Sanità in Molise, Di Giacomo: Game over

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Sembrano lontani anni luce i tempi in cui  De Vita, Cotugno e Giardino,  sindaci rispettivamente di Agnone, Venafro e Larino, venivano in Regione per protestare contro la paventata chiusura anche di un solo posto letto nell’ Ospedale del loro Comune. Tempi in cui l’ Assessore alla Salute dell’epoca andava a Roma non per chinare la testa davanti ai burocrati ministeriali ma per difendere il proprio territorio e la propria organizzazione sanitaria al Tavolo Tecnico interministeriale, mentre in Molise l’opposizione di sinistra  quotidianamente scendeva in piazza e nelle strade, con lenzuola e cartelli, al grido di “ Giù le mani dalla Sanità e dagli Ospedali”,  e Di Pietro passava il tempo a presentare  interrogazioni nelle aule parlamentari.  Poi più nulla. Un silenzio di tomba.  Qualcuno su queste marce di protesta ha costruito la propria carriera politica ( vedi i nuovi sindaci dei comuni interessati ), qualcun altro, come Frattura, per non essere sostituito come Commissario, si è fatto imporre dai Ministeri  tutta gente di fuori regione:  i Sub Commissari, il Direttore Generale e il Direttore Sanitario dell’Asrem, il Direttore della Sanità. Tutti uniti da un solo obiettivo imposto dal Tavolo Tecnico: chiudere la maggior parte delle strutture sanitarie e cambiare (in peggio)  la sanità molisana. Ed ecco che dopo quasi un decennio, come d’incanto, il Tavolo Tecnico non fa più la faccia cattiva nei confronti del Molise e detta le sue regole, con la complicità di Frattura e nel disinteresse di chi avrebbe dovuto difendere la propria organizzazione sanitaria. E’ così che a Roma nasce “Il nuovo modello di Sanità del Molise”, di cui l’architetto di paese si fa promotore. Un modello che disegna questo quadro desolante:
-Ospedale di Venafro:  chiuso. Al suo posto, con buona pace di Vaccone e Sorbo, rimarrà un poliambulatorio, con qualche  pl per Riabilitazione e Lungodegenza per  malati di Alzheimer.
-Nessun presidio per acuti, che di volta in volta verranno trasferiti in ambulanza all’Ospedale di Isernia.
-Via anche il Pronto Soccorso, sostituito da un Punto di Primo Soccorso gestito dal 118.Il personale, non più necessario, verrà trasferito ad Isernia o dove servirà.
-Ospedale di Larino: chiuso.Sostituito da un Poliambulatorio, da una RSA e da Lungodegenti. Oculistica sarà depotenziata ad ambulatorio.   Soppresso il Pronto Soccorso, sostituito da un Punto di Primo Soccorso tenuto dal personale del 118.  Il personale in eccesso sarà trasferito a Termoli o a Campobasso.
Ospedale di Isernia: chiudono da subito Neurofisiopatologia e ORL. Nel 2017 sarà soppresso  il punto nascita, con la chiusura del Nido, di Pediatria e di Ostetricia –Ginecologia. Il personale sarà trasferito altrove.
-Ospedale di Campobasso: chiuso e trasferito nei locali della Cattolica.Il Dipartimento  Cardiologico ( Cardiologia, Cardiochirurgia, Chirurgia Vascolare ) e il Dipartimento Oncologico ( Oncologia, Chirurgia Oncologica ) saranno gestiti dalla Cattolica, gli altri dal Cardarelli, in una sorta di  “integrazione pubblico-privato”  di cui non si conoscono né i confini né i particolari, ma con la certezza che l’intera spesa sarà a carico del pubblico.
Frattura firmerà un mutuo trentennale per circa 300 milioni di euro, a valere o su un aumento delle imposte per i Molisani oppure su una riduzione del trasferimento del Fondo Sanitario Regionale.  Nell’uno e nell’altro caso sarà una misura non sopportabile dal Molise. Ma a Frattura non interessa.  Tanto lui non ci sarà più a risponderne.
Ancora grazie, Frattura.
Sen. Ulisse di Giacomo

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