Protezione Civile del Molise: Di Giacomo presenta interrogazione al Presidente del Consiglio

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Pubblichiamo  il testo dell’interrogazione  fattaal Presidente del Consiglio  sullo stato della Protezione Civile della Regione Molise che ripoprta come primo firmatario il senatore Ulisse Di Giacomo.
DI GIACOMO , ALBERTINI , TORRISI , DALLA TOR , AIELLO , MANCUSO , FORMIGONI , ROSSI Luciano
– Al Presidente del Consiglio dei Ministri. –
In merito alla situazione dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile della Regione Molise, si chiede di sapere:
– se corrisponda al vero che dal giugno 2013 il sistema risulterebbe di fatto ridotto all’inefficienza, per mancata revisione e manutenzione dei mezzi e delle attrezzature facenti parte del progetto finanziato dal Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri delle “colonne mobili regionali”;

– se corrisponda al vero che le reti di monitoraggio fisico del territorio, facenti capo al centro funzionale regionale (una delle poche strutture nazionali attivate, realizzate con il fondo per la protezione civile del Dipartimento), essenziali per la previsione e prevenzione degli effetti al suolo degli eventi meteorici che, in uno dei territori a più alto rischio idrogeologico del Paese, risultano indispensabili per scongiurare gli effetti potenzialmente devastanti per le popolazioni interessate (come l’alluvione del 2003, quando il sistema non era ancora stato realizzato) non verrebbero più manutenute, pur in presenza di programmi e piani di manutenzione approvati e finanziati col fondo per la protezione civile;
– se risponda al vero che la rete radio di comunicazione, facente parte del sistema di comunicazione di emergenza finanziato con fondi nazionali, non verrebbe più manutenuta, risultando così inefficiente e non più adatta a garantire le comunicazioni in emergenza;
– se corrisponda a verità il fatto che il carrello satellitare (facente parte del progetto di comunicazioni satellitari), che si è dimostrato indispensabile nella gestione delle emergenze (come il terremoto de L’Aquila e in Emilia-Romagna), non verrebbe più manutenuto, pur in presenza di fondi appositi stanziati dal Dipartimento della protezione civile;
– se risponda al vero che, nel passaggio da servizio regionale ad Agenzia regionale, non si conoscerebbe dove siano finiti i finanziamenti residui del fondo nazionale (diviso per Regione) per la protezione civile, necessari al funzionamento dell’intero sistema regionale;
– se corrisponda al vero che, pur in presenza di una pianta organica approvata dalla Regione Molise, in attuazione della legge regionale n. 12/2012, il personale precario del centro funzionale (dotato di alta professionalità acquisita in anni di lavoro presso la struttura) non sarebbe stato stabilizzato, e nel frattempo si continuerebbe a reclutare, con vari sistemi, personale non qualificato da adibire a servizi specifici e speciali come quelli forniti dalla Protezione civile;
– se risponda al vero che si sarebbe deciso di interrompere il rapporto con la società che gestisce la sala operativa regionale (sistema copiato anche da altre Regioni), minandone di fatto l’operatività sempre assicurata sulle 24 ore, senza un progetto alternativo e senza chiedersi se con gli attuali contratti del pubblico impiego sia possibile assicurare il servizio continuativamente per 7 giorni settimanali;
– se risponda al vero che non sarebbe possibile sapere dove siano finiti i progetti, tanto decantati dal Dipartimento, finalizzati alla creazione di presidi territoriali permanenti a difesa, controllo e salvaguardia di un territorio ad alto rischio sismico e idrogeologico;
– se risponda al vero che non sarebbe possibile conoscere dove siano finiti gli aggiornamenti periodici dei piani comunali di protezione civile e dei piani per gli incendi boschivi (con l’aggiornamento del catasto incendi), che per il passato hanno visto la Protezione civile del Molise essere al primo posto per numero di piani predisposti (100 % del territorio);
– se risponda al vero che non sarebbe possibile conoscere dove siano finiti i piani riguardo al dissesto idrogeologico, previsti dalla normativa ai fini della prevenzione di tale rischio in Molise (regione che ha il 98% del suo territorio esposto a tale rischio);
– quali provvedimenti il Governo, nell’ambito delle proprie competenze, intenda adottare in merito per garantire la sicurezza dei cittadini molisani.

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