Associazione Italiana Biblioteche 2014, i bibliotecari diventano professionisti

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L’Associazione Italiana Biblioteche – AIB (www.aib.it) rappresenta l’Italia nelle principali organizzazioni internazionali e agisce in stretto collegamento con le altre associazioni italiane e straniere, con l’Unione Europea anche attraverso la partecipazione a progetti comunitari.  Sul piano politico, legislativo e scientifico, l’AIB promuove l’affermazione dei principi contenuti nel Manifesto Unesco sulle biblioteche pubbliche, per lo sviluppo delle biblioteche come servizio fondamentale per il cittadino nella società dell’informazione; per la diffusione e il coordinamento dei servizi bibliotecari a livello locale e nazionale; per la promozione della lettura e dell’accesso al mondo della cultura; per l’intervento attivo in ogni decisione di politica bibliotecaria; per la cooperazione internazionale; per la diffusione e lo sviluppo di moderni strumenti professionali su tutto ciò che riguarda le biblioteche e i servizi informativi; per la valorizzazione delle professionalità impegnate nel settore.

Ultimi documenti ufficiali sono il documento programmatico “Rilanciare le biblioteche pubbliche italiane”, le “Linee di indirizzo per il personale di supporto ai bibliotecari”, le proposte per “Rilanciare le biblioteche scolastiche e le biblioteche universitarie italiane”; per la riorganizzazione di SBN, il Servizio bibliotecario nazionale, in collaborazione con l’ICCU, Istituto Centrale per il catalogo unico e le informazioni bibliografiche del MiBACT.
Promuove e sostiene economicamente progetti nazionali come “Nati per Leggere”, campagne di buone pratiche come “Contro l’eccesso di ribasso in biblioteca”, tema sensibile anche nella nostra regione, la “Carta del lettore”, per creare un legame forte tra librerie, biblioteche e scuole; ha aderito alla campagna internazionale di EBLIDA (European Bureau of Library, Information and Documentation Associations), “The right to e-read”, il diritto alla lettura in digitale; collabora a “Nati per Donare”, campagna realizzata dalla Federazione Italiana ADOCES per sensibilizzare le future mamme al dono solidale del sangue cordonale. Dal 2012 organizza la giornata nazionale delle biblioteche, il Bibliopride ed è presente nei tavoli tecnici del settore, es. il piano nazionale per la lettura, sia presso il MiBACT che presso il MIUR.
Altro aspetto fondamentale per la vita associativa è la certificazione professionale ottenuta dall’AIB, che perseguiva questo obiettivo, con altre associazioni professionali, dal 1995, con la legge n. 4 del 2013 (Disposizioni in materia di professioni non ordinistiche), infatti finalmente possiamo affermare che i bibliotecari hanno una professione riconosciuta giuridicamente secondo le tendenze dell’U.E, a favore di riconoscimenti professionali non ordinistici e non degli ordini professionali.
Obiettivi della certificazione sono ribadire la centralità dell’utente, nelle biblioteche e che le biblioteche devono essere gestite da bibliotecari professionisti.
La normativa tecnica sulla figura professionale del bibliotecario è emanata da UNI, Progetto U30000730 – “Figura professionale del bibliotecario. Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”, messa a punto dal gruppo di lavoro GL 7  della Commissione Documentazione e Informazione dell’UNI, in cui l’AIB ha un proprio rappresentante e ai sensi dell’art. 6 della Legge 14 gennaio 2013 n. 4 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”: essa contiene i principi e i criteri generali che disciplinano l’esercizio autoregolamentato dell’attività professionale di bibliotecario, assicurandone la qualificazione, e si propone in particolare come descrittiva delle conoscenze, abilità e competenze che definiscono il profilo del bibliotecario di base. 

I titoli richiesti, per la certificazione professionale, come da Regolamento AIB, sono:
–    Laurea ad indirizzo biblioteconomico, dottorato di ricerca o altro titolo post laurea in biblioteconomia;
–    Laurea non specifica, unitamente ad uno o più corsi di formazione professionale per bibliotecari con valutazione finale, della durata complessiva di almeno 100 ore di didattica, o almeno 2 anni di esperienza professionale documentata – anche non continuativa, purché riferita agli ultimi 4 anni.
Inoltre, solo per il 2014 (fino al 29 novembre 2014) sono attive le norme transitorie ed è possibile diventare Associato, anche se si possiede il diploma di scuola superiore, purché in possesso di determinati requisiti.
La sezione Molise oltre ad adoperarsi per la corretta diffusione di Nati per Leggere, organizzando corsi e seminari, promuovendolo nelle biblioteche comunali, ove presenti, in quelle scolastiche e nelle strutture disponibili; l’aggiornamento professionale per i propri soci e non, ultimo corso organizzato è quello sulla Digitalizzazione del patrimonio librario, per consentire ai giovani e aspiranti bibliotecari di avere una competenza, pensando al bando del MiBACT dei 500 giovani per la digitalizzazione negli istituti culturali; segue attentamente i temi del lavoro e della professione, intervenendo nei casi di bandi controversi, quando non rispondenti alla normativa vigente, avanzando proposte per la formazione professionale dei bibliotecari.

E’ una sezione relativamente giovane, infatti ci siamo staccati dall’Abruzzo nel 2000, ma annovera tra i suoi soci, direttori di biblioteche, professori universitari, studiosi appassionati e tanti bibliotecari e aspiranti tali che danno valore alla professione ognuno secondo le proprie peculiarità; collaboriamo attivamente con l’Università e con le maggiori biblioteche di ente locale.

Al Forum della Cultura, solo l’AIB ha proposto la necessaria revisione della Legge regionale n. 37/1980 e, in linea, con quanto accade nelle altre regioni italiane, un Sistema regionale bibliotecario, per cooperare e fare rete sostenendo le biblioteche, a cominciare da quelle dei piccoli comuni che non sono ancora in rete, così importanti nel nostro territorio, sostenendo la riapertura di quelle associate ai poli molisani SBN che oggi risultano chiuse e sono tante, alle Universitarie che hanno un ruolo determinante nel territorio, non solo per la propria utenza, per l’eccellente qualità dei servizi erogati, alle biblioteche comunali, penso ad es. a quelle di Agnone, Isernia e Venafro dai patrimoni di libri antichi di inestimabile valore nonché per incoraggiare il mercato del lavoro, valorizzando i laureati che vogliono lavorare in questo settore.
FC

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