Prevenzione dei reati in genere: prosegue l’incisiva e capillare attività di controllo del territorio cittadino

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Nell’ottica di una continua e sempre più efficace prevenzione dei reati in genere, caparbiamente perseguita dalla Polizia di Stato di Campobasso, è proseguita l’incisiva e capillare attività di controllo del territorio in ambito cittadino, ulteriormente incrementata nel corso della settimana che volge al termine.
Il Questore Pagano, infatti, ha disposto – in questo capoluogo – servizi straordinari di controllo del territorio finalizzati a garantire una maggiore sicurezza e a contrastare ogni forma di illegalità, rafforzando, con una più organica presenza di operatori della Polizia di Stato, la percezione di sicurezza nella collettività.
La specifica attività è stata espletata prevedendo una mirata dislocazione di pattuglie sul territorio con l’impiego contemporaneo e sinergico di personale appartenente ai diversi uffici della Polizia di Stato della provincia.
In tale contesto sono stati operati numerosi posti di controllo ed effettuata una vigilanza dinamica presso punti strategici e ritenuti maggiormente a rischio, sia in ambito cittadino che lungo le arterie stradali di accesso alla città.
Il dispositivo ha portato ad una importante attività di prevenzione e contrasto del crimine in genere che ha consentito di identificare circa 350 persone, controllare oltre 200 veicoli ed elevare numerose contravvenzioni al Codice della Strada.
In tale contesto operativo, tre soggetti di origini campane sono stati deferiti all’A.G. per violazione di un provvedimento del Questore di “divieto di ritorno” nel Comune di Campobasso con scadenza nel 2019 e pertanto ancora in vigore. Presso un noto centro commerciale del Capoluogo, alcuni avventori avevano infatti segnalato la presenza dei tre uomini che si aggiravano tra le auto in sosta del parcheggio coperto, proponendo la vendita di merce. All’arrivo della Volante della Polizia, i predetti si davano a precipitosa fuga, cercando di nascondersi. Raggiunti e fermati dagli operatori, a loro carico risultavano al controllo numerose segnalazioni tra le quali, appunto, il suddetto “divieto”, per cui si procedeva alla contestazione dell’illecito amministrativo con il conseguente sequestro della merce.

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