Riccia vola in Belgio per firmare la Carta dell’Amicizia. Incontro con la comunità riccese di Chapelle Lez Herlaimont e con i suoi amministratori

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Il 2 2015 Dicembre Micaela Fanelli, sindaco di Riccia, e Karl De Vos, borgomastro di Chapelle Lez Herlaimont, segneranno una data storica per le due comunità. I due primi cittadini firmeranno a Chapelle, un importante centro vallone nel Belgio, la Charte d’Amitié / Carta dell’Amicizia. Questo il testo: “Con lo spirito di democrazia, considerando che l’opera della storia deve proseguire in un mondo allargato, ma che questo mondo potrà essere veramente umano soltanto se gli uomini vivranno liberi in città libere, in questo giorno, prendiamo l’impegno di mantenere dei legami permanenti tra i nostri comuni, di favorire in ogni campo gli scambi tra i loro abitanti per sviluppare tolleranza, rispetto mutuale e prosperità”.
A favorire l’incontro la presenza nel paese di un buon numero di residenti con origini riccese, porzione di quel consistente gruppo di persone che tra gli anni Cinquanta e Sessanta si spinsero in Belgio in cerca di lavoro. La maggior parte di loro si diresse nella regione della Vallonia, dove era più alta la concentrazione di miniere di carbone, e molti vi si stabilirono raggiunti dai parenti o mettendo su famiglia, fino ad ottenere la cittadinanza con quel transito naturale tra prima e seconda generazione di emigrati.
L’iniziativa, che prelude ad un vero e proprio gemellaggio tra le due cittadine, è stata preceduta dal Consiglio comunale del 18 novembre scorso durante il quale il sindaco ne ha illustrato le finalità e i contenuti e ha anche invitato tutti i consiglieri e i cittadini interessati a prenderne parte. Alla cerimonia, che si svolgerà nella sala consiliare del Municipio di Chapelle, seguirà un momento ricreativo che avrà il suo culmine in serata con il concerto di Giuseppe “Spedino” Moffa & Compari.
L’incontro, come ha ribadito Michela Fanelli, mira sia a rinforzare il legame con i concittadini residenti in Paesi stranieri, sia a favorire una serie di scambi imprenditoriali, culturali e turistici con le località che vedono una più consistente presenza degli stessi. La scelta della data si è poi combinata con l’istituzione da parte della Giunta regionale della Festa regionale dell’emigrante, fissata per il 6 Dicembre di ogni anno.
Durante il Consiglio comunale, sempre nell’ambito della discussione in merito alle iniziative da intraprendere in favore degli emigrati, è stata votata all’unanimità una manifestazione d’interesse, su proposta del consigliere delegato alla cultura Antonio Santoriello, per la costruzione di un Monumento all’emigrante. Santoriello, ha velocemente delineato la storia dell’emigrazione riccese, non dissimile da quella dei tanti comuni molisani interessati dal fenomeno, soffermandosi sui considerevoli numeri relativi agli espatri sia durante la prima emigrazione, quella transoceanica, sia per la seconda, che interessò in particolar modo il Canada e le nazioni europee tra cui il Belgio. Sono ben 1.134 i cittadini di origine riccese, con doppia cittadinanza, iscritti al 2014 nell’elenco dell’Anagrafe Italiana dei Residenti all’Estero (AIRE), oltre venti le nazioni in cui è attestata la presenza, in molte con comunità estese e ben radicate.
Il Monumento vuole essere un omaggio a tutti gli emigrati riccesi che hanno saputo farsi strada e creare ricchezza nei Paesi che li hanno ospitati, mantenendo comunque e costantemente un sincero attaccamento per la propria terra; attaccamento che si è espresso ogni qualvolta sono stati sollecitati. Basta ricordare che la realizzazione del Monumento ai Caduti della Prima Guerra mondiale venne finanziata quasi integralmente dagli emigrati.

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