Vertenze lavoro, Massimo Romano all’attacco del Governo regionale

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masssimo romano cd“Serviva una rivoluzione di politica industriale, invece assistiamo alla peggiore riproposizione di vecchie facce e di vecchie logiche”

Il Molise qualche anno fa balzava alle cronache nazionali a causa di abbondanti nevicate, ultimamente sono altri i motivi per cui emittenti nazionali si occupano della nostra piccola regione. Ma non serve guardare la televisione per capire lo stato della situazione di crisi che si sta vivendo. Nonostante la Regione Molise, abbia elargito e continua ad elargire fondi ad aziende, e questo è un argomento di cui ci occupiamo da anni, la gente continua a manifestare, a ricevere lettere di licenziamento, a “subire” la cassa integrazione. Abbiamo fatto un punto della situazione con Massimo Romano, ex Consigliere regionale, che anche da questa testata, ha denunciato alcuni comportamenti del governo regionale.

Più volte lei ha denunciato, da Consigliere regionale, milioni di euro spesi dalla Regione per salvare l’azienda avicola bojanese, ma senza alcun risultato. Oggi quale è la sua analisi sulla Gam/Solagrital?
Che siamo di fronte ad un disastro industriale e socio occupazionale che la politica sta drammaticamente sottovalutando. Al vertice della Regione siede oggi chi ha avuto, fino a ieri, responsabilità determinanti sulle sorti del polo avicolo matesino: sia a livello sindacale, ma anche professionale e manageriale, oltre che politico, in una sovrapposizione/commistione di interessi pubblici e affari privati che getta una luce sinistra sul ruolo e sulle scelte (o non scelte) della Regione. La continuità con il passato è lampante: per rilanciare Solagrital serviva una rivoluzione di politica industriale, invece assistiamo alla peggiore riproposizione delle vecchie facce e delle vecchie logiche”.
Continuiamo ad assistere a “Tavoli” istituzionali ma una reale soluzione secondo lei è possibile trovare?
” I tavoli abbondano e le promesse da marinaio si sprecano. L’altro giorno il Presidente della Regione ha preannunciato la svolta imminente, rassicurando tutti i lavoratori e l’indotto che il peggio era passato. Com’è finita? Che dopo qualche giorno il postino ha consegnato le lettere di licenziamento a centinaia di lavoratori, in molti casi monoreddito. La soluzione esiste, perché la filiera è sana e appetibile per un mercato – quello del pollo – che non conosce crisi e anzi è anticiclico (cioè tira anche e soprattutto nei momenti di crisi). Quello che manca è la volontà di risolvere il problema, come dimostra la circostanza che la Regione non ha fatto letteralmente nulla in questi 8 mesi, preservando attentamente ogni possibile azione nei confronti dei privati debitori per decine di Milioni di euro, e scaricando il disastro industriale e finanziario sulle spalle dei più deboli, cioè dei lavoratori”.
Un “cambio” al vertice della Regione Molise si è avuto. Ma la politica ha subito un’inversione di marcia?
” Le pare che sia cambiato qualcosa? La musica è la stessa, anzi peggiore, e perfino i suonatori sono rimasti gli stessi, trasmigrati da una parte all’altra e ovviamente accolti a braccia aperta in quel finto centrosinistra che ha riciclato moltissimi dei responsabili politico aziendali dei disastri industriali degli anni precedenti. Chi si aspettava una svolta, o almeno ci sperava, è stato completamente deluso. La luna di miele, ormai, è finita”.
Da più fronti si spinge la Regione ad uscire dalle “partecipate” ma praticamente è possibile? Cosa accadrebbe oggi alla Solagrital, all’Ittierre e allo Zuccherificio?
Compatibilmente con le previsioni di legge, la Regione può e deve sostenere il tessuto produttivo. Penso ad investimenti per rendere competitivo il sistema territoriale che oggi è proibitivo per chi volesse fare impresa perché la pressione fiscale è alle stelle (e l’attuale governo regionale ha ulteriormente aumentato tutte le aliquote dopo aver promesso che le avrebbe diminuite!), la burocrazia regionale completamente ingessata, e le infrastrutture praticamente inesistenti. Quello che non può più fare la Regione, è pagare i debiti dei privati, i soliti amici degli amici che si arricchiscono con i soldi pubblici a spese dei contribuenti e scaricando i debiti sui lavoratori”.
Notizia di questi giorni è che gli avventizi della Gam, ex Solagrital, sono stati licenziati. Quale è la posizione di questi dipendenti?
Sono distrutti, piegati in due, soprattutto dopo che avevano ricevuto rassicurazioni dalla politica che si sono rivelate completamente false. Uno di loro ci ha mostrato la busta paga di 97 centesimi…. Sulla vicenda specifica di più preferisco non dire, perché assisto legalmente alcuni di loro e dunque mi fermo qui”.
Cosa pensa della situazione dei 45 licenziati della Fondazione,che sono dovuti ricorrere ai contratti di solidarietà ?
Si tratta di soluzioni temporanee, e comunque valide solo sul piano sociale ma non su quello della riorganizzazione sanitaria che infatti è latitante. Il problema si riproporrà, purtroppo, tra qualche settimana. Esprimo apprezzamento per i lavoratori che hanno dimostrato un rispetto solidaristico reciproco che va riconosciuto, ma mi deprime leggere che certi politici hanno provato ad assumersene i meriti tentando di mettere il cappello anche sulle rinunce dei lavoratori”.
Per chiudere, un provocazione, secondo lei c’è bisogno delle troupe de Le Iene o dei servizi di Report per capire cosa sta succedendo in questa regione?
I riflettori della stampa nazionale illuminano zone d’ombra che spesso i manovratori preferirebbero tenere nascoste all’opinione pubblica. Ci sono attività dell’amministrazione regionale che se venissero alla luce sui media nazionali credo determinerebbero scandali di dimensioni inimmaginabili. Ma il Molise è troppo piccolo demograficamente ed economicamente per ottenere lo spazio che meriterebbe“.

MDL

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