Torna il “Brand Journalism” di Roberto Zarriello con una seconda edizione del libro, aggiornata e ampliata

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Perché il giornalista deve essere pronto ad accettare nuove sfide, consapevole che il mondo dell’informazione è cambiato. Se ne è parlato al Web Marketing Festival 2019 di Rimini e se ne parlerà a Termoli. Giovedì 4 luglio, ore 9 – 13, c/o la Sala Adriatico dell’Università degli Studi del Molise.

Era il 2016 quando per la prima volta l’argomento brand journalism superava l’oceano atlantico e approdava in Italia, racchiuso in un libro di Roberto Zarriello intitolato “Brand Journalism. Storytelling e marketing: nuove opportunità̀ per i professionisti dell’informazione”.

Dopo tre anni quel titolo ritorna con una seconda edizione, scritta da Zarriello in collaborazione con Martina Galletta e Anna Laura Maffei (edita da Centro di Documentazione Giornalistica), in uno scenario più maturo e con presupposti assolutamente nuovi.

“In questi tre anni ho avuto la possibilità di sperimentare il brand journalism in diversi ambiti: da quello giornalistico con brand locali e nazionali alla comunicazione di impresa. Il brand journalism è anche la rivoluzione culturale di imprese che oltre alla promozione e al marketing, cominciano a comprendere il proprio ruolo sociale nella sfera pubblica al di là della comunicazione. Si tratta di una grande opportunità in primis per due categorie professionali: i giornalisti e gli imprenditori”, scrive Roberto Zarriello nelle conclusioni alla seconda edizione del libro.

Questo perché il giornalista di oggi deve essere pronto ad accettare nuove sfide, consapevole che il mondo dell’informazione è cambiato. E le opzioni, secondo l’autore, sono due: “o restare dinosauro e attendere l’estinzione che prima o poi arriverà, o aggiornarsi e farsi trovare pronto quando la nuova editoria digitale avrà bisogno di lui”.

In questi anni, infatti, è nata una letteratura a riguardo, in rete continuano a fiorire contributi in blog specializzati e non, sempre più corsi di formazione giornalistici includono il brand journalism tra gli argomenti centrali e sempre più studenti lo scelgono come tema delle proprie tesi, oltre ad essere argomento di molti eventi e festival del settore marketing e/o giornalistico.

Il Web Marketing Festival 2019 di Rimini, svoltosi il 21 e 22 giugno scorsi, ha dedicato una sala al Brand journalism e allo storytelling in cui Zarriello è stato uno dei relatori con uno speech intitolato “Brand Journalism: quando la tua azienda è una media company”.

Giovedì 4 luglio a Termoli si terrà un incontro formativo – organizzato dall’Università degli Studi del Molise e dall’Ordine dei Giornalisti del Molise – su “Brand journalism e nuove opportunità” che vedrà la partecipazione di Roberto Zarriello.

Il libro di Roberto Zarriello è importante – scrive nella prefazione Davide Bennato (docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, vicepresidente del corso di Laurea in Scienze e Lingue per la Comunicazione c/o l’Università di Catania – Dipartimento di Scienze Umanistiche) – perché è un ottimo strumento per orientarsi nell’incrocio tra giornalismo e marketing, provando a capire come il dialogo fra queste due anime possa essere importante per il ruolo delle aziende contemporanee. Ovviamente è un dialogo che può sollevare questioni controverse, ma il libro ha di bello che senza nascondere i problemi che questo approccio pure solleva, mette in evidenza le opportunità che si aprono, che non sono altro che una risposta ad un mondo sempre più complesso che chiama a sfide sempre più importanti”.

Ad arricchire la seconda edizione del libro è anche la postfazione a cura di Daniele Chieffi, Head of Digital Communication Agi e membro del Consiglio Direttivo Nazionale Ferpi, che scrive: “Il giornalismo di marca non è mai stato e mai sarà una svendita della professione giornalistica. Viceversa è il riconoscimento del valore di una professione, che per natura è al servizio del lettore e che quindi ben interpreta la necessità delle aziende di produrre comunicazione che sia al servizio dei propri stakeholders e non più, solo, dei propri interessi. L’unica regola aurea che deve essere sempre rispettata è la trasparenza. Chi produce contenuti per un’azienda, chi scrive articoli, post, testi, immagini, infografiche, video, animazioni deve sempre esplicitamente dichiarare che lo fa per un’azienda e che è quindi interprete e portatore inevitabile degli interessi di questa”.

Roberto Zarriello

Imprenditore digitale, saggista e giornalista, è considerato il maggior esperto italiano di Brand Journalism. Ha fondato startup come Digital Media e InstaGo, ha creato e dirige la prima Digital Academy del Sud (main partner Conad, Tiscali, Resto al Sud) sul talento digitale, lanciato il primo think tank sul giornalismo e la comunicazione digitale (Comunicatori Digitali Associati in collaborazione con GSA). Docente di Comunicazione Digitale e Social Media all’Università Telematica “Pegaso” e in vari master universitari (Roma, Ferrara, Foggia, Unimol, Milano). È stato formatore per la Corte Costituzionale (ufficio stampa 2.0 e social media) e Web Editor dell’Isola d’Elba occupandosi di riscrivere e riprogettare l’intero processo di comunicazione è relativo piano editoriale. Ha collaborato con le Cattedre di Organizzazione e Comunicazione degli Uffici Stampa e di Pianificazione Media e Comunicazione allo Sport della Facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma. È stato speaker e moderatore di molti eventi sul digital negli ultimi 15 anni tra cui Web Marketing Festival, Festival del Giornalismo, SMAU, Ninja Talk, e una serie di convegni e conferenze con Ordine dei Giornalisti (in 10 regioni italiane), Centro di Documentazione, Primo Piano Formazione, TVLP (anche all’ambasciata USA in Italia) fino a organizzare “La Battaglia delle Idee” evento che ha visto radunate a Salerno oltre 1.000 startup e agenzie di marketing digitale. Scrive di comunicazione, web e nuove tecnologie su ‪HuffingtonPost.it e coordina il social media team di ‪Tiscali.it come consulente. Dal 2003 collabora con il gruppo Espresso, con cui ha creato il progetto “Città 2.0” su Repubblica. Segue diversi progetti editoriali dedicati  alla cultura e all’innovazione. Ha coordinato fino al 2017 la prima Commissione sulla didattica digitale del MIUR istituita dall’USR Molise. Nel 2015 ha ricevuto il premio Giornalistico Nazionale ‘Maria Grazia Cutuli’ per la categoria “Web, Editoria digitale”.

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