Sanremo. Caccamo trionfa tra i giovani.

Prima solleva di peso Carlo Conti e alza le braccia al cielo, poi inizia a tremare mentre in mano regge i suoi trofei, davanti ai flash dei fotografi. E intanto ringrazia tutti con gli occhi, in silenzio. Giovanni Caccamo pigliatutto: con la canzone «Ritornerò da te», scritta da lui, vince il Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte, il premio della critica «Mia Martini» sezione Giovani e quello della sala stampa. Un trionfo per il cantautore gentile. Che, tra l’altro, è anche uno dei compositori dello splendido brano di Malika Ayane «Adesso e qui (nostalgico presente)».

Il maestro sulla spiaggia, il fan in «edicola»

Caccamo ha 24 anni, viene da Modica (Ragusa) e si è trasferito a Milano per studiare architettura. Ma l’incontro che gli ha cambiato la vita l’ha fatto proprio nella sua Sicilia quando su una spiaggia di Donnalucata – sono i luoghi televisivi del commissario Montalbano – ha incontrato Franco Battiato. Adesso il maestro è il suo «mentore silente» e «padre musicale» (la «madre musicale», invece, è Caterina Caselli, la sua produttrice) ma all’inizio non è stato facile. «Gli ho fatto praticamente stalking», scherza Giovanni. E ha funzionato visto che poi Battiato (che Caccamo tra l’altro sa imitare alla perfezione, con affetto e rispetto) l’ha voluto per aprire i suoi concerti. Ma non contento il giovane Rupert Everett siciliano ha poi deciso di «tormentare» anche un altro celebre conterraneo: Fiorello. «Per un po’ di tempo ho avuto difficoltà a trovare orecchie disponibili all’ascolto – spiega candidamente Giovanni – e quindi ho cercato con i miei mezzi, che erano le gambe e un po’ di follia, di avvicinare persone che potessero ascoltarmi». E così un giorno, racconta, «alle 5 del mattino mi sono presentato all’“edicola di Fiorello” e poi da cosa nasce cosa». Risultato: anche Rosario si innamora e lo sostiene.

«Caccamo non può funzionare»

Ed è proprio lo showman a consigliarli, insieme a molti altri, di scegliere un nome d’arte. «Sembrava che Caccamo non potesse funzionare – ricorda il vincitore di Sanremo Giovani – e abbiamo preso bene in considerazione la possibilità di trovare un altro nome. Pensate che anche Battiato me ne aveva proposto uno: “Giovanni di Scicli”, tipo Peppino di Capri. Ma dal mio silenzio ha capito che non mi piaceva tanto». Alla fine quindi Caccamo ha deciso – e felicemente – di tenersi il suo cognome: «Faccio il cantautore: mentire sin dal primo momento con un nome diverso non mi sembrava il modo migliore per iniziare». E poi c’è la cosa più importante: «Il legame affettivo perché è il cognome di papà – dice serenamente – . Se lui non fosse stato una presenza così importante e di cambiamento nella mia vita, io ora non sarei qui». Il padre di Giovanni adesso non c’è più ed è a lui che il 24enne ha dedicato il premio e uno sguardo rivolto velocemente al cielo dopo la vittoria.

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