura e la scrittura abbiano un ruolo fondamentale nella costruzione di una società giusta e attenta alle necessità sociali, l’Unione lettori italiani di Campobasso ha voluto rivolgersi ancora una volta agli istituti carcerari, luoghi in cui il tempo e lo spazio in cui vivere i sentimenti confluiscono marcatamente nell’interiorità del singolo. In questo contesto, la scrittura diventa un importante strumento di contatto indiretto con l’esterno, veicolo fiduciario di una riflessione rispetto a sé stessi e rispetto agli “oggetti” d’amore.
Il concorso nazionale di scrittura “Scritto di cuore”, che vede tra i promotori la Direzione della Casa circondariale di Campobasso, è infatti rivolto ai detenuti di tutti gli istituti di pena in Italia , a cui verrà chiesto di inviare una lettera “scritta di cuore” destinata a un parente, a un amico, a una persona immaginaria, a un luogo, e sarà valutata da una giuria qualificata, fatta di scrittori e di studenti che procederanno alla premiazione in occasione della cerimonia che si terrà a Campobasso nel mese di maggio, nell’ambito della “Settimana dei diritti e della legALItà”.
Ma oltre alla parola, il progetto ha pensato di raccontare l’amore anche attraverso le immagini. Dal 14 al 17 febbraio, il pubblico avrà l’occasione di apprezzare le opere fotografiche realizzate appositamente dall’associazione fotografica In Vista di Campobasso che con l’esposizione Amori Umani ha voluto raccogliere le testimonianze più significative dell’amore, quelle che spesso si nascondono nelle pieghe di un quotidiano a cui forse non prestiamo più la dovuta attenzione.
SCRITTI DI CUORE l’amore e le parole per raccontarlo CAMPOBASSO – CIRCOLO SANNITICO 14/18 febbraio 2017
dal 14 al 17 febbraio
AMORI UMANI
mostra fotografica
a cura dell’associazione In Vista
Le mani, come i rami di confine tra le chiome ed il cielo, consentono di avvicinare chi é distante e di stringere chi é vicino.
Le mani cambiano ogni giorno: crescono con il tempo, si plasmano con il lavoro, si impegnano con una fede, indicano nuove direzioni per se e per i cari, si congiungono sul petto per entrare composti in un tempo nuovo.
E noi siamo frutto dell’amore, dell’unione di due mani che ci rende UMANI.

L’Associazione In Vista è nata nel 2012 quando un gruppo di amici ha dato vita ad un progetto dedicato alla scoperta, alla valorizzazione ed alla promozione del patrimonio della nostra terra, il Molise, attraverso escursioni affrontate con la macchina fotografica a tracolla.
Sono numerosissime le uscite nella natura e nei borghi durante i fine settimana, affiancate ad incontri con cadenza settimanale dedicati alle più varie tematiche (ambiente, topografia, escursionismo, botanica, meteorologia, arte, cultura e tradizione) con l’aiuto spontaneo e volontario di appassionati dei più diversi ambiti.
SCRITTO DI CUORE
concorso nazionale di scrittura
destinato agli istituti carcerari
presentazione bando

“Quando scrivo mi sento libero anche se lo faccio su un foglio a quadretti”

Nei luoghi di reclusione si scrive per capirsi di più, per esprimere speranza e un senso di libertà che, altrimenti, non è consentito. Si scrivono lettere, diari, poesie e canzoni, come in nessun altro luogo.
La lettera nel sistema carcerario è un importante strumento indiretto di contatto con l’esterno. La scrittura di una lettera “scritta di cuore” comporta inevitabilmente una riflessione rispetto ai soggetti e oggetti d’amore che hanno coinvolto, dal punto di vista emotivo e sentimentale, lo scrivente nel corso della vita. Il concorso intende far emergere l’affettività dei detenuti che da sempre trova nella scrittura la migliore forma di espressione.

14 febbraio ore 18.30
FRANCO ARMINIO
“Cedi la strada agli alberi” poesie d’amore e di terra

Franco Arminio ha raccolto in un volume una parte della sua sterminata produzione in versi. Il libro ci presenta il suo acuto senso del corpo femminile e del paesaggio. Dopo una sezione dedicata agli affetti familiari, le conclusioni sono affidate a una serie di folgoranti riflessioni sulla poesia al tempo della Rete.
I versi di Arminio sono semplici, diretti, senza aloni e commerci col mistero. Ogni verso è una serena obiezione alla scrittura come gioco linguistico, è una forma di attenzione a quello che c’è fuori, a partire dal corpo dell’autore, osservato come se fosse un corpo estraneo. L’azione cruciale è quella del guardare: “Io sono la parte invisibile del mio sguardo”.
Cedi la strada agli alberi è un’opera raffinata e popolare, in cui ecologia e desiderio, passioni intime e passioni civili si intrecciano con la precisione dei suoi libri in prosa.

Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia, in Irpinia d’Oriente. Ha pubblicato una ventina di libri. Ricordiamo, tra gli altri, Vento forte tra Lacedonia e Candela (Laterza), Terracarne (Mondadori), Cartoline dai morti (Nottetempo) e Geografia commossa dell’Italia interna (Bruno Mondadori).
Si occupa anche di documentari e fotografia. Come paesologo scrive da anni sui giornali e in Rete a difesa dei piccoli paesi. Attualmente è il referente tecnico del Progetto pilota della montagna materana nell’ambito della Strategia nazionale delle aree interne. Ha ideato e porta avanti La casa della paesologia a Trevico e il festival “La luna e i calanchi” ad Aliano.

