Mamme povere, in Italia fenomeno in crescita

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In Italia sono 4.2 milioni le donne povere di queste 1.678.000 sono madri, circa 1 milione di esse ha almeno un figlio minorenne: l’86,3% vive in coppia, il 7,5% è sola, il 6,2% in famiglie allargate, la maternità può diventare causa di povertà, per molte donne incide sui livelli occupazionali femminili, che diminuiscono sensibilmente. Il nostro paese presenta numeri in generale buoni, tanto che si posiziona al 17esimo posto dell’Indice delle Madri, e molto buoni rispetto ad alcuni singoli parametri, come per l’appunto il rischio di mortalità materna, il tasso di mortalità infantile (4 su 1000 nati vivi), o i tassi di iscrizione alla scuola secondaria (100%) ,se però spostiamo lo sguardo sulle condizioni sociali delle donne e dei bambini, scopriamo che un numero non insignificante di questi non vive per niente bene e che è in ripresa la povertà fra le madri, soprattutto con bambini. Il divario occupazionale femminile in Italia aumenta con l’aumentare del numero dei figli: il tasso di occupazione femminile è pari al 65% in assenza di figli, ma diminuisce al 60,6% e al 54,8% nel caso, rispettivamente, di uno e due figli, per crollare al 42,6% quando i figli sono almeno tre. Le difficoltà economiche emergono quando si guarda alle esigenze del bilancio familiare, fra le mamme in coppia con un bambino piccolo, per esempio, il 18,6% non ha i soldi sufficienti per fare fronte a tutte le spese del mese; il 16,3% ha pagato in ritardo almeno una bolletta; il 10,3% non è stato in grado di sostenere con regolarità le spese scolastiche dei figli; il 5% non ha potuto acquistare sempre generi alimentari. Nel caso di madre sola con almeno un figlio minore la situazione è ancora più grave, con gli indicatori di deprivazione che salgono ulteriormente: il 44% arriva a fine mese “con molta difficoltà”, quasi il 31% è in arretrato con le bollette, il 25% non ha avuto soldi per spese mediche, il 21% per le spese scolastiche. Se si sposta l’attenzione sul mondo, emerge l’enorme divario che vede in cima alla classifica Norvegia, Australia, Islanda, Svezia, Danimarca, Nuova Zelanda, Finlandia, Paesi Bassi, Belgio, Germania, che rappresentano i 10 paesi dove madri e figli godono delle migliori condizioni di vita,alle ultime posizioni, ci sono Afghanistan, Niger, Chad, Guinea Bissau, Yemen, Repubblica Democratica del Congo, Mali, Sudan, Eritrea, Guinea Equatoriale dove i dati sono allarmanti: Il 60% delle nascite avviene senza l’assistenza di personale specializzato; 1 mamma ogni 23 muore per cause collegate alla gravidanza e al parto; 1 bambino su 6 perde la vita prima di aver compiuto 5 anni; più di 1 minore su 3 soffre di malnutrizione; 1 bambino su 5 non va a scuola; in media una donna ha 5 anni di studio; 9 madri su 10 con molta probabilità vedranno morire un loro figlio. Si stima che attraverso misure semplici e a basso costo, circa 250.000 donne e 5.5 milioni di bambini che oggi muoiono potrebbero salvarsi: basterebbero assistenza specializzata al momento del parto, vaccini e trattamenti per polmonite, diarrea e malaria, allattamento esclusivo al seno.
Alfredo Magnifico

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