La nuova legge sugli eco-reati apre scenari pericolosi

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Da studioso di diritto penale devo dire che la nuova legge così come è stata approvata è molto ambigua e per alcuni aspetti pericolosa. Il testo, ritenuto un grande successo da diversi partiti e da alcune associazioni ambientaliste, ha subito molti emendamenti e modifiche, e nella sua attuale formulazione risulta talmente enigmatico da poter rappresentare di fatto un possibile condono per i grandi inquinatori attuali e futuri. Come? Attraverso l’inserimento dell’avverbio “abusivamente”, che, nell’articolo 452, sancisce il principio che un disastro ambientale è tale solo se “cagionato abusivamente”. Chi ha un minimo substrato giuridico sa che una norma penale deve essere scritta secondo criteri di determinatezza e tassatività, insomma deve essere chiara nei suoi contenuti ed evitare il più possibile libere interpretazioni. Secondo la fattispecie suddetta, dunque, un reato ambientale sarà tale soltanto se sarà stato compiuto al di fuori del rispetto di norme di natura amministrativa. Ma nel caso in cui uno stabilimento industriale, una discarica o altro soggetto inquinante fossero provvisti di un’autorizzazione a produrre e a funzionare, non sarebbero abusivi e non potrebbero essere giudicati per disastro ambientale. La legge così come è stata approvata potrebbe mettere a rischio il processo Ilva e rappresenta un’àncora di salvataggio per i grandi inquinatori e per le lobbies di attività industriali potenzialmente inquinanti. Io avrei eliminato in maniera categorica dalla legge il termine “abusivamente” e mi chiedo: esistono reati ambientali non abusivi? Con l’approvazione della nuova legge, la salute dei cittadini e l’ambiente passano in secondo piano rispetto ai diritti garantiti agli inquinatori, protetti da autorizzazioni e quindi non abusivi. L’esistenza del delitto ambientale dipenderà, infatti, esclusivamente da una concessione autorizzativa di tipo amministrativo. Nel Paese con i più alti livelli di corruzione d’Europa questo di certo non mi fa stare tranquillo. Su questo punto, inoltre, mi sorgono anche dubbi di costituzionalità della norma. Per decretare un disastro ambientale, tutto dipenderà adesso dalla presenza o dalla mancanza di un’autorizzazione. Anche se contro questa legge si sono espressi in pochi io mi annovero tra questi ultimi. Oltre al disastro ambientale abusivo questa legge ha un altro punto scricchiolante laddove sancisce che il disastro ambientale deve poter essere definito come “alterazione irreversibile dell’ecosistema”, senza che i concetti di “compromissione” e di “deterioramento” dell’ambiente stesso siano specificatamente definiti, lasciando così ampi margini d’interpretazione. Avete idea di quanto potrebbero durare i processi e le diatribe sulla dimostrazione del nesso di causalità e dell’entità del danno? E come si risolveranno i processi? Semplice, con l’assoluzione per l’impossibilità di dimostrare se un danno è grave oppure no. Voglio dire un danno è un danno. Con il beneplacito di Pd, M5S, Legambiente e di altri ambientalisti si è approvata una legge che aprirà scenari, a mio giudizio, molto pericolosi.
Vincenzo Musacchio – Docente di diritto penale presso la Scuola di Formazione CONFSA di Roma

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