Sanità, Comitato San Timoteo: impensabile realtà!

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Quanto accaduto negli ultimi giorni, all’Ospedale S. Timoteo di Termoli, non essendo uno scherzo, dimostra come l’impensabile diventa una dura e triste realtà. Da quanto è dato sapere, Giovedì 14 aprile u.s. la Direzione Sanitaria dell’Ospedale S. Timoteo di Termoli ha emesso una disposizione di sospensione, fino a lunedì 18 p.v., dei ricoveri nelle unità operative di Pediatria e Ostetricia-Ginecologia, escludendo di fatto la possibilità alle partorienti di mettere alla luce a Termoli i nascituri. Con tale dispositivo, il direttore di Pediatria e Ostetricia-Ginecologia in accordo con il Pronto Soccorso dovrà “convogliare” le partorienti all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Di questo è stato avvisato preventivamente il direttore sanitario del Cardarelli che per questo fine settimana potrebbe dover accogliere e assistere partorienti che non possono essere ricoverate nell’Ospedale S. Timoteo.
Quanto accaduto è molto grave e con possibili gravi conseguenze: non essendoci la garanzia, sempre, di poter nascere al S. Timoteo di Termoli, in futuro la scelta delle partorienti del basso Molise, ricadrà, sin dall’inizio della gestazione, a favore dei vicini ospedali di Vasto, S. Giovanni Rotondo, ecc… Ciò potrà pregiudicare molto il rispetto dello standard delle 500 nascite all’anno per poter conservare l’unità operativa di Ostetricia-Ginecologia e Pediatria. Con chiarezza si evidenzia lo stato disagio in cui versa l’Ospedale S. Timoteo, unico, di fatto, presidio ospedaliero dell’intero basso Molise. La carenza di personale sanitario in servizio è giunta al punto da non consentire il ricovero a cittadini bisognosi, per assenza giustificata (malattia) degli operatori sanitari.
Ora viene da chiedersi cosa deve ancora accadere per indurre l’intera classe dirigente preposta ad uscire dal torpore, ormai decennale, e definire con urgenza un nuovo Piano Sanitario Regionale, e il programma operativo, capace di tutelare la salute di tutti i cittadini, ridurre i disagi a tanti molisani costretti ancor più ai “viaggi della speranza” . Con quanta amarezza constatiamo che a nulla hanno prodotto i nostri ripetuti appelli e richieste di attenzioni per l’ospedale San Timoteo di Termoli! Essendo struttura di “frontiera”, quindi strategica per la mobilità, può ridurre il flusso dei molisani verso le strutture extraregionali e nel contempo essere attrattivo per cittadini extraregionali. Ciò comporterebbe la crescita della mobilità attiva e la diminuzione di quella passiva, con tutti i benefici economici e la riduzione del disavanzo di gestione, circa 50 milioni di euro, che da un decennio annualmente si registra.
A sostegno di ciò ripetutamente questo Comitato ha paventato il rischio che l’Ospedale S. Timoteo corre con l’imminente realizzazione del nuovo ospedale DEA 1° livello nella vicina Vasto. Si avrà che i 100 mila cittadini del basso Molise saranno attratti da questo nuovo presidio sanitario, raggiungibile in pochi minuti, facendo crescere la mobilità passiva, il tutto a favore del vicino Abruzzo. Restando al fatto di cronaca e parafrasando una nota pagina facebook, si potrà così dire ” Sei di Termoli se … sei nato a Vasto !”. Ad oggi tutto ciò risulta inascoltato, disatteso, mentre si registra ancora: la crescita dei disagi del personale in servizio, dei disservizi ai cittadini fino alla gravissima sospensione dei ricoveri di questi giorni.
Dopo le ultime vicissitudini assistite sulla “famigerata” integrazione Cardarelli-Fondazione, si ha l’impressione che si voglia continuare, come in passato, a temporeggiare, oltre a dimostrare incertezze nelle scelte coraggiose da compiere nella programmazione sanitaria, quasi a rendere ad un nulla di fatto la proposta in via di definizione del P.O.S. 2015-2018, come già avvenuto in un recente passato con il P.O. 2013-2015. E’ inconcepibile che l’intera programmazione sanitaria regionale possa dipendere, se pure importante, dalla definizione del rapporto Cardarelli-Fondazione! Parimenti è quantomeno inopportuno, per non dire altro, strumentalizzare la tutela della salute dei cittadini per altro fine: politica, partito, carriera, tutela di posizioni acquisite, ecc…
E’ grande il rischio di annientare la positività raggiunta con la condivisione della proposta del P.O.S. 2015-2018 da parte del Tavolo Tecnico Interministeriale e l’approvazione del Ministero della Salute. Ancor più grave risulterebbe perdere la fiducia che le altre Regioni ci hanno accordato assegnando al Molise, per il prossimo triennio, 78 milioni di euro del fondo di solidarietà per consentire entro il 2018 di raggiungere l’equilibrio di gestione nella sanità.
Se dovesse perdurare l’assenza di risposte, ai cittadini di Termoli e del basso Molise non resta che augurarsi l’ormai prossima realizzazione del nuovo ospedale DEA 1° livello di Vasto, per avere maggiore certezza di soddisfare le esigenze di salute, pur consapevoli di fare crescere il disavanzo gestionale nel settore sanità. Considerato che il settore Sanità rappresenta circa l’80% dell’intero bilancio regionale, si può prefigurare il “fallimento” del Molise e la perdita dell’autonomia regionale, con buona pace della classe politica e dirigenziale che continua a ritenere possibile difenderla come finora fatto: “a chiacchiere”.
Ulteriore sconcerto si prova nel registrare, anche in questo occasione, il silenzio assordante dei rappresentanti ed eletti, del basso Molise, nelle varie istituzioni: Parlamento, Regione, Provincia, Comuni, ecc…. L’impressione è che i nostri rappresentanti siano distratti e presi da altri progetti e/o obiettivi da raggiungere, dimenticando, forse, che per ogni cittadino il valore più importante da tutelare è: salute e benessere.

Conserviamo l’impegno a vigilare e collaborare, nelle nostre possibilità e nei modi consentiti, torniamo a sollecitare responsabilità e impegno da parte dell’intera classe dirigente molisana, comitati, associazioni, ecc.., per raggiungere l’unico obiettivo: la tutela della salute dei cittadini.

Nicola Felice Presidente Comitato San Timoteo

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