“Come uno stormo di uccelli…”. Continua con successo la mostra sull’emigrazione

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mostra dambro“Una sola idea nuova è penetrata testè, quella dell’emigrazione, la quale aiutata dal fatto di qualche risultato favorevole, poteva divenire minacciante per la prosperità di questi luoghi. Così queste popolazioni non potendo entrare in massa nel gran movimento delle idee e di utilità del proprio paese, trovano più comodo mandare esploratori nel nuovo mondo; nè sarebbe strano che ove potentemente non fosse aiutato il loro sviluppo e progresso nel luogo ove nacquero, si levino un giorno come uno stormo di uccelli per traversare a schiera l’oceano”. Così, in una nota, scriveva Francesco Contin nei primi anni settanta del 1800 quando era sottoprefetto per la Provincia di Campobasso e si trovava ad analizzare il crescente fenomeno dell’emigrazione.

La mostra “La mia seconda Patria” curata dallo storico Antonio D’Ambrosio ripercorre attraverso una sintesi – necessaria – per la semplificazione dei contenuti, il processo storico dell’emigrazione dei molisani nel mondo. Partendo dagli avvenimenti socio-politici di un’Italia post-unitaria, si arriva a ridosso degli anni settanta del 1900, con la relativa industrializzazione del nord Italia, cui condizionò i flussi migratori dell’Italia meridionale. “Secondo le stime dal 1870 al 1970 emigrarono all’incirca 600.000 correggionali, senza considerare il dato oggettivo delle partenze organizzate prima del 1870. Uomini e donne che, con tanti sacrifici e con grande tenacia, hanno costruito pezzi importanti della storia mondiale del ‘900. Arturo Giovannitti e la lotta per l’emancipazione della classe operaia degli Stati Uniti d’America; persone che hanno faticato non poco ad integrarsi nei remoti approdi del loro migrare: l’Argentina, il Brasile, il Venezuela, e che hanno pagato il tributo più alto e ingiusto, in condizioni di lavoro disumane, e spesso con la vita , come testimoniano le grandi tragedie di Monongah e Marcinelle. Ma anche successi legati alle attività produttive, ad esempio la formazione di un mercato mondiale delle industrie alimentari molisane (Antonio D’Ambrosio)”.
Quindi il progetto espositivo assume un’importanza fondamentale, sia per un riconoscimento “identitario per e nella Regione Molise”, e quale miglior momento per compiere quest’attività di divulgazione, in virtù della ricorrenza del 27 dicembre 2013, giornata nella quale si chiuderanno le celebrazioni per i cinquantanni dell’autonomia regionale; e sia per la conoscenza di un frammento della storia moderna internazionale e in particolare quella italiana. A completare il percorso informativo un focus sulla civiltà contadina, codesto, inquadrato nell’ambito dell’antropologia culturale, impreziosita da alcune testimonianze fotografiche del fotografo Frank Monaco. L’esposizione didattica è supportata da abiti d’epoca di fine ‘800 inizi ‘900, oggetti (una lampada salvavita dei minatori degli anni ’50), documenti e fotografie inedite.

La mostra è rivolta a tutti e rispetta i seguenti orari: dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 -13.00; 17.00 – 20.00. Lunedì su prenotazione.
Per info e prenotazioni 3386571359.
“La mia seconda Patria”
dal 25 ottobre al 30 dicembre 2013
ex GIL
Via Milano, 15
Campobasso

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