Molisani nel Mondo/ Durante De Benedictis il contadino Eroe. Era nato a Castelmauro (Cb)

359

*rubrica a cura di Geremia Mancini e Mariateresa Di Lallo


Il Molise è fatto da molisani, anche da quei molisani che sono emigrati, perchè costretti o per scelta, soprattutto a cavallo delle due Guerre mondiali, ma sempre con un pensiero rivolto alla loro terra, e che si sono distinti in vari settori nel mondo. Con questa rubrica vogliamo ricordarli ma anche ridare dignità ai nostri borghi, ai nostri talenti e nel contempo riaccendere l’attenzione su questo piccolo lembo di terra, non solo per storia, cultura e paesaggi ma anche dal punto di vista degli ingegni. Pultroppo il Molise come i molisani illustri, non sono presenti sui libri di storia, ma è giusto far conoscere ai molisani in primis, alle giovani generazioni, che i loro avi, si sono distinti nel mondo, con sacrifici, allontanandosi dai propri familiari, a volte non riuscendo a tornare nella loro terra d’origine. Di settimana in settimana racconteremo la storia di ognuno di loro, ricordando anche il paese di nascita molisano. Per questo abbiamo deciso di unire la storia dei “molisani” emigrati con la storia del paese di nascita.

A volte dei nostri eroici soldati rimane, come ricordo, solo una laconica scritta … Noi vogliamo, per quanto possibile, ricostruirne le storie da offrire alla memoria collettiva. Cercando di non dimenticare chi dolorosamente li pianse.

Durante DE BENEDICTIS nacque a Castelmauro (CB), il 3 novembre del 1914, da Angelo (ventiseienne “agricolo” figlio di Concezio e Maria Nicola Mancini) e da Maria Lafratta (ventisettenne “agricola” figlia di Domenico e Angela D’Angelo). I suoi genitori si erano sposati a Castelmauro il 18 febbraio del 1907. Durante De Benedictis partì per la Guerra Coloniale in Africa Orientale. Per coraggio, determinazione e per il suo estremo sacrifico entrò nel mondo degli Eroi. Ottenne “alla memoria” medaglia d’Argento al Valor Militare ed encomio. Questa la motivazione: “Sergente maggiore della XVI compagnia genio coloniale – Unico sottufficiale facente parte di una piccola colonna di artieri incaricata di riattamenti stradali, attaccato da rilevanti forze 4 volte superiori, ferito una prima volta, resisteva stoicamente per 13 ore, dando prova continua di coraggio e piena dedizione al proprio dovere. Coadiuvò il comandante nella maniera più esemplare, ed incitò i superstiti a resistere fino a che in un supremo sforzo di difesa, mentre si lanciava contro il nemico invadente, cadde colpito a morte sul posto. Esempio di ardimento e sprezzo del pericolo nel compimento del proprio dovere. – Torrente Sengià, 12 ottobre 1937-XV”. (Foto in evidenza: cartolina su “ Reparti Genio dell’Africa Orientale”)

Castelmauro (CB):
Fondato nel XII secolo, il borgo vide la costruzione di un castello nel XIII secolo, di proprietà dei Canzano. In origine il borgo era chiamato “Castelluccio Acquaborrana”.Nel 1885 assunse il nome attuale di Castelmauro.

Arte e storia:
-Palazzo ducale. L’ origine del palazzo risale alla seconda metà del XIII secolo, periodo in cui il Duca prese la decisione di edificarsi un castello nella località Castelluccio. Il luogo dove fu edificato si trovava nella parte più alta del territorio e quindi piu’ idonea per una fortificazione. Nei dintorni del castello, contadini e pastori crearono le loro dimore denominate casali.


Successivamente il castello fu dotato di una cinta muraria all’interno della quale furono costruite tre porte: la porta Castello, la porta Levatura e la porta del Popolo.
Dopo poco tempo il castello fu trasformato in un palazzo ducale dal Duca di Canzano poichè lo ebbe in assegnazione dal 1741 al 1815.


