Acem: il sistema delle SOA ha fallito

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Presidente acem Di NiroL’edilizia di nuova costruzione, privata e pubblica, è crollata in Italia dal 2006 al 2013, in valori costanti, da 82,3 a 41,3 miliardi di euro, praticamente dimezzata,  il residenziale è precipitato da 39,2 a 16,2 miliardi: sono questi i dati diramati  dal Cresme qualche giorno fa e che l’ANIEM (Associazione Nazionale Imprese Edili e Manifatturiere) ha comunicato alle proprie Associazioni territoriali ed all’ACEM.Inoltre, secondo il centro studi ed analisi dell’ANIEM stessa il settore edile, che ha perso rispetto al 2006 circa il 32% del suo valore reale, dopo il calo di quest’anno  registrerà un ulteriore calo nel 2014 ed avendo esaurito la fiammata degli anni Duemila dell’immobiliare di nuova costruzione, nei prossimi anni , riuscirà a recuperare non più di 4-5 punti.

A ciò si aggiunga che l’Osservatorio permanente sulla pubblica amministrazione, l’Oppal 2013, segnala che mediamente le amministrazioni impiegano 9 mesi per l’approvazione di uno strumento urbanistico conforme e ben 12 per uno in variante, mentre si registra un calo nettissimo dei permessi di costruire che, ad esempio, nel rapporto 2008 erano 1.454 e in quello del 2013 sono scesi a 201.
“I dati e le previsioni che abbiamo ricevuto quest’oggi dalla nostra Associazione nazionale parlano chiaro – commenta il Presidente dell’ACEM Corrado Di Niro – purtroppo siamo di fronte ad una crisi strutturale ed è indispensabile non perdere più tempo e introdurre interventi strutturali che da subito possano invertire il trend negativo, mentre si continuano a frammentare e moltiplicare ulteriormente gli adempimenti a carico delle aziende edili andando in una logica assolutamente contraria all’obiettivo di semplificazione preannunciato da questo Governo ”.
“Secondo la nostra Associazione – continua Di Niro  – gli elementi prioritari su cui intervenire sono la semplificazione amministrativa e sburocratizzazione di tutte le procedure autorizzative, la modernizzazione del settore e soprattutto la revisione del sistema di qualificazione SOA che ha fallito l’obiettivo di rendere più efficace la selezione delle imprese, creando costi aggiuntivi e produzione cartacea di documenti con  una disciplina iperburocratizzata ed oggi troppo onerosa”.
 “Manca purtroppo la direzione giusta  per valorizzare quelle imprese che vogliono operare in modo corretto; non è spiegabile  perché si continua a introdurre burocrazia su burocrazia, oneri procedurali ed economici,  e non si fa nulla per semplificare” – conclude il Presidente Di Niro. 

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