Calcio e fisco, perquisizioni e 64 indagati. Accuse a Galliani, De Laurentiis e Moggi jr

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L’ipotesi di reato è evasione fiscale e false fatturazioni, sequestrati beni per 12 milioni di euro. Fiamme Gialle anche nella sede del Milan. Indagati anche Lavezzi e Crespo. Il procuratore: «Radicato sistema per evadere le tasse»
di Fulvio Bufi e Redazione Sport www.corriere.it

È di 12 milioni di euro l’ammontare complessivo dei sequestri operati in queste ore dalla guardia di finanza su delega della procura di Napoli nei confronti di dirigenti e calciatori di serie A e B e di alcuni procuratori calcistici.
Gli indagati
I sequestri operati sinora sono 58 ma gli indagati sono 64 e nell’elenco figurano, tra gli altri, l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, il presidenti di Napoli e Lazio, Aurelio De Laurentiis e Claudio Lotito, l’ex dirigente della Juventus Jean Claude Blanc, il procuratore Alessandro Moggi (figlio di Luciano Moggi), i calciatori ed ex calciatori Lavezzi, Milito, Mutu, Denis, Crespo. I reati contestati agli indagati sono esclusivamente di carattere tributario e sarebbero stati commessi durante le operazioni di compravendita di alcuni giocatori. Secondo gli investigatori il meccanismo della frode consisteva nel fare apparire il lavoro dei procuratori svolto nel solo interesse delle società alle quali fatturavano fittiziamente la loro prestazione d’opera di intermediazione. In questo modo le società potevano dedurre dal reddito imponibile le spese che risultavano a beneficio dei procuratori, e i calciatori potevano non dichiarare alcuni benefit ricevuti dalle società.
«Radicato sistema per evadere le imposte»
L’inchiesta, ribattezzata «Fuorigioco», è condotta dai pm della procura di Napoli Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. Secondo i pubblici ministeri esisteva un radicato sistema finalizzato a evadere le imposte, coinvolte 35 società calcistiche. L’inchiesta che ha portato ai provvedimenti di oggi nasce con la Guardia di Finanza che nel 2012 nelle sedi del Napoli e della Figc acquisisce i contratti di Ezequiel Lavezzi, ceduto dal Napoli al Psg, e del quasi sconosciuto attaccante argentino Cristian Chavez. Partendo da quella attività, nove mesi dopo, i finanzieri si sono presentati nelle sedi di 41 società di serie A e B per acquisire ulteriore documentazione. Gli investigatori parlarono di un «fenomeno generalizzato» nel calcio italiano, vale a dire la «progressiva ed esasperata» lievitazione degli oneri relativi agli ingaggi dei calciatori. E questo, era l’ipotesi investigativa, che avrebbe fatto sì che nel tempo si determinasse una situazione di squilibrio gestionale sul piano economico-finanziario che potrebbe aver spinto le società a compiere una serie di illeciti fiscali. L’attenzione della procura e della Gdf si è concentrata su diversi aspetti della gestione dei club: dalla ricostruzione dei rapporti tra società, procuratori e calciatori alle modalità di trasferimento di questi ultimi; dall’esame dei contratti alle modalità d’inserimento nei bilanci dei giocatori; dalle operazioni di compravendita e rinnovo alla gestione dei diritti d’immagine e dei diritti televisivi; dall’attività di scouting ai compensi per i calciatori qualificati come «fringe benefit».
Milan
Le prime reazioni delle società sono caute. Contatto dal Corriere l’amministratore delegato del Milan Galliani ha chiesto di rivolgersi all’avvocato della società rossonera Cantamessa che si è limitato a dire «non abbiamo alcuna paura».

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