La Formazione Professionale nel Molise: ancora fumata nera, anzi nerissima

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La riunione convocata dal Direttore Claudio IOCCA in Regione per il giorno 26 giugno e per le ore 10,00 è iniziata alle 11,30 con un’ora e trenta di ritardo, con l’arrivo dell’Assessore. L’Assessore Petraroia ha comunicato ai presenti che erano stati invitati perchè dovevano sapere che alcuni operatori legittimamente hanno inviato una diffida alla Regione Molise. Ha chiesto ripetutamente a tutti un’opinione in merito. Era per questo che il Direttore della struttura dott. Iocca aveva fatto intervenire i responsabili dell’ufficio legale della Regione.
Quando molti dei presenti hanno fatto notare che della diffida si occuperanno altri soggetti e in altre sedi, e ho comunicato che era la UIL Scuola Molise ad aver supportato anche legalmente i firmatari della diffida, si è finalmente spostato il tiro sulla vera problematica e cioè su cosa succederà il 1° luglio agli operatori della FP iscritti all’Albo Regionale ormai senza stipendio. L’Assessore ha scaricato immediatamente le responsabilità sui sindacati chiedendo a noi come intendevamo affrontare il problema e soprattutto come intendevamo risolverlo, tirandosene fuori completamente. Ha subito smentito che l’altra sera (venerdì scorso) aveva annunciato che era disponibile a finanziare un progetto di formazione per i formatori affidato all’Ente Bilaterale ed ha subito chiarito che soldi non ne vuole dare (lui afferma di non averne, ma dimentica -forse volutamente- i tanti rivoli in cui vanno dispersi i pochi -ma non tanto pochi- fondi regionali).
Ho poi preso la parola e gli ho ricordato i tanti tavoli inconcludenti che sono stati fatti finora in questi due anni e che la Regione ha una diretta responsabilità in quanto la formazione è materia delegata, quindi l’Assessore è tenuto a dare delle risposte ed è anche tenuto a proporre soluzioni. Chi “amministra” o “non amministra” la cosa pubblica è colui che ha avuto voti e consenso popolare per amministrare e che dovrebbe poi render conto agli elettori.
Ho chiesto con insistenza cosa vuol fare della formazione, gli ho ribadito che ha abbandonato completamente gli operatori ed i cittadini molisani che sono stati privati di un servizio che la Regione è tenuta ad elargire in base alle norme costituzionali, che la Struttura ha dimostrato da tempo che non funziona in quanto ha impiegato 8 mesi per chiudere i conteggi e pagare la mensilità di settembre e che addirittura una persona aspetta ancora lo stipendio di marzo 2014 non solo, ma che al termine dell’ultimo incontro non siamo riusciti ad avere copia del verbale regolarmente sottoscritto.
Ho poi aggiunto che mentre le leggi vanno verso l’eliminazione dei co.co pro. l’assessorato regionale al lavoro ha approvato, con determina del Direttore Generale, un progetto ponte che prevede proprio questo tipo di contrattazione. Il Molise non vuole andare avanti, vuole indietreggiare.
Poi ha parlato Alida dello Snals dicendo che non abbiamo tempo da perdere se poi non si decide mai e ha ricordato che gli operatori iscritti all’Albo hanno dei diritti innegabili e che il progetto Formez non impegnerà tutti gli operatori. Giovanna Salomi ha chiesto di nuovo cosa si fa dal 1° luglio. Di nuovo ho ricordato all’Assessore che tempo addietro aveva chiesto dei pareri legali sulla mobilità ma poi di quello scritto dalla Professoressa universitaria Bettini e quello dell’Avv. Naso della UIL non se ne è più servito, o comunque non ci ha dato contezza di cosa ne ha fatto; questo significa anche non avere rispetto degli altri, professionisti compresi, e tantomeno dei sindacati per il tanto tempo impegnato senza vedere poi risultati. Quindi ha abusato della nostra e dell’altrui bontà e disponibilità data nella speranza di veder finalmente risolto il problema della FP, problema che –con un pizzico di buona volontà- poteva essere facilmente risolto da tempo.
Ho ricordato quanto sottoscritto dalle parti il 23 dicembre in Giunta regionale e ho detto; “se non valgono più nè la firma del Presidente, nè dell’Assessore, nè dei Senatori, nè delle rappresentanze sociali, serve ancora la Regione Molise ?”
Petraroia a questo punto ha affermato che la riunione con l’ufficio del contenzioso della Regione è stata convocata per trovare un accordo tra gli operatori e i datori di lavoro ma che, se non fosse necessaria la presenza della struttura regionale, tale soluzione avremmo potuta cercarla da soli in altre sedi. Adesso si doveva passare a fare proposte dal momento che fino ad allora non ha avuto nessuna proposta e mi ha assalito verbalmente dicendo che la UIL non ha mai fatto proposte ma solo chiesto risorse (come se fosse la UIL a dover mettere le risorse a disposizione o che fosse la UIL a gestirle).
Ho ricordato le varie proposte fatte, anche quella odierna del progetto della formazione formatori da svolgersi per un mese, progetto richiesto anche dal segretario della FLC CGIL e da altri, ma di cui sia l’Assessore che la struttura non vogliono sentirne parlare senza dirci il perché. Anzi hanno dimostrato di non voler risolvere il problema delle centinaia di lavoratori molisani (quelli della FP non sono i soli) che, purtroppo, hanno perso prima il lavoro, poi la speranza ed anche la fiducia in chi governa il Molise, anche se spesso si appella a Papa Francesco e al Suo viaggio in Molise.
Allora Enrico Passerini ha detto di essere disposto a far rientrare i propri dipendenti per pochissime ore la settimana; Antonietta Ricca e Marilanda Maselli lo hanno poi seguito. Intanto Pino Lafratta ha richiesto di continuare a verificare se è possibile organizzare un corso per i formatori utilizzando risorse della legge 236, ma non ha avuto risposta solo un “non è etico” da parte della dr.ssa De Lisio (come se fosse etico che Dirigenti ed Assessore ben pagati non riescano a risolvere nessuna delle tante vertenze che assillano i lavoratori molisani).
La seduta è stata aggiornata a martedì alle ore 16,30 una data alquanto tardiva per risolvere il problema del giorno dopo (ulteriormente rinviata al primo luglio).

