Ankara, in piazza dopo la strage. I media: «Uno dei due kamikaze fratello di attentatore di Suruk»

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Proseguono le autopsie sui corpi delle vittime: finora identificate 52 persone. Oltre 100 i morti: bilancio destinato a salire. Cariche e lacrimogeni sui manifestanti scesi in piazza da www.corriere.it

Dopo la strage degli oltre cento pacifisti, ad Ankara, si cercano i responsabili dell’attentato più grave della storia della Turchia moderna. Un attentato che ancora non è stato rivendicato. Secondo il quotidiano filo-governativo turco Yeni Safak, che cita fonti degli inquirenti, uno dei kamikaze che si è fatto esplodere durante la marcia per la pace sarebbe un giovane di 20/25 anni. Secondo il quotidiano Milliyet, uno dei due kamikaze sarebbe una donna. Ma la notizia sembra smentita dalle dichiarazioni del capo del partito Chp di opposizione, Kemal Kiliçdaroglu, che ha incontrato il premier Ahmet Davutoglu.«Mi hanno detto che c’erano due kamikaze, entrambi uomini. Tuttavia, non hanno fatto i nomi di alcuna organizzazione», ha spiegato nel corso di una conferenza stampa. La polizia turca sospetta anche che uno dei due kamikaze fosse il fratello più grande dell’attentatore suicida di Suruc, al confine con la Siria, dove il 20 luglio scorso 34 persone morirono in un altro attacco terrorista. Lo riporta il giornale turco Haberturk. Stando a fonti di polizia citate dal quotidiano, il tipo di esplosivo utilizzato e la scelta dell’obiettivo dell’attacco sembrano far risalire a un gruppo nella sfera dello Stato islamico, noto come «Adiyaman ones», il cui nome si riferisce alla provincia di Adiyaman nel sudest della Turchia.

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