La struttura si erge su quattro livelli ed e’ interamente in pietra locale. Il castello non ha le sembianze di una fortezza infatti e’ privo di pareti a scarpa, di torrioni ed altri utili per le fortificazioni. Il portone di accesso al castello e’ in legno di quercia, puntellato con chiodi di grandi dimensioni di produzione artigianale. Su di esso si trova lo stemma della famiglia Jovine.


All’interno si trova un ampio cortile sul quale affacciavano gli ambienti che un tempo venivano utilizzati come granai e stalle invece le stanze situate al piano superiore sono molto piu’ spaziose e meglio rifinite basti pensare ai soffitti sostenuti da travi in legno e i pavimenti rivestiti in cotto.


Esso viene descritto con precisione nell’“istrumento” con il quale la Famiglia Jovine, nel 1809, lo rileva dai Duchi di Canzano. Antica sede della famiglia ducale, attualmente è diviso catastalmente tra privati e Chiesa parrocchiale. La costruzione costituisce una pregevole testimonianza storica della struttura di un’abitazione “signorile” risalente al XIV secolo»“. Soprintendenza Archeologica e per i Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici del Molise.

-Chiesa di San Leonardo confessore
Non sappiamo con esattezza la data di edificazione dell’edificio ma stando al fatto che la struttura presenta elementi in stile romanico con molta probablità le sue origini risalgono al XII secolo. Questa ipotesi è confermata anche da un documento che attesta che la chiesa è stata consacrata nel XV secolo per cui la sua edificazione è precedente al 1400.

Interno della Chiesa


Da recenti lavori di restauro si è scoperto che la chiesa fu costruita su una precedente struttura sacra, dato confermato dal ritrovamento di un abside risalente all’XI secolo. La tradizione vuole che il campanile a ridosso dell’edificio religioso sia stato costruito dai francesi.

Alla chiesa si accede tramite una scalinata che conduce al portale centrale affiancato quest ultimo da altri due ingressi.
La facciata è molto semplice, l’unica cosa che la distingue è un oculo che illumina internamente la navata centrale.


La chiesa fu costruita con blocchi di pietra di dimensioni molto piccole mentre il campanile è composto da cornici di marcapiano che scandiscono i tre livelli. Esso è dotato di quattro campane delle quali la piu’ antica fu fusa dalla fonderia Marinelli di Agnone.
Le coperture delle tre navate comprendono sei cupole per ciascuna e sono divise da sei colonne a spigolo.


Al di sotto del pavimento in corrispondenza delle sei cupole sono state rivenute delle sepolture delle quali l’ultima risale al 1854. La sepoltura dei sacerdoti, denominata “sepulcrum clericorum”, è sistemata frontalmente alla sacrestia.
All’interno della chiesa sono anche conservate le reliquie di Santi e Martiri.

Nell’area absidale è custodito un coro in noce risalente al 1715. Gli oggetti di grande valore sono l’altare maggiore, le cinque pale d’altare rivestite di oro zecchino e tre tele di autori napoletani. Davanti alla zona absidale vi è anche un pulpito interamente in legno.

-Santuario Rurale S. Maria della Salute
La chiesa ha un portale in pietra, opera di scalpellini calabresi, che fu donato da Mons.Giacomo e decorato in stucchi grazie ai finanziamenti di Mons.Pedicini.
Nel 1892 il portale è stato sottoposto a interventi di restauro. Il campanile fu eretto nel 1911 con una campana di 150 kg della Fonderia Marinelli di Agnone. Adiacente alla cappella vi sono ruderi di un convento francescano risalente al 1530, abbandonato dai frati che si rifugiarono a Larino, ove ne eressero un altro.


*Geremia Mancini – presidente onorario “Ambasciatori della fame”
*Mariateresa Di Lallo – giornalista pubblicista, appassionata di storia, usi e costumi medioevali e ricercatrice di tradizioni popolari molisane

Commenti Facebook