CONSIDERAZIONI Uil Scuola Molise:
La Struttura amministrativa regionale e la parte politica non curanti di chi non ha la possibilità di portare onestamente a casa un pezzo di pane continua a sprecare soldi in consulenze, vitalizi, spese superflue e bandi pubblici utili solo a tenere impegnata la struttura senza un riscontro reale nella necessità dei cittadini (cfr. concessione di Voucher per attività socio educative e sportive di circa 200 euro certamente riservati a pochi, visto che -tra l’altro- il bando e i volantini non sono stati nemmeno distribuiti nelle scuole molisane).
In una regione dove tutti si accontentano di guadagnare di meno pur di evitare di essere licenziati, i politici regionali diano il buon esempio: drastica riduzione delle consulenze, drastica riduzione dei costi inutili della politica, riduzione dei vari appannaggi, riduzione delle indennità, riduzione-eliminazione dei premi di risultato in considerazione del fatto che di risultati positivi in questa regione finora non se ne vede l’ombra, sburocratizzazione dell’Amministrazione regionale, inutili opere pubbliche, finanziamenti per edifici scolastici senza alunni, ecc..
Caro Assessore, con questi soldi si garantirebbe il lavoro a centinaia di persone e la tranquillità a centinaia di famiglie e non ci dica più che siamo privi di proposte concrete perché diversamente dovremmo fare nostro il contenuto dell’allegato articolo di Pasquale Di Bello.   Cui prodest? Certamente non alle migliaia di famiglie molisane che –invano- attendono soluzioni e determine regionali.
Ferdinando A. MANCINI UIL Scuola Molise-Dipartimento Formazione Professionale

di PASQUALE DI BELLO:
Alla totale incapacità manifestata come assessore al Lavoro, l’ex segretario della Cgil Michele Petraroia ha di recente aggiunto la mancanza di senso del ridicolo. Dopo aver distrutto la Formazione professionale, propone ai molisani la creazione di nuove figure lavorative: l’attore, il cantante, il danzatore, il mosaicista, l’operatore termale, il tecnico subacqueo. Che l’assessore Petraroia sia in assoluto il più clamoroso bluff prodotto dalla sinistra molisana, è un fatto che nessuno può mettere in dubbio. Che il vice presidente (sic!) della Regione avesse anche preso il posto del Mago Otelma, lo abbiamo appreso da poco. A darcene notizia, la delibera di Giunta n. 270 del 5 giugno 2015 avente ad oggetto: “Aggiornamento repertorio delle professioni della Regione Molise”.

Ma andiamo per gradi. A due anni e oltre dall’insediamento come assessore al Lavoro, Petraroia ha dimostrato per tabulas la propria totale incapacità. Una inettitudine pari soltanto alla fluviale prosopopea, che inonda regolarmente l’aula del consiglio regionale ad ogni intervento e le redazioni giornalistiche ad ogni comunicato stampa. Delle crisi in corso, nessuna è stata risolta. Anzi, dalla Gam allo Zuccherificio, dalla Ittierre ad altre decine di aziende, le criticità sono cresciute in maniera geometrica da quando in via Toscana, sede dell’assessorato, si è insediato l’ex segretario regionale della Cgil. Alla luce dei catastrofici risultati ottenuti, ovvero l’apertura di una serie infinita di tavoli di crisi che hanno trasformato la Regione in una falegnameria specializzata nella produzione di inutile segatura, ci chiediamo cosa aspetti il presidente Frattura a revocargli una delega che appare oggi tanto più indegna se all’incapacità manifesta si aggiunge il passato da sindacalista. Un’aggravante specifica tale che se l’incapacità politica fosse un reato porterebbe Petraroia direttamente all’ergastolo.

