Giacomo Lombardi: La legge elettorale della Regione Molise va assolutamente cambiata.

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Anche alcuni Comuni della Provincia di Isernia esortano con forza il governo regionale a ripensare alla normativa vigente per garantire la giusta rappresentatività del territorio pentro. La legge elettorale vigente – afferma il sindaco di Roccamandolfi Giacomo Lombardi – va assolutamente modificata per garantire a Palazzo Moffa una giusta rappresentanza della Provincia di Isernia con tutto quello che ne consegue.
La Regione Molise ha adottato la legge 43 del 1995 – continua il sindaco lombardi – ma con la spending review si è pensato esclusivamente alla riduzione a 20 dei membri del consiglio, senza tener conto della geografia del territorio, con conseguente penalizzazione della Provincia di Isernia che sconta senz’altro un vulnus di rappresentatività(che oggi più che mai sarebbe utile considerato che ogni giorno si prefigurano nuovi tagli), che poi a cascata si ripercuote anche sulle amministrazioni comunali, che soffrono della mancanza di riferimenti politici della zona.
Allo stato attuale il consiglio regionale risulta essere composto da ventuno consiglieri, inclusi il Presidente della Giunta ed il Presidente del Consiglio e di questi 21 solo tre(quindi un settimo) sono rappresentanti della provincia di Isernia, allora se è vero come è vero che la Provincia pentra rappresenta un terzo della popolazione molisana senza voler fare sciocchi e inutili campanilismi che non mi appartengono, trovo giusto, normale e direi quasi scontato – continua Giacomo Lombardi – che un terzo dei membri di palazzo Moffa(quindi 7 unità) rappresentino la Provincia di Isernia.
Sul tema – conclude Giacomo Lombardi – c’è un silenzio assordante, sia da parte dei partiti, sia da parte degli inquilini dell’attuale consiglio regionale, che anziché proporre una modifica che appare giusta e scontata preferiscono con il loro silenzio mantenere posizioni di potere e privilegio senza capire che oggi il corpo elettorale è attento e maturo e pronto anche a punire simili atteggiamenti.
Se poi aggiungiamo che da qualche mese in giunta manca un rappresentante del territorio pentro, il dato è tratto e si comprende bene perché la nostra provincia sta lentamente morendo. La speranza è che in questo silenzio assordante ci sia qualcuno che batta un colpo di onestà intellettuale in tal senso.

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