Le notizie di stampa emerse ieri sul sequestro che colpisce una società del trasporto pubblico extraurbano in Molise rappresentano l’ennesimo campanello d’allarme su una gestione del settore ormai fuori controllo. Un provvedimento grave, disposto dal GIP del Tribunale di Campobasso su richiesta della Procura della Repubblica, che coinvolge direttamente circa 200 lavoratori e altrettante famiglie, lasciate ancora una volta in una condizione di totale incertezza. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, il sequestro è legato all’omesso versamento delle ritenute previdenziali trattenute ai dipendenti e mai riversate all’INPS.
Una condotta di estrema gravità che colpisce diritti fondamentali dei lavoratori e mette a rischio il loro futuro previdenziale, a dimostrazione di un sistema che ha fallito nei controlli e nella vigilanza. Questa vicenda non è un caso isolato, ma si inserisce in un quadro preoccupante che vede il trasporto pubblico molisano attraversato da inchieste giudiziarie e criticità strutturali, come dimostra anche l’indagine che coinvolge la società SATI S.p.A. su presunte irregolarità nella gestione dei titoli di viaggio. Un accumularsi di fatti che rende evidente come il modello attuale di affidamento dei servizi non sia più sostenibile.
Di fronte a questo scenario, la Regione Molise non può continuare a limitarsi al ruolo di spettatore. Le responsabilità politiche e amministrative sono evidenti: per anni si è scelto di prorogare, rinviare e tamponare, senza affrontare in modo strutturale le fragilità del sistema, lasciando lavoratori e cittadini esposti alle conseguenze di gestioni opache e inadeguate. Come organizzazioni sindacali chiediamo con forza un confronto immediato e urgente con la Regione Molise.
È necessario assumere decisioni chiare e definitive, a partire dalla tutela occupazionale e contributiva dei lavoratori coinvolti e dalla garanzia della continuità del servizio pubblico. Ribadiamo con assoluta convinzione che il percorso verso una gestione in house del trasporto pubblico regionale non è più rinviabile ed è, a nostro avviso, la scelta più coerente per garantire un governo pubblico reale del settore.
In alternativa, qualora la Regione intendesse comunque procedere con l’affidamento tramite gara, l’unica opzione credibile è un bando a lotto unico, capace di attrarre operatori nazionali ed europei dotati di strutture, tecnologie e know-how adeguati, nettamente superiori rispetto a quello espresso dalle aziende locali che, come dimostrano i fatti, si sono rivelate complessivamente inadeguate. Solo un modello pubblico e trasparente, direttamente controllato dalla Regione, oppure una gara seria e competitiva a lotto unico, possono garantire legalità, certezza dei diritti, qualità del servizio e stabilità.
Faisa – Cisal Filt-Cgil Fit-Cisl