In questa Regione ci si profuma l’alito con grandi minchionerie, come la metropolitana leggera destinata a collegare Matrice a Boiano, e ci si dimentica invece del tanfo pesante che sale da più parti. Quello che sale da via Toscana, ad esempio, è uno dei peggiori. Pestilenziale e tossico. Più che tavoli, in realtà, Petraroia apre tombini per seppellire nell’acqua marrone tutto quello che distrugge. Ad esempio la Formazione professionale, letteralmente disintegrata in questi due anni e mezzo circa. Ai tanti disoccupati e disperati in circolazione presto se ne aggiungeranno altri. Questa volta la scure sul collo toccherà agli Enti di formazione che lavorano nel campo dei corsi liberi, cioè quei corsi per i quali la Regione non investe un centesimo ma al contrario ne guadagna. Corsi finanziati con quattrini degli enti stessi e che garantiscono lavoro a decine di persone, giovani, meno giovani e famiglie che ora, grazie alla inefficienza di Petraroia, si troveranno a breve disoccupati e nella disperazione più nera. Come loro, un colpo di mazza da baseball sulla fronte toccherà anche all’indotto che tale settore muove richiamando studenti da più parti d’Italia. I corsi liberi fanno lavorare anche ristoranti, bar e alimentari, affittacamere e alberghi, operatori del trasposto.

Qui, nel settore dei corsi liberi, non ci sono alibi e, soprattutto, non c’è l’alibi Iorio, lo spauracchio che Petraroia & Co. sbandierano ogni volta che si parla di una crisi. Non è colpa nostra!, urlano agitandosi come la rana di Galvani tanto paiono trapassati da una scossa elettrica. Colpa di Iorio, colpa di Iorio, tutta colpa di Iorio, ripetono come in un mantra, senza capire che la loro colpa non è quella di aver determinato crisi antiche ma quella di essersi rivelati degli assoluti incapaci nel risolverle e, soprattutto, dei bugiardi matricolati allorquando in campagna elettorale ha raccontato ai molisani che, giunti loro al governo, avrebbero risolto i problemi e garantito al Molise un futuro solido e prospero.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma, tornando al nostro ragionamento, nel settore della Formazione professionale e, segnatamente, in quello dei corsi liberi, l’alibi Iorio e quello del passato non tengono. Col vecchio governatore il tempo di adozione della delibera di Giunta, per capirci quella che autorizzava di volta in volta i corsi che gli enti richiedevano, aveva una cadenza trimestrale. Bene, in circa due anni e mezzo l’ineffabile Petraroia ha prodotto solo due delibere di cui l’ultima ad aprile del 2014.

E’ quindi oltre un anno che gli enti interessati, pur avendone fatto regolarmente richiesta e nulla rilevando in contrario, non ricevono dalla Regione la dovuta autorizzazione. Non ricevono nemmeno una risposta ai quesiti posti, essendo tale e tanta la strafottenza del ceto politico che alla domanda legittima sul perché di tale ritardo, Petraroia non ha risposto una parola. O meglio, ha risposto indossando il copricapo del Mago Otelma, dedicandosi ai giochi di prestigio. Non riuscendo a creare o quantomeno a proteggere il lavoro esistente, in tema di Formazione professionale ha tirato fuori dal cappello oltre al classico coniglio una serie di fesserie che nemmeno l’Otelma vero sarebbe stato capace di partorire.

Circa un mese fa Petraroia ha annunciato l’ampliamento del repertorio regionale delle professioni che, secondo l’assessore ai comunicati stampa, “permetterà ai soggetti attuatori di interventi formativi di avere a disposizione uno strumento normativo che possa guidarli nella presentazione di valide proposte”. Bene, sapete quali sono, tra le altre, le professioni che Petraroia ha portato in Giunta e che questa ha approvato con delibera 270 dello scorso 5 giugno? Il Tecnico dei giardini, il Tecnico addestratore di cavalli, il Tecnico di campionario di maglieria, il Modellista di pelletteria, l’Operatore tecnico subacqueo, il Mosaicista,  l’Attore, il Cantante, il Danzatore, il Creatore di effetti scenici, il Macchinista cinematografico, il Massaggiatore e Capo bagnino, il Bodyguard, l’Acconciatore cinematografico, l’Operatore termale e via cianciando. Tutte professioni di cui il Molise e l’Italia hanno una fame matta e disperatissima. E questo è solo un piccolo esempio di come Petraroia stia trasformando l’assessorato al Lavoro nel quartier generale del divino Otelma.

Poscritto. Dall’elenco mancano i pagliacci, ma non è un caso. Per quelli in Molise siamo al completo.

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