Per tenere la gente in casa occorre garantire la sussistenza per tutti

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Di aria non si campa, se ci si muove si rischia la salute, ma c’è anche un tema di tenuta del tessuto sociale, servirà una fase di economia paziente per tenere insieme tutto.

Oggi, con una ipotetica nuova chiusura, il rischio che ci sia un fallimento generale è reale pertanto è necessario che il governo prenda decisioni che facciano immediatamente percepire a cittadini, imprese e banche il fatto che la perdita di reddito di questi mesi di economia sospesa non metterà a rischio il loro futuro.

BARISTI, COMMERCIANTI, PARRUCCHIERI, ECC. non c’è dubbio che hanno ricevuto e stanno ricevendo un danno ed hanno difficoltà ad andare avanti , vanno aiutati, anche loro sono imprese, checché ne pensi Confindustria mi sembra equo riconoscere loro un 50% x cento dei guadagni dichiarati per il 2019 e su cui hanno pagato le tasse.

Il governo, come primo atto confermi il blocco dei licenziamenti, prolunghi la cassa integrazione e il sostegno al reddito, per gli altri  preveda un reddito di quarantena.

La Pandemia da una parte ha immiserito le persone dall’ altro ha allargato la forbice sociale, c’è chi si è arricchito, accrescendo la propria ricchezza.

Un bel contributo di solidarietà da quella parte della popolazione che non ha problemi, non ci starebbe male, parlo del 20% della popolazione che detiene il 70% della ricchezza nazionale e in particolare quelle poche migliaia di milionari, mentre già prima della crisi pandemica il 6,4% delle famiglie era in stato di povertà totale mentre la povertà relativa  riguardava l’ 11,4% delle famiglie, tra loro tante famiglie di lavoratori.

Le poche centinaia di migliaia di ricchi potrebbero sostenere un contributo straordinario per far sì che nessuno si ritrovi in difficoltà soprattutto i 3 milioni di poveri (povertà assoluta) e 6 milioni di indigenti (povertà relativa).

Intanto le Regioni facciano ciò che non hanno fatto per mesi: usino i soldi del Ricovery per la Sanità, assumano personale, potenzino i servizi, si convenzionino con le ditte di trasporti del settore turistico per utilizzarne i mezzi e chiedano al Ministero della Difesa di mettere a disposizione i mezzi da trasporto per il personale e la sanità militare.

Siamo in una fase particolare della pandemia; lo stress prolungato del rischio di contagio e la progressiva vicinanza a ognuno di noi dei positivi ci sta facendo vivere, con crescente preoccupazione, la pandemia rispetto alla primavera scorsa.

C’è insoddisfazione per come il sistema sanitario è stato messo in condizione di prepararsi alla nuova fase di diffusione del virus e cresce la preoccupazione per la sofferenza dell’assistenza ospedaliera. Scontiamo non i ritardi di questi mesi, i medici non si inventano in poche settimane, la vera causa e stata lo smantellamento progressivo di anni della sanità pubblica con il maledetto tanto decantato spending review.

Per il controllo territoriale, si usino le forze dell’ordine, le associazioni di volontariato e la protezione civile. I soldati si lascino in caserma.

Ci sono segni di nervosismo e di rabbia sociale, a Napoli e a Roma c’è stato un assaggio, anche se in parte organizzata in modo strumentale.

Bisogna fare attenzione e mantenere la calma, evitare di speculare sulla situazione e non mettere in contrapposizione la possibilità di mantenere viva la base economica della città e nello stesso tempo l’esigenza di tutelare la salute.

Rispettare in modo rigoroso il distanziamento, mascherina e lavare le mani, restano ancora l’unica arma contro la diffusione del virus.

Non è stata sufficiente la capacità di governare, non sono stati messi in campo strumenti per tracciare la presenza dei contagiati e individuare i luoghi del contagio per interventi mirati e puntuali, l’intervento di blocco generalizzato, progressivo si impone oggi per la mancanza di strategie alternative,di  area e localizzate.

Ma tutto questo non giustifica comportamenti da guerriglia urbana, da questa situazione ne usciamo tutti insieme e senza perdere la testa,  chi soffia sul fuoco e alimenta zizzania non lo fa di certo per l’interesse di tutti, semmai contribuisce ad aumentare il rischio del contagio e contribuisce a peggiorare una situazione già delicata.

Alfredo Magnifico

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