Assemboea PD, Venittelli: approvazione dello Statuto regionale non ha validità. Si convochi una nuova assemblea

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La dinamica dell’assemblea regionale del 21.09.2014 pone l’esigenza di provvedere, ai sensi del regolamento nazionale, alla convocazione di una nuova assemblea del Partito democratico del Molise in cui procedere alla presa d’atto dell’invalidità e/o della revoca del deliberato della scorsa seduta, in quanto l’approvazione dello Statuto regionale richiede il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti, circostanza non verificatasi nell’ultima assemblea, in quanto hanno partecipato al voto solo 31 membri. Altri due componenti, conteggiati dalla segretaria e dal verbalizzante hanno inviato una missiva giustificando la loro assenza.
L’assenza della maggioranza assoluta è riscontrabile nei verbali, finalmente ottenuti ieri dall’On. Laura Venittelli, Presidente dell’Assemblea regionale, presso l’ufficio nazionale Organizzazione del PD, che ha rilevato come la votazione sia priva dei requisiti di validità.Condizione riscontrata anche dal vicesegretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini, con la nota lettera del 25 settembre, più volte citata dalla segretaria Fanelli, che si conclude con il rilievo di anomalia del voto e con l’invito a procedere ad apposita convocazione dell’assemblea per un nuovo voto: conclusione della lettera di Guerini sempre incredibilmente ed artatamente omessa dalla stessa segretaria​. ​La presenza della maggioranza assoluta, necessaria per approvare lo statuto, si sarebbe potuta verificare da subito, se soltanto fosse stata accolta la richiesta della componente Francesca Di Cristofaro, che ha chiesto in assemblea, invano, l’appello nominale per verificare la presenza della maggioranza assoluta dei componenti dell’assemblea necessaria per l’approvazione dello statuto.
Si sarebbe in tal modo evitata questa lunga querelle, che ha finito per spostare la Segreteria dai temi veri (lavoro, questione biomasse, sanità, crisi industriale ecc.), risparmiandoci dalla lunga sequenza di dichiarazioni mendaci, di omissioni e di atteggiamenti spavaldi pur di nascondere la verità, che resta il presupposto irrinunciabile su cui fondare l’azione del partito democratico, nel rispetto della legalità e della trasparenza.

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