Udc, partito d’altri tempi…

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Di-Pietro Velardi2La scorsa settimana abbiamo assistito ad una straordinaria fiction andata in onda su diversi schermi. “Udc, tutta un’altra storia.” Dopo un silenzio assordante, politicamente parlando, del Partito di Casini, è arrivato a Campobasso l’ex Assessore Velardi con un folto gruppo di amministratori al seguito per  a dare la sveglia ai dormienti del suo partito, con in testa il Segretario Regionale, da lui fatto eleggere un anno prima, Teresio Di Pietro. Dopo la sua non rielezione in Consiglio Regionale, causa collocazione sul listino maggioritario, Velardi ha ceduto il passo sul proporzionale a Pippo Sabusco, che fin ora non ha disdegnato qualche votazione con la maggioranza.

C’era anche lui, comunque, Sabusco, al Centrum Palace accanto a Velardi a chiedere un passo indietro al Segretario Regionale colpevole, a detta loro, di non aver mai convocato un direttivo, mai coinvolto la base del Partito anche in occasione di appuntamenti elettorali, trascurando le sorti del gruppo “incazzato” che comunque continua a vantare in Molise amministratori sul territorio ed a vari livelli.
All’indomani della conferenza stampa  e del Congresso romano, Di Pietro non si è scomposto ed ha provato a difendersi, affermando che l’Udc è anche altro, oltre a chi si è visto alla conferenza del Centrum Palace, promossa da Velardi. Comunque questo “altro”  non riusciamo a leggerlo perché, esclusi i partecipanti al vivace incontro di sabato scorso (tra cui spuntavano i termolesi Cocomazzi e Ferrazzano e di 4 consiglieri comunali a loro seguito, i sindaci di Guglionesi e San Felice del Molise, quest’ultimo non presente fisicamente ma daccordo, Pippo Sabusco, Franco Giorgio Marinelli, il segretario provinciale Costanzo Pinti), fatichiamo a immaginare chi possa essere ancora in quel Partito insieme a Teresio di Pietro. Mimmo Izzi da Isernia forse. Altro ex consigliere che sembra essere stato  sponsor di Luigi Brasiello dopo una lunga e proficua collaborazione con Michele Iorio e la sorella Rosetta.
Comunque, a seguito del Congresso romano di domenica scorsa,  in cui si è capito che Casini, anche questa volta attende non si sa cosa, a livello locale l’Udc fa acqua un po’ da tutte le parti ed è dovuto tornare Velardi a fare la voce grossa.
Di Pietro, dal suo canto,  fa sapere che a lui è stata concessa dai vertici uddiccini la prosecuzione della gestione molisana per traghettare il Partito verso i lidi che saranno stabiliti nei prossimi appuntamenti (?), mentre la cordata avversa, la vede in altro modo. Ovvero che si tratta di una soluzione di circostanza, con l’augurio che l’anima del Partito, quella del Centrum Palace, che ha le tessere ed i voti insomma, non abbandoni il gruppo.
Ora attendiamo le prossime mosse del Teresio da Montenero, che spesso e volentieri passa a salutare Paolo Frattura in Consiglio, per comprendere come riuscirà a salvare sé ed un Partito camaleontico come il suo.

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