L’occhio che uccide/ Truffa immobiliare nel Molise, grazie al solito noto

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E’ un genio della truffa. E’ molisano, benché acquisito ed è uno degli artefici della più grande truffa della storia di questa piccola regione. Oggi, infaticabile, ha cambiato genere e settore nonostante  gli anni che inesorabilmente passano.  Lo schema, che colpisce ignare famiglie desiderose di mettere i loro risparmi al sicuro nel mattone, funziona più o meno così. Realizzo un immobile, molto bello, molto prestigioso. Lo vendo a prezzi assolutamente imbattibili, anche in un periodo di crisi del mercato edilizio. Nel frattempo, con scuse e artifizi a volte risibili, non pago nessuno degli artigiani e delle ditte che realizzano l’immobile per conto mio. Intanto però vendo a rotta di collo tutto quello che riesco a vendere di questo immobile. Tutto regolarmente, tutto davanti a stimati e ignari notai.Poi chiudo la ditta proprietaria dell’immobile e porto i soldi altrove, forse all’estero. Parliamo di milioni di euro. Essendo il truffatore un esperto della giustizia italiana, ed essendo anche molto ammanicato con la stessa giustizia (non ha mai ricevuto nemmeno un avviso di garanzia per la truffa più grande del secolo) sa benissimo che le azioni giudiziarie dei creditori, degli artigiani che hanno lavorato per lui e che non sono stati pagati impiegheranno anni per arrivare a qualche definizione. E quindi che succede? Lui prende i soldi e scappa, gli ignari acquirenti riceveranno invece una citazione da parte dei creditori del truffatore che avvieranno azioni revocatorie per avere ragione dei loro diritti. In pratica gli acquirenti pensano di poter pacificamente godere della loro proprietà, sono andati dal notaio, la proprietà e loro ma non sanno, fino a quando un ufficiale giudiziario si presenterà alla loro porta che hanno acquistato un immobile  con un’amara sorpresa dentro. Ma intanto il solito noto, impune e protetto dalle schifose elite al potere in Molise, se la ride e magari da un lontano luogo esotico si fa servire l’ennesimo cocktail a bordo piscina. Così vanno le cose così devono andare, almeno in Molise. (Aigor)

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