Comitato Pro Vietri: situazione sanitaria drammatica, San Pardo salvaci tu!

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Del Pronto Soccorso dell’ospedale “S. Timoteo” di Termoli, l’ingegner Antonella Occhionero scrive: “… Ore di attesa e di sofferenze strazianti a causa di un personale decisamente sottodimensionato rispetto alla mole di lavoro che ogni giorno si presenta lì. E siamo al mese di maggio, non oso immaginare cosa succederà in estate! … Cari Paolo Di Laura Frattura e consiglieri regionali e cari Iorio etc. … Ma davvero non vi rendete conto che la situazione è drammatica ed esplosiva? Ma davvero non ve ne frega niente che i cittadini molisani … stanno male e soffrono?” Gentile Antonella, la risposta è: “No, a questi signori non gliene frega niente!” I signori componenti l’attuale consesso regionale: Michele Iorio, Nicola Cavaliere, Angiolina Fusco Perrella, Giuseppe Sabusco, (maggioranza nella scorsa legislatura); Vincenzo Niro (nella maggioranza della scorsa e dell’attuale legislatura); Vincenzo Cotugno, Domenico Di Nunzio, Vittorino Facciolla, Carmelo Parpiglia, Francesco Totaro, Salvatore Ciocca, Cristiano Di Pietro, Nico Ioffredi, Pierpaolo Nagni, Michele Petraroia, Massimiliano Scarabeo, Nunzia Lattanzio, il presidente Paolo Di Laura Frattura (maggioranza nell’attuale legislatura), tutti insieme sono gli artefici dello sfacelo della Sanità del Molise e coloro i quali, con la probabile complicità anche dei consiglieri Filippo Monaco e Salvatore Micone, chiuderanno i nostri ospedali pubblici. La situazione è, però, molto più grave perché è il Molise tutto che ormai è finito, annientato dall’inettitudine di questa classe politica. Il trionfalismo ipocrita di Frattura, riconfermato commissario ad acta, dà il voltastomaco: ha salvato solo sé stesso da un ennesimo smacco, sacrificando la Sanità pubblica del Molise sull’altare del mancato rientro dal disavanzo. Ha già, finanche, trovato il sistema per perpetuare il “parassitismo” delle cliniche private: ci racconta la favola che, con i crediti vantati dal Molise nei confronti di queste, si pagheranno le loro prestazioni. In parole semplici: “gli abboniamo il debito e continuiamo a sottrarre risorse agli ospedali pubblici”.
Si pensi, tra l’altro, che all’IRCCS Neuromed sono assegnati circa 160 posti letto/acuti, spettanti ai Molisani, per curare sostanzialmente pazienti di altre regioni, poiché da anni non gli viene rinnovata la valenza a carattere nazionale (si rimanda al link ).
Inoltre, come Frattura stesso ha dichiarato durante una nota trasmissione della TV locale, siccome le prestazioni sanitarie extra-regionali si compensano con cadenza biennale, c’è da scommettere che fino ad oggi la Regione abbia anticipato anche le spese per le cure dei cittadini di altra provenienza.

E mentre i Molisani soffrono – e muoiono perfino! – privi ormai di un sistema sanitario dignitoso e si continuano a chiedere loro tasse e sacrifici, si ritrovano tra capo e collo una delibera che sdoppia l’azienda sanitaria, moltiplica la dirigenza e di conseguenza i costi dei burocrati. Al Vietri, intanto, non si riesce a mantenere aperto l’ambulatorio di ortopedia per la mancanza di un’infermiera, rischia lo smantellamento anche il servizio di emo-dialisi ma, pur disponendo di una decina di addetti alla manutenzione, l’ASREM ha deciso di esternalizzare il servizio per lo sfalcio dell’erba. La vergogna degli sperperi molisani va in onda ancora una volta a “Ballarò” ed il presidente del Consiglio Regionale si arrampica sugli specchi senza un briciolo di dignità. Dato questo quadro della situazione, si è in attesa che il TAR del Molise si pronunci sulla legittimità dei provvedimenti che decretano la chiusura degli ospedali pubblici e, alla luce di quanto già denunciato in precedenza, sono forti i dubbi che si possa giungere ad un giudizio conformato a giustizia. D’altro canto, quando una sentenza della Corte Costituzionale (il riferimento è alla recente bocciatura del blocco della perequazione pensionistica) viene attaccata tanto ferocemente dal potere politico, si può ben comprendere che in Italia i diritti costituzionali dei cittadini siano ormai subordinati alla finanza pubblica, strumento di un sistema di potere talmente corrotto che assume ogni giorno di più la natura di un’idrovora prosciugatrice di risorse che, invece di essere utilizzate per servire il bene comune, vengono sempre più usurpate per accrescere i privilegi dei potenti che, contrariamente ai diritti dei deboli, sono sempre acquisiti! Viviamo, insomma, un nuovo feudalesimo nella sua deteriore accezione, con i signori che gozzovigliano ed il popolo che crepa di fame.

In occasione della ricorrenza più sentita per i veri Larinesi (nativi o di adozione) e con lo spirito che la storia ci tramanda “… e di Larino il Popolo, un dì si mosse armato…”, l’Associazione “Comitato Civico Frentano” formula a tutti loro gli auguri di una buona e santa festa patronale auspicando che i sacrifici e la devozione che la rendono così magnifica, supportino la comune invocazione al santo: “San Pardo salvaci da chi vuole il male di Larino!”

Associazione “Comitato Civico Frentano”

 

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