16 febbraio ore 18.30
OLIVIERO BEHA
“Mio nipote nella giungla” tutto ciò che lo attende (nel caso fosse onesto)

Viviamo in una giungla, sia esteriore che interiore.
Tra racconto, confessione e pamphlet, in uno stile accattivante, il libro più crudo e più chiaro di un critico feroce dei nostri giorni alle prese con il futuro.
Un manuale appassionato di sopravvivenza pratica e intellettuale che non nasconde i pericoli senza rassegnarsi alla rassegnazione.

Soprattutto per un giovane, o per un neonato, il futuro è una muraglia altissima, apparentemente insuperabile e la giungla in cui siamo precipitati sembra inestricabile: difficile trovare una direzione.

A proteggere il novello Mowgli dalle insidie e dai pericoli non ci sarà nessuna pantera Bagheera, dovrà cavarsela da solo. Ma qualcosa per lui possiamo fare da qui, ora, senza aspettare: chiarirgli le idee, avviarlo o riavviarlo al coraggio e alla libertà di pensiero.
Oliviero Beha, giornalista di carta stampata, radio e tv, è nato a Firenze nel 1949, si è laureato in Italia in Lettere (Storia medievale) e in Spagna in Filosofia (Storia d’America). Inizia a fare il giornalista con «Tuttosport» e «Paese Sera». Dal 1976 al 1985 è a «la Repubblica», come inviato, dove si occupa di sport e società, con inchieste in molte parti del mondo. Editorialista e commentatore anche politico per «la Rinascita», «Il Messaggero» e «Il Mattino» (e successivamente per «L’Indipendente»), nel 1987 dà inizio alla sua attività televisiva con Andrea Barbato conducendo Va’ pensiero. Nel 1991 progetta e realizza Un terno al lotto, il primo programma televisivo dove domanda e offerta di lavoro potevano incontrarsi. Nell’aprile 1992 dà vita a Radio Zorro, che poi si fonde con lo storico 3131. Radio Zorro 3131 diventa il caso radiofonico dell’anno: oltre centomila richieste di intervento piovono in redazione da tutta Italia. Dal novembre ’95 al giugno ’96 Beha conduce una versione televisiva del suo programma (Video Zorro). Beha è anche autore di testi teatrali rappresentati, di numerosi saggi e di raccolte di poesie. Ha vinto nel 2001 il premio Guidarello per il giornalismo d’autore per la radiofonia. Nel 2004 pubblica il suo primo romanzo, Sono stato io (Marco Tropea Editore, tre edizioni). L’anno dopo esce con i saggi Crescete & prostituitevi (Rizzoli Bur) e Trilogia della censura (Avagliano Editore). Nel 2006 è la volta di Diario di uno spaventapasseri (Marco Tropea Editore) e Indagine sul calcio (Rizzoli Bur, con Andrea Di Caro). Nel 2007 pubblica con Chiarelettere “Italiopoli”. E nel 2008 Il Paziente italiano (Avagliano Editore), cui seguono nel 2009 “I nuovi mostri” (Chiarelettere) e il romanzo Eros Terminal (Garzanti), e nel 2010 “Dopo di Lui il diluvio”(Chiarelettere). È editorialista de «il Fatto Quotidiano» fin dalla sua fondazione (2009). Dal gennaio 2010 conduce su Rai Tre la trasmissione Brontolo. Nel 2012, ha pubblicato per Chiarelettere “Il culo e lo Stivale “, I peggiori anni della nostra vita.

17 e 18 febbraio febbraio (incontri riservari alle scuole)
MICHELA MONFERRINI
“ L’altra notte ha tremato google maps”

“In diretta da Amatrice”.

La nonna di Giordano non capisce cosa stia andando
in onda, ma legge il nome del paese e comincia a ricordare le giornate trascorse in quei luoghi, le gite in motocicletta appena sposata, i pranzi nelle trattorie. Vorrebbe tornare lì, per qualche ora. Non sa che dopo il terremoto del 24 agosto 2016 Amatrice non esiste più.
Ma come si può portare qualcuno che non cammina in un paese che non c’è?
Inizia così il viaggio in poltrona di Giordano e sua nonna dentro Google Maps, dove tutto è ancora in piedi.

I diritti d’autore saranno devoluti all’associazione di genitori “Amatrice – L’alba dei piccoli passi”. L’associazione organizza attività culturali, ricreative e di sostegno scolastico e psicologico per i bambini e i ragazzi colpiti dal terremoto del 24 agosto 2016.

Michela Monferrini è nata a Roma, dove risiede. È stata finalista ai premi Subway – Poesia 2005, Campiello Giovani 2008 e Calvino 2012. Ha pubblicato poesie su riviste e antologie, tra cui Subway – Poeti italiani underground (Il Saggiatore 2006). Ha curato Quasi un racconto (2009) e La letteratura è un cortile di Walter Mauro (2011); è autrice di Conosco un altro mare. La Napoli e il Golfo di Raffaele La Capria (Perrone 2012). Scrive per le pagine culturali de «Gli Altri», “L’Indice dei Libri del Mese” e “Nuovi Argomenti”.

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